Five / Fifty / Five hundred

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Five / Fifty / Five hundred. Tre riferimenti temporali diversi legano la Lisson Gallery di Milano, la celebre sede di Londra e il Rinascimento lombardo nei pressi di Santa Maria delle Grazie.

La collettiva che ha inaugurato il 22 settembre (e visitabile fino al 28 ottobre) negli spazi espositivi di Via Zenale, suggella i primi cinque anni di attività della galleria milanese. A ispirare l’esibizione è stata la prima mostra, nel settembre 2011, curata dall’artista concettuale britannico Ryan Gander, I Know About Creative Block And I Know Not To Call It By Name. In quell’occasione, nel comunicato stampa, Gander espresse la sua idea che la creatività risiede nei momenti più semplici, quando non la si cerca con insistenza. Gli artisti coinvolti, questa volta, sono quelli che la galleria ha rappresentato nei cinque anni trascorsi, e le loro opere si snodano tra le stanze del civico 3 e il giardino adiacente, che la Lisson condivide con la Casa degli Atellati e la Vigna di Leonardo.

La Vigna fu donata a Leonardo da Vinci da Ludovico il Moro dopo la realizzazione del Cenacolo nel refettorio della Basilica di Santa Maria delle Grazie, che il duca volle come mausoleo della famiglia Sforza. Si trovava nel territorio della più grande vigna di San Vittore, in fondo al giardino di Casa degli Atellati, cortigiani sforzeschi, restaurata dal grande architetto milanese Piero Portaluppi nel Novecento. In occasione di Expo 2015, più di cinquecento anni dopo la morte di Leonardo, la Vigna di Leonardo è stata nuovamente piantata nella tipologia di vite e nel luogo dov’era.

Appare evidente come sia caratteristico il dialogo tra i due spazi, reso più dinamico dalla presenza delle due installazioni dei passeggiatori al LED di Julian Opie. Tra le opere più iconiche della mostra: la scultura in legno di Ai Weiwei a forma di icosaedro, disegnata da Leonardo per il trattato del matematico Luca Pacioli La proporzione divina, del 1509; un’opera dello stesso Ryan Gander, una tenda di marmo ispirata a quella di tela, rifugio nei giochi della figlia; l’installazione di Christian Jankowski, curatore dell’XI edizione di Manifesta, che riporta, tra i commenti lasciati nel libro dai visitatori di una sua mostra, un Wow! Luminoso al neon. Gli altri artisti protagonisti sono Angela de la Cruz, Haroon Mirza, Florian Pumhösl, John Latham, Shirazeh Houshiary, Richard Long, Spencer Finch.

La celebrazione di questo quinquennio della galleria milanese, anticipa il cinquantesimo anniversario nel 2017 della Lisson Gallery di Londra, che dalla fondazione nel 1967 da parte di Nicholas Logsdail, ha promosso e supportato tra i più importanti artisti minimalisti e concettuali diventando una tra le più influenti gallerie d’arte contemporanea al mondo, con le due sedi londinesi in Bell Street, in via Zenale a Milano, e sotto la High Line di New York.

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Julian Opie, Imogen walking, 2016, Courtesy Lisson Gallery

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Christian Jankowski, Wow! (from the series Visitors), 2013, Courtesy Lisson Gallery

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Installation view #2, Courtesy Lisson Gallery

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Installation view #2, Courtesy Lisson Gallery

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Installation view #2, Courtesy Lisson Gallery

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Serena Ficarola

Laureata in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università La Sapienza di Roma, ha svolto uno stage in didattica museale collaborando con il Dipartimento di Educazione del MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo al progetto "Il Museo tra i banchi di scuola". Nel corso dei suoi studi più recenti è stata crescente l'attenzione rivolta in particolare alla scultura contemporanea. Attualmente vive a Milano.

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