Galleria Vezzoli and more

Francesco by Francesco: Before & After

Vezzoli, il Grande Fratello artista degli anni 2000. Il suo occhio diventa video che rimanda a noi, guardoni moderni. Uno sguardo a volte ammirato e poetico, quando si riferisce alle grandi attrici del passato, a volte dissacrante quando utilizza il medium sessuale. Bisogna vederlo, e non se ne può fare a meno…

Francesco by Francesco: Before & After

Francesco by Francesco: Before & After, 2002. Collezione ACACIA
 

Il MAXXI propone fino al 24 novembre 2013 oltre novanta opere, alcune esposte per la prima volta, per raccontare il percorso artistico di Vezzoli, dai primi ricami del 1995 agli arazzi, le fotografie e i video più recenti, fino alle ultime sculture in marmo. Con un approfondimento sull’autoritratto, che rimanda alle quadrerie dei musei d’altri tempi.
Il titolo stesso della mostra – Galleria Vezzoli – è ispirato, con leggerezza e ironia, alle grandi Gallerie romane del passato: suggerisce l’atmosfera sontuosa dei musei ottocenteschi e anche, tema caro all’artista e al curatore, una riflessione sul ruolo del museo contemporaneo.
Per anni Vezzoli ha lavorato sul tema della fama e sui fenomeni mediatici e di comunicazione che la determinano, smascherandone i meccanismi. Coinvolgendo star internazionali del piccolo e del grande schermo, ha creato video e performance con Valentina Cortese, Franca Valeri e Iva Zanicchi (Trilogia del Ricamo, 1997-99), con Helmut Berger in una rilettura di un episodio della soap opera americana Dinasty (The Kiss, 2000), con – tra gli altri – Helen Mirren, Milla Yovovich e Courtney Love (Trailer per un Rifacimento di Caligola di Gore Vidal, 2005), con Sharon Stone e Bernard-Harry Levy (Democrazy, 2007), con Eva Mendes in una rilettura di La Dolce Vita (Jeu de Paume, je t’aime! Advertisement for an exhibition that will never open, 2009) e con Lady Gaga (Ballets Russes Italian Style – The Shortest Musical You Will Never See Again, 2009). Allo stesso percorso appartiene anche la grande installazione La Trilogia della Morte che nasce da una riflessione sul pensiero di Pier Paolo Pasolini.

Trailer per un Rifacimento di Caligola di Gore Vidal

Trailer per un Rifacimento di Caligola di Gore Vidal, video, 16:9 2005 5′. Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea, Rivoli – Torino; dono dell’artista
 

A Galleria Vezzoli, seguirà nel prossimo autunno The Church of Vezzoli al MoMA PS1 di New York, a cura di Klaus Biesenbach: una chiesa sconsacrata del XIX secolo costruita originariamente al Sud Italia, verrà smontata e rimontata nel cortile del MoMA PS1. Infine, al MOCA di Los Angeles in autunno inoltrato, Cinema Vezzoli, a cura di Alma Ruiz, dove l’artista, utilizzando il cinema classico europeo e lo star sistem Hollywoodiano, racconta l’ossessione di oggi per la fama, la politica e l’ostentazione pubblica della vita privata.
La curatrice Anna Mattirolo sottolinea che “[…] più livelli di lettura si intrecciano e si sovrappongono, l’iter cronologico delle opere esposte si unisce a un approfondimento sul tema dell’autoritratto e a una riflessione sul ruolo del museo contemporaneo.
L’intento non è soltanto offrire un percorso completo, ma ricostruire un profilo più complesso dell’artista, penetrare a fondo nel suo universo creativo per cogliere la ricchezza di riferimenti culturali che attraversano le sue opere”.

Gloria!

Gloria!, 1998. Collezione privata / Private Collection, Switzerland
 

Afferma, inoltre, Douglas Fogle: “Perché soffermarsi così tanto sui personaggi femminili melodrammatici che popolano i primi decenni del cinema hollywoodiano del dopoguerra? L’attenta osservazione di questi strani momenti del cinema ci aiuta a riflettere sull’opera di Francesco Vezzoli, un artista che per tutta la carriera ha lavorato con dei sopravvissuti, usando il talento di figure fra loro diversissime come Courtney Love, Lauren Bacall, Sharon Stone e Karen Black. Alcune di loro sono considerate delle leggende, mentre altre sono state definite attricette di serie B, ex stelle di Hollywood, o peggio ancora. Molte di queste attrici sono passate attraverso le fiamme dello scandalo, delle stroncature e di una quantità di situazioni melodrammatiche. […] Vezzoli mette sempre uno specchio davanti alla nostra cultura dominata dai media, costringendoci a riconoscere le celebrità che inserisce nei suoi film e a bearci della loro fama, inserendole in un meccanismo a circuito.

THE 7

The 7″ series – Tripoli 1969/Lasciatemi amare chi voglio, 2010.  Courtesy of the artist
 

Per chiudere secondo Chrissie Iles: “Questa potenzialità rivoluzionaria, e la sua manifestazione attraverso il linguaggio del cinema, collegano il lavoro di Pasolini al progetto di Francesco Vezzoli. Per Pasolini e per Vezzoli, il cinema rappresenta un luogo di conflitti irrisolti; uno spazio di discussione […].[…] Mentre la battaglia di Pasolini contro l’egemonia della normalità consumistica veniva espressa nei film attraverso temi e figure archetipiche – la madre, la prostituta, l’operaio, le storie bibliche, il folklore, la mitologia greca – ritratte per mezzo di citazioni visive del Rinascimento, del Barocco e della pittura manierista, l’approccio di Vezzoli al cinema come luogo di rapporti impegnati è stato di re-inscrivere quel luogo con i suoi eroi europei perduti – Pasolini, Luchino Visconti, Rainer Werner Fassbinder, Roman Polanski – collocandoli al centro della struttura consumistica dalla quale erano stati originariamente“contaminati” […].

Tua (Portrait of Dolly Parton After Palma il Vecchio and Ambrosius Bosschaert)

Tua (Portrait of Dolly Parton After Palma il Vecchio and Ambrosius Bosschaert), 2010. Courtesy Galleria Franco Noero, Torino
 

MAXXI GALLERIA VEZZOLI
29 maggio – 24 novembre 2013
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

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Giusy Lauriola è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. Nel corso del suo percorso artistico ha indagato questioni pubbliche, come la guerra in Iraq, sottolineando temi come l'indifferenza al dolore degli altri, i bisogni indotti e il potere della pubblicità. Come strumento di lavoro utilizza la fotografia rielaborata, contaminata dalla pittura e stampata su plexiglas. Per mantenere viva la sua passione ha iniziato l'attività di giornalista come collaboratrice per Julietartmagazine e per Romasettimanale.

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