Federica Marangoni. Memoria di cristallo

Federica Marangoni, Scrittura di luce

La memoria di cristallo di Federica Marangoni. L’artista veneziana è in mostra fino al 15 maggio alla galleria CE Contemporary di Milano per presentare una parte del suo significativo percorso di ricerca, di linguaggio e di estetica che l’ha sempre contraddistinta sin dagli anni settanta.In esposizione le opere nuove fra cui La Macchina del Tempo e Scrittura di Luce che si riuniscano perfettamente nello spazio della galleria di Christine Enrile ai lavori precedenti in cui Federica Marangoni proponeva già assieme al video materiali come il fiberglass bianco, il poliestere, la lastra di perspex, il neon e il vetro tutti utilizzati con una grande forza e raffinatezza. Come Broken Comunication, esposta assieme a Froken Comunication progetto della stessa istallazione realizzato con tecnica mista su carta intelata, opera fra le molte amate dall’amico Naim June Paik. Si perché il lavoro di Federica Marangoni, è doverso ricordarlo protagonista anche del periodo di produzione del Centro di VideoArte Palazzo dei Diamanti di Ferrara, ha sempre ricevuto molti consensi di pubblico e di critica all’estero a partire dagli Stati Uniti dove oltre a esporre al MoMa ha insegnato alla New York University e in molte altre università con lezioni su un tema ricorrente della sua vita artistica: “Arte, Art&Crafts, Design: confronto, analisi e interattività”. E opere pubbliche le sono state commissionate nelle città spagnole di Siviglia e Barcellona, nel percorso urbano di Santa Cruz di Tenerife, senza poi dimenticare le numerose partecipazione a La Biennale di Venezia.

“Riflesso su una sfera di cristallo – illustra Viana Conti, curatrice della mostra –  l’universo mediatico dei feticci e stereotipi di massa si spezza, nel suo lavoro, in quella miriade di frammenti che riscrivono, tra luci e ombre, la storia conflittuale dell’umanità. Un intenso viaggio tra Oriente e Occidente, quello di questa mostra, intessuto dei fili d’oro della cultura bizantina, del rosso sangue dei genocidi e dei crimini contro l’umanità, un racconto di tolleranze e intolleranze, di fughe dalla realtà e approdo sulle spiagge cristalline dell’immaginario, illuminate dalla conoscenza, dalla bellezza, dalla poesia”.

Ad accoglierci all’interno della mostra incontriamo l’istallazione Go Up un invito ad una nuova visione del mondo visto dall’alto di una scala composta da cracked tube neon, un tubo modificato nella sua stessa struttura, in maniera da creare un’interruzione continua del gas che si divide e produce un effetto visivo di continua scarica elettrica, come quello di un fulmine. Lo sguardo poi non può che soffermarsi sui due schermi paralleli di  La vita è tempo e memoria del passato ultimo lavoro video di Federica Marangoni nel quale la sacralità, la bellezza e l’armonia delle opere di Cimabue e Pier della Francesca si confrontano con il caos della contemporanea umanità. Tema riproposto in Humanity, tre dipinti a tecnica mista su foto-collage, con scritte di luce al neon che denunciano allo spettatore, invitandolo ad un’attenta riflessione, i crimini che avvengono ogni giorno nella nostra società. L’artista ci dona inoltre un suo videoautoritratto all’interno di una gabbia sospesa Volevo dirti che… L’opera è senza audio ma i messaggi che Federica Marangoni riesce a lanciare sono sempre carichi di grandi contenuti emozionali. La mostra è aperta dal martedì al venerdì con orario 15-19.

Federica Marangoni, Scrittura di luce

Federica Marangoni, Scrittura di luce

Federica Marangoni, GO-UP, 2013

Federica Marangoni, GO-UP, 2013 

Federica Marangoni, Italy - Italy, 2008

Federica Marangoni, Italy – Italy, 2008

 
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Giornalista dal 1993, si laurea in Cinema e Immagine Elettronica all'Università di Pisa e si specializza in Net Art e Culture Digitali all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Da anni cura mostre d'arte contemporanea con particolare attenzione alla media art.

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