519+40: il flusso continuo della Fondazione Cerere

1_519+40_FondazionePastificioCerere

Nel decennale della sua istituzione, la Fondazione Pastificio Cerere inaugura una mostra che pone attenzione su un gruppo di artisti che ha gravitato intorno a essa rimarcando ancora una volta come sia stata il fulcro dell’avanguardia artistica romana e il centro propulsore di nuove idee e modi di concepire l’arte. La Fondazione sorge all’interno dello stabile del Pastificio Cerere, fabbrica di pasta dismessa e diventata sede negli anni Ottanta del “Gruppo di San Lorenzo”. Il collettivo, inizialmente di sei artisti (Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli), stabilì tra queste mura la propria casa e il proprio studio facendone una grande officina delle arti portata agli onori della cronaca dalla mostra “Ateliers” promossa da Achille Bonito Oliva nel 1984.

Grazie a una forte amicizia tra i componenti e all’influsso di Toti Scialoja il gruppo si caratterizzò sempre più per la forte connotazione concettuale nel duplice binomio d’identificazione con la realtà romana ma, al tempo stesso, con un continuo slancio verso l’esterno al fine di avere un respiro artistico più internazionale. Attualmente l’edificio ospita studi d’artista, gallerie d’arte, scuole di fotografia e studi di grafica e la Fondazione promuove progetti formativi e programmi di residenze dedicati a giovani artisti e curatori, insieme a un ricco programma di mostre, conferenze, workshop e studio visit supportati da un archivio di testi di documentazione e ricerca raccolti nel corso degli ultimi trent’anni di attività. Con il ciclo di sei mostre di questo gruppo di artisti e alcuni giovani talenti nazionali edinternazionali, l’intento è quello di sottolineare come, anche se il lavoro si è sempre concentrato nel quartiere di San Lorenzo, ogni artista abbia saputo innovarsi e dare un contributo significativo alla comunità artistica internazionale. La rassegna “519+40” aperta fino al 7 gennaio 2016 raccoglie un sostanzioso numero di figure alle quali è stata data la possibilità di esprimersi liberamente attraverso i più variegati temi e tecniche che, secondo l’artista Nunzio, promotore della mostra, stanno a simboleggiare il flusso continuo e variegato di artisti e idee che circolano in questo luogo.

Ricordiamo la ricerca artistica di Josè Angelino nella quale l’approccio scientifico si combina alla ricerca estetico-percettiva, le installazioni di Micol Assaël che ricostruiscono spazi attraverso l’uso di disegni, sculture, materiali rinvenuti, stampe e libri, le riflessioni sul presente di Elisabetta Benassi attraverso l’uso dell’installazione, del video, della fotografia per creare insieme forti suggestioni emotive ma anche le ricerche sull’oggetto quotidiano alla scoperta del suo lato più irreale di Fabio Di Camillo o le sculture e le opere grafiche di Francesco Landolfi. L’esposizione presenta anche le sculture di Nunzio nelle quali l’artista indaga le potenzialità espressive e formali della materia e le sue interrelazioni con spazio e luce, le installazioni di Jorge Peris che modifica gli ambienti sovvertendo la concezione di spazio accentuando il divario tra emozione e intelletto, l’utilizzo del corpo come misura delle cose e strumento di osservazione del mondo nelle opere di Calixto Ramirez, le scenografie e le installazioni di Manuela Savioli, la riflessione personalissima e privata delle opere di Carmine Tornincasa e i super eroi dei fumetti reinterpretati da Adrian Tranquilli come personaggi dell’iconografia sacra. Un momento importante per riscoprire uno dei movimenti italiani più prolifici della fine del Novecento.

519+40
Fondazione Pastificio Cerere, via degli Ausoni n. 7, Roma www.pastificiocerere.it

13_519+40_FondazionePastificioCerere519+40, installation view at Fondazione Pastificio Cerere. Credits: Mario Martignetti

2_519+40_FondazionePastificioCerereMicol Assaël, AMΠΕPΟΛΟΓIA, 2007/2015. 519+40, installation view at Fondazione Pastificio Cerere. Credits: Mario Martignetti

9_519+40_FondazionePastificioCerereFabio di Camillo, Inanis Uniloba, 2015. 519+40, installation view at Fondazione Pastificio Cerere. Credits: Pierpaolo Lo Giudice

The following two tabs change content below.

Rispondi