Fondazione Pietro Rossini: un parco di sculture nelle colline della Brianza

Fausto Melotti, Arte del Contrappunto n.1, 1969, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevski. In questa nuova rubrica parleremo della bellezza dei parchi d’arte contemporanea, soffermandoci su realtà italiane e straniere ancora troppo poco conosciute. Inizieremo questo viaggio alla scoperta dell’arte open air da Briosco, nel cuore della Brianza, dove si trova la Fondazione Pietro Rossini, nata dalla volontà di Alberto e Luisa Rossini in memoria del figlio Pietro prematuramente scomparso nel 1989.

La storia di quella che sarebbe diventata una Fondazione inizia nel 1953 quando l’industriale lombardo Alberto Rossini acquista, all’età di 20 anni, una scultura astratta di Gaetano Negri, assistente di Marino Marini, inaugurando così la sua attività collezionistica. La raccolta di opere d’arte del secondo Novecento, accresciutasi nel tempo, assume oggi l’aspetto di un parco di sculture costituito da lavori spesso realizzati appositamente per il contesto in cui sono collocati e in stretta relazione con il collezionista stesso che, nella maggior parte dei casi, intrattiene con gli artisti rapporti duraturi di amicizia, configurandosi come un vero e proprio mecenate. Partendo dalle ricerche degli anni Sessanta e Settanta, rappresentati dalle opere di artisti come Rambelli, Minguzzi, Negri, Milani, Mirko, fino a Pomodoro, Melotti e Turcato, la Fondazione si sviluppa attraverso i lavori realizzati per la collezione da Cascella, Consagra e César, per giungere alla produzione di artisti di una generazione più giovane, che operano su diretta committenza del collezionista, come testimoniano le opere di Stähler, Dietman e Ievolella.

Fulcro della Fondazione è sicuramente il padiglione espositivo, commemorativo di Pietro Rossini e progettato nel 1998 dall’architetto americano James Wines, dello studio SITE di New York, uno tra i più noti esponenti della “green architecture”. Il piccolo edificio è stato inserito nel terreno attraverso la parziale modifica e l’ampliamento delle curve di livello esistenti nel terreno naturale, a mimesi dell’andamento collinare dell’area di Briosco ed è stato costruito con materiali di riciclo o con materiali di provenienza locale, pietra e laterizio. L’integrazione del Padiglione con il paesaggio circostante è evidenziata dalla presenza del tetto verde, realizzato con essenze locali molto rustiche, che conferiscono alla sua architettura un aspetto “brutale”, ruvido. All’interno dell’edificio, che può ospitare mostre ed eventi temporanei, è raccolta la vasta collezione d’arte della famiglia Rossini e trovano collocazione una piccola caffetteria nonché gli spazi amministrativi.

Ma quale è oggi la fruibilità del parco d’arte di Briosco? Quale il suo rapporto con il territorio? Per la Fondazione Rossini che, come si legge nel sito internet, “si prefigge lo scopo di diventare un baricentro culturale per il territorio, stimolando l’interesse per l’arte contemporanea, in particolare per quanto riguarda la scultura, offrendo un luogo d’incontro per promuovere lo sviluppo culturale e l’aggregazione” si aprono nuovi scenari. Sembra infatti che nel corso del 2015 la Fondazione aprirà ufficialmente al pubblico, sempre stando a quanto comunicato sul sito internet. Fino a oggi il parco di sculture si è comunque fatto conoscere e apprezzare aderendo alle ultime tre edizioni della manifestazione Ville Aperte in Brianza, presentando installazioni performative e realizzando laboratori di didattica dell’arte rivolti a Istituti Scolastici del territorio. Queste attività creative sono curate dal Labo Gatto Meo che dal 2006 allestisce laboratori didattici secondo il Metodo Bruno Munari. Non resta che attendere il 2015 per poter visitare la Fondazione Pietro Rossini.

Eleonora Manzo

Fausto Melotti, Arte del Contrappunto n.1, 1969, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

Fausto Melotti, Arte del Contrappunto n.1, 1969, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

James Wines, Padiglione Espositivo, 1998, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

James Wines, Padiglione Espositivo, 1998, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

Franz Stahler, Tulipani, 2000, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

Franz Stahler, Tulipani, 2000, Courtesy Fondazione Pietro Rossini

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