Fanta-Fassone

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La prima volta che mi è stato chiesto di scrivere di Roberto Fassone era la vigilia del primo Aprile e lui stava organizzando un “sabotaggio” del sito internet di Viafarini. Avrei dovuto lavorare e, invece, il sito del luogo in cui stavo svolgendo il primo stage della mia vita, stava cambiando sotto i miei occhi. Ai tempi non mi rendevo conto, ma era proprio in quel preciso momento che stavo iniziando a lavorare sul serio.

“L’apprendimento, il processo educativo, è stato a lungo associato soltanto allo sconforto. Parliamo di uno studente “serio”. Il nostro tempo presenta un’opportunità unica di imparare attraverso l’umorismo: una battuta perspicace o incisiva può essere più significativa di banali stereotipi compresi fra le pagine di un libro.” Marshall McLuhan

Roberto Fassone, classe 1986 è un giocatore di basket, un attento osservatore della realtà artistica e un ironico “traslitteratore” di questa, nelle opere e nelle operazioni che realizza. A Milano, al Fanta Spazio, Roberto Fassone mette in scena Charades. Sette collezionisti vengono invitati a partecipare a una performance a porte chiuse, l’artista, al centro della sala, mima una serie di opere d’arte, il primo che ne indovina dieci, vince una fotografia dell’artista. Dietro tutto questo c’è, ovviamente, un background. Roberto Fassone aveva già regalato a ogni collezionista un corposo pacchetto di figurine, una vera e propria “collezione” di opere d’arte contemporanea, una raccolta che spaziava da Man Ray a Federico Tosi, invitando così, i suoi giocatori, a studiare titoli, concetti e immagini delle opere selezionate. L’artista si fa, da subito, fautore di un vero e proprio invito allo studio, alla memoria e alla concentrazione e, dopo aver lasciato ai collezionisti un ragionevole periodo per studiare e prepararsi, sale in cattedra e li interroga, anzi, li sfida. Da non dimenticare che a ogni partecipante veniva chiesta una quota partecipativa.

Quello che oggi possiamo trovare nei due ambienti del Fanta Spazio è un video che documenta tutto lo svolgimento della performance e una fotografia, premio del collezionista vincitore, installata in maniera decisamente sapiente al piano inferiore. Si è vero, ci sono anche le due bottiglie, una di Pepsi e una di Coca-cola, ormai geniali presenzialiste delle sue esposizioni. Il video della performance è a telecamera fissa, l’obiettivo non inquadra mai i collezionisti, ma siede comodamente tra di loro in un’ottica che invita a partecipare al gioco anche il pubblico, inevitabilmente meno preparato, che assiste alla proiezione. In alcuni momenti è possibile intravedere le mani di alcuni collezionisti, ma quello che accompagna l’intera performance è l’atmosfera costante di piacevole divertimento. Si ride si scherza, ci si prende in giro e alla fine si vince, anche se i più competitivi avrebbero voluto continuare e andare avanti con gli indovinelli. Più che una mise en abyme, Fassone, del sistema dell’arte ne prende e ne sdrammatizza i contenuti, riconsegnandoci un prodotto chiaro, divertente e per molti versi stimolante. Il suo lavoro sta cambiando (a mio avviso) e sta acquisendo sempre più sicurezza, diventando il pretesto per uno stimolo alla riflessione più concreto e forse più utile. Yeah, Fassone, yeah.

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Charades, 2016. Photographic print, 70 x 100 cm. Video, color, sound, 20’. Courtesy of the Artist and Fanta Spazio, Milan. Photo: Roberto Marossi

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Charades, 2016. Photographic print, 70 x 100 cm. Video, color, sound, 20’. Courtesy of the Artist and Fanta Spazio, Milan. Photo: Roberto Marossi

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Installation view, Roberto Fassone, Charades, Fanta Spazio, Milan, 2016. Courtesy of the Artist and Fanta Spazio, Milan. Photo: Roberto Marossi

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Alberta Romano

Alberta Romano (Pescara, 1991) è laureata in Storia dell'Arte all'Università di Roma la Sapienza e in Pratiche Curatoriali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Vive a Milano dove lavora come curatrice stabile per t-space, social-media manager di Artshell e contributor per Juliet Art Magazine. E' tra gli studenti di CAMPO16, il master curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e ha precedentemente collaborato come assistente per la Galleria Chert di Berlino, per Claudio Guenzani e per Viafarini DOCVA a Milano.

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