Fulvio Di Piazza. Viaggio verso terre misconosciute

Di Piazza_RIDDLES ARE ABOUND TONIGHT_olio su tela_170x250cm

L’entropia misura il disordine di un sistema. In particolare Rudolf Clausius, fisico e matematico tedesco che utilizzò la parola per la prima volta intorno alla seconda metà dell’Ottocento, riferiva il concetto a ciò che lega un movimento interno a un corpo e la sua energia. L’entropia è “la fondamentale legge della natura da cui dipende la qualità della vita”, citando Jeremy Rifkin; l’entropia è la legge a cui obbedisce Fulvio Di Piazza.

Moto interiore ed energia sono i punti di (ri)partenza per il “Viaggio verso terre misconosciute” che si percorre nell’omonima mostra in corso dal 21 maggio al 5 ottobre 2015 presso lo Studio d’Arte Raffaelli di Trento. Il gioco dell’artista, che scherza con i suoi autoritratti e con una miriade di balene di carta, si svela appena leggendo i titoli, molto spesso scritti in inglese, delle sue opere, per poi tornare a celarsi dietro i bagliori magmatici che squarciano i toni più cupi. Sono i rifiuti, montagne e cumuli di oggetti utilizzati e poi abbandonati, a dettare l’andamento del paesaggio, tra echi fantasy e scie gassose formate dalle traiettorie di tonni volanti; ma cosa rimane sotto lo strato di scorie che ricopre il mondo? La terra è ancora viva, il suo fuoco vitale non si è spento. E si realizza l’entropia. Per illustrarla, l’artista si serve di una forma simbolica, il triangolo, protagonista di tre opere su tela: in Archetipo si staglia in una semplicità compositiva che evoca un’atmosfera primordiale; in Nido si sviluppa seguendo l’andamento elicoidale delle nuvole, diventando culla e nutrimento per un banco di pesci; in Riddles are Abound Tonight, fulcro della mostra, sorge e si moltiplica svettando tra le schiume celesti e le creature marine; è qui che, finalmente, appaiono i fasci luminosi dei vulcani, che bollono sotto la loro pelle e sono ansiosi di riprendere possesso dell’ambiente, cuori palpitanti di vita geologica.

Come emblema della vita, e filo conduttore della mostra, Fulvio Di Piazza sceglie la balena, animale assimilabile all’uomo per alcuni aspetti comportamentali fisiologici, eppure investito fin dall’antichità di credenze e leggende, che hanno influenzato nei secoli la letteratura e le arti: dalla balena-isola Zaratan della mitologia norrena, ripresa dalla cultura mediterranea e rappresentata dall’artista in una tavola dalle tonalità cupe, Senza titolo, come approdo di un vascello fantasma in un villaggio illuminato, fino al profondo significato biblico di rinascita, traslato metaforicamente nel cetaceo collodiano, e realizzato dall’artista con un’installazione site-specific formata da un’invasione di balene di carta in alcuni degli spazi della galleria. La più significativa balena di Di Piazza, tuttavia, è il Cloud Walker di una grande opera su tela: in un mondo futuro, vagamente apocalittico, senza distinzioni tra cielo, terra e mare, il maestoso mammifero, che tutto purifica al suo passaggio, assurge a uno stato quasi divino, alter-ego salvifico del Moby Dick di Melville, catalizzatore di energia umana e ambientale, messaggero e portatore di una fantascientifica speranza.

Fulvio Di Piazza – Viaggio verso terre misconosciute
Studio d’Arte Raffaelli, via Livio Marchetti, 17 – 38122 TRENTO
21.05.2015 / 5.10.2015

Camilla Nacci

Di-Piazza_Cloud-Walker_2015_Olio-su-tela_210x170cm

Fulvio Di Piazza, Cloud Walker, 2015, Olio su tela

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Fulvio Di Piazza, Installation view, Viaggio verso terre misconosciute

 
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