Giacinto Di Pietrantonio e la sua semplice genialità

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Nel 1994 Giacinto Di Pietrantonio curava Opera Prima all’Ex Opificio Gaslini di Pescara. La mostra presentava opere note, che avevano reso celebri grandi artisti contemporanei, accanto ad alcune loro opere minori, accademiche o infantili, molto spesso lungimiranti e premonitrici. 

In quell’occasione non era improbabile trovare un tipico quadro astratto di Max Bill affiancato da un più timido Sentiero nel bosco a primavera realizzato, molti anni prima, dallo stesso artista; oppure incrociare un paesaggio metafisico accanto a una ben più nota Moquette di Alberto Garutti. Una mostra che partiva, senza troppa vergogna, da un’idea semplice e intuitiva, capace però di dare vita a risultati interessanti, stimolanti e quasi mai scontati. Una mostra di cui ancora adesso, sebbene da pochi appassionati, capita spesso di sentir parlare con piacere. Oggi, nel 2015, Giacinto Di Pietrantonio continua a stupire ancora per le sue scelte curatoriali sempre accurate e precise, avvolte dallo stesso alone di semplicità e schiettezza di cui egli stesso è ormai portavoce indiscusso. Com’è viva la città ospitata da Villa Olmo a Como fino al 29 novembre 2015 è una mostra semplice senza troppe sovrastrutture e ornamenti filosofici, forse alle volte un po’ banale nella scelta di alcuni temi, ma che indubbiamente ha il merito di stupire per le opere che raccoglie e riesce a far convivere senza difficoltà alcuna. Una mostra nata dall’esigenza di risvegliare l’interesse dei cittadini per l’arte, ma soprattutto dalla volontà di rendere viva culturalmente una splendida realtà come quella di Como.

Com’è viva la città è la terza e ultima puntata del ciclo di mostre dedicate al tema “Città”, tutte pensate e supportate dal Comune di Como dal 2013. Città come organismo complesso e multiforme che si presenta agli occhi dei suoi abitanti attraverso mille sfaccettature e sfumature. Una mostra che, in poche sale tematiche, ha l’ambizione di riassumere la poliedricità intrinseca di qualsiasi ambiente cittadino contemporaneo attraverso oltre cinquanta opere di artisti nazionali e internazionali. In mostra prevalgono le opere d’arte contemporanea con pezzi davvero interessanti di Giulio Turcato, Paola Pivi, Maurizio Cattelan e Roy Lichtenstein. Colpisce Ugo la Pietra con la sua opera L’Unità nelle diversità (Regioni) 2011, composta da ben 21 vasi di ceramica che, nella sala più grande della mostra, non si limita a dialogare con le altre opere presenti, ma coinvolge i fregi delle stanze della scenografica Villa Olmo.

Interessante è anche un disegno a matita e tempera del giovane Francesco Clemente. Ritratto di Foucault è un disegno concettuale, ancora distante dai lavori di Clemente al quale il grande pubblico è abituato. Sulla tela, oltre a un ritratto realistico del pensatore francese nella tipica posizione della melanconia, si susseguono altri ritratti in cui il volto del filosofo viene sostituito da grandi architetture del passato a corroborare la sua tesi sul potere sociale espresso attraverso l’architettura. Una mostra semplice e accessibile che dona, ai cittadini di Como e non solo, la possibilità di scoprire e approfondire le ricerche artistiche contemporanee attraverso gli occhi di un curatore dalla semplice ma incisiva genialità.

Com’è viva la città
ART & the CITY 1913-2014
Villa Olmo, Como
18.07-29.11 2015

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Maurizio Cattelan, Ten Part Story, 1998, fotografie a colori, 10 pezzi

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Roy Lichtenstein, Wallpaper with blue floor interior, 1992

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Giulio Turcato, Comizio, 1949-1950

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Francesco Clemente, Ritratto di Foucault, 1978

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Alberta Romano

Alberta Romano (Pescara, 1991) è laureata in Storia dell'Arte all'Università di Roma la Sapienza e in Pratiche Curatoriali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Vive a Milano dove lavora come curatrice stabile per t-space, social-media manager di Artshell e contributor per Juliet Art Magazine. E' tra gli studenti di CAMPO16, il master curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e ha precedentemente collaborato come assistente per la Galleria Chert di Berlino, per Claudio Guenzani e per Viafarini DOCVA a Milano.

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