Genesi – Sebastião Salgado

S. Salgado, Argentina, 2004

Il mondo com’era, il mondo com’è. La terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo straordinario progetto di Sebastião Salgado. Dopo aver incantato Roma e Venezia, il progetto è ora in mostra al Palazzo della Ragione di Milano (27 giugno – 2 novembre 2014), primo appuntamento di un nuovo progetto espositivo interamente dedicato alla fotografia nazionale e internazionale all’interno del Palazzo storico.

S. Salgado, Argentina, 2004

Sebastião Salgado, Argentina, 2004
 

“Con questa mostra inauguriamo Palazzo della Ragione quale spazio dedicato in modo permanente ed esclusivo alla Fotografia – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo del Corno – e offriamo un contributo irrinunciabile all’approfondimento del tema di Expo 2015, che proprio a Milano interrogherà l’umanità intera sul futuro della sostenibilità per il nostro pianeta”. Il progetto di Palazzo della Ragione Fotografia va ad arricchire e integrare il programma espositivo del Comune di Milano. L’iniziativa è resa possibile grazie all’impulso e alla volontà dell’Amministrazione Comunale e alla collaborazione di Civita, Contrasto e GAmm Giunti. I 245 scatti fotografici in bianco e nero, puliti e diretti, alla maniera del grande artista, narrano di una natura ancora incontaminata, dove il non intervento dell’uomo ha permesso di mantenere intatti gli equilibri e le bellezze, proprio come se tutto non si fosse discostato di molto dal momento della creazione del mondo e proprio a tal proposito è stato scelto come titolo dell’esposizione Genesi.

S. Salgado, Brasile 1999

Sebastião Salgado, Brasile, 1999
 

Come ben spiega Lélia Wanick Salgado: “Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura. È un viaggio attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo. La prova che il nostro pianeta include tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata; autentiche meraviglie nei Poli, nelle foreste pluviali tropicali, nella vastità delle savane e dei deserti roventi, tra montagne coperte dai ghiacciai e nelle isole solitarie. Regioni troppo fredde o aride per qualsiasi cosa salvo per le forme di vita più resistenti, aree che ospitano specie animali e antiche tribù la cui sopravvivenza si fonda proprio sull’isolamento. Fotografie, quelle di Genesi, che aspirano a rivelare tale incanto; un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere”.

genesi

Sebastião Salgado e Leila Wanick per Genesi
 

L’opera del fotografo è iniziata nove anni fa e con questa mostra farà il giro delle grandi città del mondo, un cammino durato 8 anni, 32 viaggi per cinque continenti e centinaia di migliaia di scatti. Il viaggio fotografico ha inizio a Sud del pianeta, l’Antartico, l’Argentina e le sue isole, prosegue in Africa, per passare poi ai “santuari del pianeta”: il Madagascar, la Papua Nuova Guinea e i territori degli Irian Java, indiscusse isole di biodiversità. Ci si sposta poi nell’emisfero Nord, con i suoi territori freddi ma anche con il Colorado. Ultima l’Amazzonia, ancora polmone verde della terra, dove si trovano una quantità immensa di specie animali e vegetali.

Sebastião Salgado con il catalogo della mostra

Sebastião Salgado con il catalogo della mostra 
 

Io ho sempre fotografato una sola specie: noi uomini. Con massimo rispetto mi sono avvicinato alle altre specie, animali, vegetali, minerali e ho compreso che tutto ciò che esiste di utile, di importante, di essenziale nel nostro mondo, esisteva già in un tempo anche lontano. Nelle società così dette primitive esisteva già un’idea di solidarietà, di società, di amore.
Sebastião Salgado

Genesi
Sebastião Salgado
Palazzo della Ragione Fotografia, Piazza Mercanti, Milano
27 giugno – 2 novembre 2014

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Eleonora Gargantini

Una Laurea Magistrale in Storia dell'Arte in tasca e la necessità di mettere nero su bianco la mia creatività mi hanno portata a scrivere su Juliet Art Magazine e su altre riviste on-line riguardanti il settore artistico. Amante degli aspetti semplici, ma non banali della vita, cerco il sublime in un cielo plumbeo prima di un temporale estivo, e non so resistere alla dolcezza di una crostata alla marmellata di mirtilli.

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