Francesca Woodman e Birgit Jürgenssen: la Merano Arte celebra la fotografia al femminile

Birgit-Jürgenssen-Ich-möchte-hier-raus!,-1976-S_W-Fotografie-©-Estate-of-Birgit-Jürgenssen-_-Bildrecht,-Wien,-2015-_-Sammlung-Verbund,-Wien

Geograficamente distanti, due vite opposte e con finali diversi ma vicine nel modo di pensare, di fare arte, di usare se stesse. Francesca Woodman e Birgit Jürgenssen non sono mai state così prossime, tanto da potersi sfiorare con i lembi delle loro opere. A unire queste due grandi artisti contemporanee, mai incontratesi nella vita, è la doppia personale organizzata dalla Merano Arte.

Arte e vita, esistenze colme d’indipendenza e forti di quel femminismo che per entrambe è stato fonte d’ispirazione. La donna, essere sacro e profano al tempo stesso, l’io e il super io mescolati a un pizzico di esibizionismo e la forte presenza di quel modo di fare surrealista mai passato di moda, sono alla base delle opere di queste due artiste.

Americana la prima, storia breve e intensa, bevuta e consumata tutta di un fiato nel mezzo della giovinezza. Otto anni dedicati alla fotografia, i più intensi, in cui la sua figura appare e scompare come un fantasma sulla pellicola. Giochi di presenze velate e mai del tutto svelate. Il corpo, quello di Francesca Woodman (1958-1981), diventa strumento performativo, veicolo espressivo di un messaggio che la fotografa vuole passare allo spettatore. Non puro oggetto estetico o estetizzante, ma soggetto principale, attore protagonista della scena.

Austriaca la seconda, professionalmente e culturalmente cresciuta in una Parigi fervida e creativa a cavallo degli anni Settanta: femminista, surrealista e attratta dalle teorie freudiane. È fotografa, artista, performer e lascia dietro di sé, nei suoi 54 anni vissuti in nome dell’arte, numerose opere tra sculture, disegni e fotografie. Anche per Birgit Jürgenssen è il corpo femminile a essere padrone di sé e di ciò che vuole esprimere: lo copre, lo scopre e lo maschera a suo piacimento, dando indietro un’interpretazione ironica e dissacrante degli stereotipi che ancora dominano set e servizi fotografici.

L’esposizione che rende possibile questo connubio al femminile, nasce dalla collaborazione tra Merano Arte e la società elettrica Verbund che dal 2004 a Vienna ha fondato la sua personale collezione d’arte contemporanea nella quale, appunto, tra i numerosi protagonisti, figurano anche Francesca Woodman e Birgit Jürgenssen. Curata dalla direttrice stessa della collezione viennese, Gabriele Schor, l’esposizione risulta essere un’inedita prospettiva sulle due artiste in quanto per la Woodman sono presenti 75 fotografie in bianco e nero, di cui 20 esemplari vintage e mai esposti in Italia, alcune rare diapositive a colori e un video mentre della Jürgenssen sono in mostra 44 opere tra fotografie in bianco e nero e a colori, sculture, polaroid, cianotipie, oggetti in stoffa e rayogrammi.

Possibilità rara di vedere, osservare e studiare le opere di due artiste che hanno fatto del proprio io un potente vettore di comunicazione e della propria vita un santuario artistico, fondendosi con il proprio lavoro, condensando emozioni e vissuto privato in uno scatto o in un oggetto che ha racchiuso, e tutt’ora preserva, la memoria di qualcosa, o meglio qualcuno, che in esso ha lasciato un pezzo di sé, pur non essendo più parte di quella giostra senza tempo che è la creatività.


Francesca Woodman e Birgit Jürgenssen solo Exhibition

Merano Arte – Merano (BZ)
curata da Gabriele Schor
26 Giugno – 20 Settembre
www.kunstmeranoarte.org

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Francesca Woodman, Self deceit #1, Rome, Italy, 1978-1979 Schwarz Weiß Silbergelatineabzug auf Barytpapier, Black and white gelatin silver print on barite paper © Courtesy George and Betty Woodman, New York, Sammlung Verbund, Wien

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Birgit Jürgenssen Ich möchte hier raus!, 1976 SW Fotografie © Estate of Birgit Jürgenssen Bildrecht, Wien, 2015, Sammlung Verbund, Wien

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Francesca Woodman, Self portrait talking to vince, Providence Rhode Island, 1977-1999, Courtesy George and Betty Woodman, New York, Sammlung Verbund, Wien

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Birgit Jürgenssen, Ohne Titel, 1979 SX 70 Polaroid © Estate of Birgit Jürgenssen, Bildrecht, Wien, 2015, Sammlung Verbund, Wien

Francesca-Woodman,Untitled,-Providence,-Rhode-Island,-1976-1999-S-W-Silbergelatineabzug-auf-Barytpapier---Black-and-white-gelatin-silver-print-on-barite-paper-©-Courtesy-George-and-Betty-Woodman,-New-York---SAMMLUNG-VERBUND,-Wien

Francesca Woodman,Untitled, Providence, Rhode Island, 1976-1999 SW Silbergelatineabzug auf Barytpapier, Black and white gelatin silver print on barite paper © Courtesy George and Betty Woodman, New York, Sammlung Verbund, Wien

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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