Giant Steps Are What You Take. Alla Fondazione Memmo continua Conversation Piece

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Yto Barrada, Rossella Biscotti, Eric Baudelaire, Jorg Herold, Christoph  Keller, Jakub Woynarowski, questi  i sei artisti protagonisti della mostra Giant steps are what you take, quarto appuntamento della rassegna “Conversation Piece” ideata dalla Fondazione Memmo di Roma.

La collettiva anima i grandi ma intimi spazi delle suggestive Scuderie di Palazzo  Ruspoli che accolgono la fondazione, proponendo  per ciascuno lavori pensati ad hoc per l’evento.  Molto diversi tra loro per stile, provenienza geografica e tecnica, i sei artisti sono accomunati da una temporanea permanenza nella città eterna e, in questa mostra, da una tematica apparentemente banale,  quella del camminare.

Azione quotidiana e naturale, il camminare è però ora inteso come un percorso individuale e artistico che spesso si intreccia con la storia personale. È il caso di Rossella Biscotti che parte da un elemento autobiografico per dar vita a un’installazione di grande impatto estetico ed emotivo:  Il lavoro, intitolato On walking, non è altro che una pedana sulla quale possiamo intravedere le orme di dodici passi, che rimandano ai dodici passi che quotidianamente l’artista doveva percorrere durante una difficile fisioterapia, conseguenza di un incidente avvenuto mesi prima. La freddezza del  cemento e la rigidità delle forme, che si esauriscono in uno spoglio rettangolo adagiato a terra, subito si stemperano nell’intimità del racconto personale dell’artista, per cui il camminare questa volta ha rappresentato un momento di sofferenza, ma anche di ritorno alla normalità.

Da una storia interiore a una più universale, il berlinese Christoph  Keller prosegue il percorso espositivo con l’opera Néant. Si tratta di una scritta al neon a luce nera, luce difficile da percepire se non grazie al suo riflesso sulla parete.  Ispirato dalle Sacre Scritture, in cui si narra che Dio creò l’universo dal nulla, Keller  tenta di rappresentare il momento precedente alla creazione – creatio ex nihilo- attraverso la raffigurazione del termine Néant (dal francese “nulla”) giocando inoltre sull’assonanza con il termine neon.

Di carattere più leggero è certamente il lavoro della franco-marocchina Yto Barrada.  In lei l’atto del camminare viene citato in maniera più velata, come nelle quattro fotografie che catturano da vicino i tappeti tipici della tradizione della sua terra. Cromie intense in cui predominano le tinte calde dei rossi e degli arancioni, colgono come uno zoom dettagli di queste moquette, in cui le morbidezze del feltro regalano una matericità quasi pittorica. Sue anche le sculturine in vimini, anch’esse rimandi a una cultura marocchina che stavolta dialoga con quella romana: ogni lavoro è stato infatti realizzato da un artigiano locale.

Di interpretazione più difficile sono invece i lavori di altri due artisti presenti in mostra, Jorg Herold e Jakub Woynarowski. Il primo  è intervenuto con un lavoro site-specific  incidendo su un pilastro centrale i novantanove nomi di Allah. Il riferimento all’Islam continua nelle decine di scatti che animano l’ambiente, proponendo un possibile cammino tra religione islamica e cristiana accostando contesti orientali a quelli occidentali. Lo stesso simbolismo permea l’installazione del polacco Woynarowski , che da una serie di segni  basilari crea una fitta rete con elementi più complessi, mostrando come tali segni siano alla base di infinite combinazioni. Un lavoro, il suo, in cui il cammino è quello della storia umana e della sua evoluzione.

Chiude infine la mostra un video di Eric Baudelaire intitolato Walked the way home.  Collocato in un’ala dislocata delle Scuderie di Palazzo Ruspoli, l’opera è unica protagonista della piccola sala che la accoglie. Il vuoto della stanza, il suo silenzio e il buio accentuano la lentezza del video, in cui ogni movimento è rallentato per suggerire lo stato di angoscia delle immagini. Filmato con il cellulare girando per le strade di alcune metropoli europee, il video ci fa aprire gli occhi su qualcosa a cui purtroppo ci siamo ormai abituati: la presenza massiccia di forze dell’ordine e il clima di paura e allarme a cui siamo sottoposti.

La mostra, a cura di Marcello Smarrelli, sarà visitabile fino al 18 marzo 2018.

Lea Ficca

Info:

Giant Steps Are What You Take (Conversation Piece part IV)
16 dicembre 2017 – 18 marzo 2018
a cura di Marcello Smarrelli
Fondazione Memmo, via Fontanella Borghese 56/b, 00186 Roma

1) Rossella BiscottiRossella Biscotti, On walking, 2017, Cemento, 400 x 60 x 4 cm Courtesy dell’artista

3) Yto BarradaYto Barrada, Untitled (felt circus flooring, Tangiers), 2013-2015 , Stampa cromogenica, 70 x 70 cm ognuna Edition 3/5 + 2APs  © Yto Barrada 2016, courtesy Pace London; Sfeir-Semler Gallery, Hamburg, Beirut; e Galerie Polaris, Paris

5) EricBaudelaireEric Baudelaire, Walked the Way Home, 2017, Video e stereo sound, 25 minuti, Courtesy dell’artista

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