La fine non è che l’inizio alla galleria Sacripante di Roma

Arsenio Bitritto per The End is the Beginning

Alfa e omega, inizio e fine, consecutio logica di ogni azione. Ogni cosa ha un principio e un termine e il risuonare delle parole bibliche rende ancor più solenne il concetto. Concetto, però, che in alcuni casi può essere stravolto e rovesciato dagli eventi perché se è vero che un principio deve avere una fine, la vita ci insegna che è anche vero che da una fine può originare un nuovo inizio. Così, come la fenice risorge dalle sue ceneri a nuova vita, gli estremi si rincorrono in un eterno uroboro di inizio e fine e fine e inizio. Ed è proprio ciò che l’esposizione The End is the Beginning esprime attraverso le sue opere in cui la morte, eternamente presente, si rigenera in nuova esistenza.

Inaugurata in uno dei giorni più piovosi dell’autunno romano, non stupisce che questa mostra abbia come principale ispirazione il passo della genesi in cui si narra l’episodio del diluvio universale. A interpretarlo sono due artisti ormai noti non solo nel panorama della Capitale ma anche a livello internazionale come Lucamaleonte e David Diavù Vecchiato. Venti opere, dieci per ognuno, realizzate su tavole di legno unite tra loro a comporre una superficie estensibile a seconda dell’esigenza artistica, che simulano il ricordo di quell’antica arca che si fece salvezza per Noè e gli animali.

A ospitare questa rivisitazione in chiave contemporanea, di uno dei testi biblici più conosciuti, è la nascente galleria Sacripante. Di base presso il Rione Monti, ospita al suo interno un cuore ruvido e sofisticato insieme; il cemento grezzo, infatti, si sposa con l’arredamento barocco che si fa quinta di scena per i protagonisti che, di sei mesi in sei mesi, vengono esposti in questo giovane spazio. Curata da Rossana Calbi e Giulia Piccioni, l’esposizione cattura il visitatore per quell’aspetto intimistico e riflessivo che fuoriesce da ogni singola fibra, pigmento e soggetto. La cripta risulta essere una vera sorpresa. Luogo in cui riecheggia in qualche angolo, tra luce e ombra, un memento mori in bianco e nero, è uno spazio di confronto tra i due artisti che, in esso, si sono trovati a lavorare fianco a fianco, costruendo step by step, un progetto decorativo che riporta alle primitive decorazioni rupestri, non per contenuto o abilità tecnica (fuori da ogni discussione, ovviamente), ma per quel sapore arcaico che si respira al suo interno. Lo spazio diventa per mezzo anno, in un certo senso, proprietà dell’artista che, spandendo il proprio essere fin nell’ultimo millimetro di superficie disponibile, fa riecheggiare la sua presenza in un’eco costante e vibrante. La sua arte è la sua voce e in questa esposizione Lucamaleonte e Diavù urlano un dolore spezzato a metà ma da cui rinasce la speranza, in cui il messaggio del non tutto è perduto sembra far leva sui tasti più sensibili delle nostre coscienze.

Una positività sottesa che deve essere interpretata e approfondita prima di manifestarsi in tutta la sua potenza; una positività di cui queste opere si fanno messaggere pur apparendo estremizzazione di un concetto meno favorevole o di una realtà più cruda ma, proprio per questo, simboli incontrastati di quella fine che, se ci crediamo, risulterà essere il nostro principio.

The End is the Beginning
Lucamaleonte& David Diavù Vecchiato
curata da Rossana Calbi, Giulia Piccioni
Sacripante Art Gallery
www.sacripanteartgallery.com

Arsenio Bitritto per The End is the Beginning

Arsenio Bitritto per The End is the Beginning

foto di Arsenio Bitritto 2

Arsenio Bitritto per The End is the Beginning

Scarsa-Autostima-Lucamaleonte

Scarsa Autostima, Lucamaleonte

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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