Future Environment Human

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Si è conclusa il 15 febbraio negli spazi dell’Ex-Cartiera latina di Roma la rassegna 2025- Future Environment Human scaturita da uno slancio immaginativo, condiviso da oltre venti artisti, proiettato verso il prossimo futuro del 2025 minacciato dall’inarrestabile declino ambientale.Lo scopo è quello d’ideare un nuovo immaginario collettivo le cui sostruzioni poggino sull’innovazione tecnologica e sulle pratiche produttive alternative alla volta di un concetto di sostenibilità sempre più diffuso e ansiosamente condiviso. A presentare l’evento è stata l’associazione culturale Sevene’O Clock coadiuvata dalla direzione artistica di Sofia Francesca Miccichè e Giorgia Noto. L’iniziativa ha raccolto intorno a sé non solo la lirica delle arti visive e delle live performance ma anche la prosa d’incontri e dibattiti propositivi che hanno visto l’attiva partecipazione dello studio romano Startt. Molte delle opere in esposizione sono frutto della riflessione incentrata sul rinnovato rapporto tra uomo e natura attraversato da possibilità di scarto, la dimensione ambientale non si lascia mai penetrare totalmente da quella umana che accetta discretamente di cedere il passo. Giuseppe Licari ha realizzato l’installazione Il Giardino delle Mele d’Oro, ricca di echi mitici, pone l’attenzione sulla produzione e sulla sostenibilità integrandole con l’ambivalente presenza di pilastri in cemento segreganti ma allo stesso tempo custodi degli arbusti di arance arroccati.

Daniela Di Maro ha presentato Cuprum II, opera interattiva che grazie a pannelli solari riesce, tramite dei buzzers, a modulare suoni in base all’intensità di luce captata. Stesso concetto si riflette anche in Chlorophyllian Beats dove l’eco di gocce che cadono irregolarmente, grazie all’installazione di un meccanismo, viene amplificata da microfoni posizionati tra le piante. Il sincretismo audiovisivo tra sintetico e naturale, tra artificiale e spontaneo è al centro d’installazioni dall’apparenza mite evocante la reale possibilità di una convivenza tra ambiente e tecnologia.

In Unità minime di sensibilità variant II speaker e cavi dalla sembianza organica propongono, grazie all’elaborazione di software, algoritmi genetici debitori di ciò che accade in natura. La vita scorre dagli altoparlanti in una simbiosi perfetta con l’elettronico. In ultimo l’opera che potrebbe essere considerata la meno sofisticata ma che s’impone per la sua efficace immediatezza e per la propria narratività: Cuore con ulivo. Una scultura in ceramica riproducente le fattezze di un cuore umano da cui erompe un germoglio d’ulivo. Pensare alla dimensione umana distinta da quella naturale e ambientale è una contraddizione in fieri, l’uomo è parte integrante di un tutto al quale non può che rapportarsi in maniera simbiotica ed equilibrata. Una stabilità che trova risposte proprio in questa relazione le cui modalità di istituzione sono fondamentali per la possibilità di successo. 

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 2025- Future Environment Human, Installation view, 2015

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2025- Future Environment Human, Installation view, 2015

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2025- Future Environment Human, Installation view, 2015

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2025- Future Environment Human, Installation view, 2015

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