Fotografie in cerca dell’eterno

Mimmo Jodice Arciere, 1991 stampa al carbone su carta cotone 100x120 cm courtesy l’autore

Parlare di fotografia nel modenese significa dal 2007 parlare di Fondazione Fotografia, centro internazionale di esposizioni e formazione interamente dedicato all’immagine fotografica contemporanea, la quale custodisce numerosi archivi fotografici e collezioni, per un totale di circa un migliaio di opere di cultura che raccontano i maggiori sviluppi della fotografia italiana e internazionale.Attualmente i locali della Fondazione ospitano, presso il Foro Boario di Modena, tre personali dedicate al linguaggio senza tempo del reportage in bianco e nero, con pregiate stampe al platino che sorprendono il visitatore per la ricchezza delle tonalità, apprezzabili in tutte le loro sfumature. Inaugurate il 12 settembre 2014 e aperte al pubblico sino all’11 gennaio 2015, queste collezioni faranno parlare esperti e appassionati del settore ben oltre le date di apertura. V’invitiamo a percorrere a passo lento i viaggi intimi per i luoghi sacri del mondo che hanno ispirato la ricerca di Izu, o del Mediterraneo storico che ha incantato Jodice, e infine a scoprire i volti di un tempo e i paesaggi mozzafiato del collettivo scelto per Los Andes così come possono apparire vagando liberamente tra gli ambienti della Fondazione.

KENRO IZU. TERRITORI DELLO SPIRITO (leggi l’approfondimento qui !)
Raffinatezza e intimità sono le parole che meglio descrivono il coinvolgimento generato dalle immagini di Kenro Izu, autore giapponese residente da tempo negli Stati Uniti. Una ricerca interamente dedicata ai luoghi sacri del mondo. La mostra presenta oltre sessanta opere (per la maggior parte platinopie stampate dallo stesso autore), che mostrano l’evolversi della visione del fotografo nel tempo grazie all’incontro con i paesaggi che lo hanno incantato. Dalla piramide di Cheope in Egitto (la sola delle sette meraviglie del mondo antico giunta sino a noi), alle rovine cambogiane di Angkor o dei templi buddhisti del Tibet. Fotografare i monumenti è ciò che più si avvicina all’eterno secondo l’autore, ma esiste un confine molto sottile tra la pietra e la sabbia che l’osservatore può vedere guardando attentamente le sue immagini. Instancabile pellegrino della Pace (Izu è originario di Hiroshima), con il suo sguardo attento alla bellezza in tutte le sue sfumature, l’autore ci accompagna in un viaggio in cui è costante la tensione dell’uomo verso il divino, donando l’illusione della sospensione del tempo.

MIMMO JODICE. ARCIPELAGO DEL MONDO ANTICO
Cinquanta opere fotografiche del pluripremiato fotografo napoletano Mimmo Jodice, in cui l’autore ricompone l’immagine delle civiltà che hanno attraversato la storia antica del Mediterraneo, proponendoci i miti, gli eroi, i templi e i paesaggi archeologici scoloriti dal tempo come sospesi tra un passato e presente che sembrano condividere. La presenza del mare, della bellezza scultorea antica, insieme al senso di silenzio e della rovina che avanza inesorabile pervade con calore ogni immagine, senza tristezza ma piuttosto trasmettendo un senso di ricerca e di viaggio senza fine. Una sensazione che trova conferma nel trentennale lavoro che l’artista porta avanti sul tema, sottolineando il valore contemporaneo di queste testimonianze artistiche: un’esortazione a non dimenticare il valore della Storia e a ristabilire un contatto con il mondo antico. Come già sottolineato dagli addetti ai lavori, per Jodice fotografare l’antichità rappresenta una sorta di antidoto al degrado della società attuale. Il Fotografo è conosciuto sin dagli anni ’70 per saper raccontare temi cupi quali i disastri ambientali, le malattie e i disagi sociali. Questa selezione invita a riscoprire le proprie radici con ottimismo e speranza, portando un’innovazione anche nella ricerca artistica che nasce dalla consapevolezza delle eccellenze del passato. Un risultato possibile solo grazie alla contemplazione consapevole di ogni singola opera.

FOTOGRAFIA DE LOS ANDES 1890-1940
Curata da Jorge Villacorta, studioso di fotografia sudamericana e direttore della seconda Biennale di Fotografia di Lima, la mostra propone cinquanta fotografie provenienti da numerose collezioni private che raccontano la società andina d’inizio secolo, quando a dominare erano le differenze di classe tra indios e bianchi. Ai volti si affiancano vedute delle città e dei paesaggi uniche, realizzate tra il 1890 e il 1940. I fotografi scelti da lui per questa collettiva sono il padre fondatore della fotografia moderna peruviana Martin Chambi (1891-1973), i suoi allievi Carlos e Miguel Vargas, Enrique Masias (1898-1928), Guillermo Montesinos (1877-1925). Infine è stato inserito nella selezione un italiano, Luigi Domenico Gismondi (1872-1947), attivo in Perù ed in Bolivia dopo l’emigrazione sino alla morte. Una collezione che mostra la fragilità antropologica della società di quel tempo e l’inestimabile senso di sconfinata meraviglia per uno dei paesaggi più ricchi in termini di biodiversità del pianeta. La selezione fotografica annulla le distanze geografiche e temporali portando una testimonianza preziosa per la storia della fotografia internazionale che invoglia ad approfondire tecniche e scelte stilistiche di ciascuno degli autori.

Francesca Christine Miglioli

Mimmo Jodice Arciere, 1991 stampa al carbone su carta cotone 100x120 cm courtesy l’autore

Mimmo Jodice, Arciere, 1991, stampa al carbone su carta cotone, 100 x 120 cm. Courtesy l’autore

Guillermo Montesino, Vista del vulcano El Misti, Arequipa, 1920 ca., 11.8 cm x 16.6 cm

Guillermo Montesino, Vista del vulcano El Misti, Arequipa, 1920 ca., 11.8 cm x 16.6 cm

Mimmo Jodiceterre

Mimmo Jodice, Terme Romane, Cartagine,1994. Stampa al carbone su carta cotone, 100 x 100 cm. Courtesy l’autore

Kenro Izu Taksan #131, Bhutan, 2003 dalla serie “Bhutan Sacred Within” stampa al platino, 51x107 cm courtesy l’autore

Kenro Izu Taksan #131, Bhutan, 2003 dalla serie “Bhutan Sacred Within” stampa al platino, 51 x 107 cm. Courtesy l’autore

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