GENERATION – 25 years of contemporary art in Scotland

Nathan Coley, The Lamp of Sacrifice (-286 places of Worship (2004)

GENERATION è un progetto ad ampio respiro, libero, che permette a 100 artisti di raccontare i momenti migliori della scena artistica scozzese degli ultimi 25 anni. E’ una carta d’identità che la Scozia offre ai suoi visitatori (inglesi e non) mostrando opere significative già esposte negli ultimi anni, ma anche creazioni/creature nuove, commissionate per l’occasione. E’ un programma che, da Marzo a Novembre 2014, abbraccia più città, dalle più grandi alle più piccole, da Edimburgo a Dundee, per un totale di 60 venues.

Nathan Coley, The Lamp of Sacrifice (-286 places of Worship (2004)

Nathan Coley, The Lamp of Sacrifice –286 places of Worship (2004)
 

Si ha quindi la fortuna di (ri)vedere The Lamp of Sacrifice – 286 places of Worship (2004) di Nathan Coley, in tutta la sua bellezza e il suo silenzio, Our Love is like the Flowers, the Rain, the Sea and the Hours (2002) del vincitore del premio Turner 2011 Martin Boyce o anche lavideo-installazione di Douglas Gordon in cui 101 televisori proiettano tutti i suoi lavori dal 1992 al 2006 (Pretty Much every film and video work from about 1992 until now, 2006).

Martin Boyce, Our Love is Like the Flowers

Martin Boyce, Our Love is Like the Flowers, the Rain, the Sea and the Hours, 2004 (Foto Courtesy of The Artist and The Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow)
 
Gordon, Pretty much every film and video work from about 1992 until now, 2006
Douglas Gordon, Pretty much every film and video work from about 1992 until now, 2006 (Foto Courtesy of the Artist/VG Bildkunst, Bonn 2012)
 

Nomi grandi che è bello (ri)trovare, ma tanto spazio è lasciato anche ad artisti meno conosciuti, che hanno iniziato a raccontarsi da meno tempo sviluppando un proprio discorso sul suolo scozzese. E’ il caso di Rachel MacLean, la cui multi-installazione, Happy and Glorious (2014), sul tema dell’identità nazionale, occupa per intero le tre grandi sale del Centre for Contemporary Arts di Glasgow. Rachel MacLean è unica attrice nei suoi lavori. Interpreta personaggi spesso agli antipodi, in ambientazioni un po’ da cartoon, ovattate e al contempo scintillanti, create sempre su un green screen.

Rachel MacLean, A Whole New World, 2014

Rachel MacLean, A Whole New World, 2014, video: 32 min
 

Esclusività recitativa e green screen sono un po’ parole chiave dei suoi recenti lavori. Del tutto nuova è però la posizione speculare degli schermi. In Please, Sir (2014), secondo capitolo di Happy and Glorious, gli spettatori si posizionano sui due lati più lunghi della sala, scegliendo se seguire lo schermo alla propria destra o alla propria sinistra. Questi infatti mostrano in parallelo una rivisitazione della storia de Il ricco e il povero, in cui i due contesti sociali agli antipodi – raffigurati ciascuno in uno solo dei due schermi- interagiscono di continuo come in un ping-pong, restando però incessantemente paralleli.

Ross Sinclair, Real Life Rocky Mountain (1994)

Ross Sinclair, Real Life Rocky Mountain (1994)
 

Molti sono gli artisti che hanno scelto di includere l’ambiente tra i temi/i materiali/le idee delle loro opere. Primo tra tutti Ross Sinclair, artista e musicista scozzese, che ha ricreato una one room-sized exhibition del ‘94 in cui natura finta, una piccola cascata e animali impagliati si mischiano a chitarre e televisori in cui vediamo (e ascoltiamo) l’artista cantare in ambientazioni campestri.

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Claudia Spaziano

Laureata a La Sapienza in Letteratura, Musica e Spettacolo, poi in Critica Letteraria, collabora con diverse riviste come art critic e reporter. Nel 2013 ha collaborato come assistente alla galleria Contemporary Art Brussels. Attualmente vive tra Nizza ed Edimburgo studiando International Marketing with Event and Festival Management.

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