Gilbert & George. Scapegoating Pictures for London

1.	Gilbert George WATTLE 2013 75 3/16 x 89 in. (191 x 226 cm) © Gilbert George

Quali icone migliori di Gilbert & George per rappresentare vedute di Londra, secondo un taglio artistico, comunicativo e democratico? La mostra “Escapegoating” alla White Cube si presenta come un panorama perfetto di questa realtà, per lo più concentrandosi sulle zone dell’East London, nei quartieri di Bricklane e Shoreditch, dove aspetti artistici ed espressivi si confrontano con una visione multiculturale.

1.	Gilbert George WATTLE 2013 75 3/16 x 89 in. (191 x 226 cm) © Gilbert George

Gilbert George, Wattle, 2013 © Gilbert George
 

Se è vero che lo shock appartiene agli artisti inglesi che da sempre rivendicano l’arte al presente, Gilbert & George, si possono considerare capostipiti di questa tendenza; se lungo il percorso artistico, gli artisti hanno implementato differenti codici, l’impatto con le loro opere rimane ossessivo, estraniante, alterando la percezione dello spettatore, insistendo su determinate questioni e tematiche. È questo un approccio che si puo’ capire meglio riflettendo sul fatto che le prime opere in mostra alla White Cube, sono datate 1969; Gilbert & George non sembrano negare intenti rivoluzionari e comunicativi, oltrepassando i canoni accademici. In quest’occasione la retrospettiva, è ricca di evoluzioni nello stile, iniziando dal video Singing Sculpture dove la sola presenza fisica-live, accompagnata da simboli e da un testo recitato, danno forma a una differente visione dell’arte: a seguire, il loro pensiero si manifesta in testi di propaganda, quali Le leggi degli Scultori e I Dieci Comandamenti, 1975.

2.	Gilbert George CLAD 2013 59 7/16 x 75 3/16 in. (151 x 191 cm) © Gilbert George

Gilbert George, Clad 2013 © Gilbert George
 

A seguire, la mostra “Scapegoating Pictures for London” si concentra su una serie di 60 stampe di grande formato, datate 2013, che rappresentano la realtà vibrante e complessa di Londra. Il titolo fa riferimento all’aleatorietà dei tempi moderni in cui la tecnologia, il progresso devono fare i conti con una pluralità di contenuti, non sempre positivistici. Nella loro visione, Gilbert & George si affermano come figure costanti, ma effimere, quasi immagini fantasma che fluidamente si muovono in contesti reali e complessi. Un elemento curioso si ripete nel corso delle immagini in mostra: una fiala, molto simile a una bomba nella forma, che dovrebbe indurre il riso e l’euforia, e che gli artisti affermano aver trovato spesso ai margini di questi quartieri; un indizio che ci suggerisce un atteggiamento critico e ironico nei confronti delle immagini, dall’effetto esilarante, secondo una visione post-moderna e tipicamente britannica.

4.	Gilbert George SWEET AIR SWEET AIR 2013 89 x 124 13/16 in. (226 x 317 cm) © Gilbert George

Gilbert George, Sweet Air Sweet Air, 2013 © Gilbert George
 

Un’attitudine ossessiva alla ripetizione pervade l’esposizione, accompagnata da forti messaggi. Se infatti sono notevoli gli slogan, Gilbert & George sanno bene quanto possa essere sottile il limite tra immagini, comunicazione di massa e il fine ultimo del loro lavoro, democratico e reale, focalizzato su un contesto che è parte integrante del loro vissuto. Agli ossimori, immagini della Regina e figure femminili che è possibile incontrare a Bricklane: ciò che sorprende è quanto una visione così aperta alle differenze, rimanga ancorata a principi classici e tradizionalisti. È necessario guardare oltre il banale, oltre la ripetizione, per cogliere la differenza e il significato  che la coppia trasmette oltre la superficie. Le stampe si compongono di una griglia nere che serve sia per attrarre l’attenzione al centro dell’immagine, sia per porre una certa distanza critica da parte dell’osservatore: ciò che interessa è la stratificazione, saturazione delle immagini, che si riferiscono, nelle loro parole, al “tessuto del reale”.

6.	Gilbert George HM  2013 75 3/16 x 148 7/16 in. (191 x 377 cm) © Gilbert George

Gilbert George, Hm, 2013 © Gilbert George
 

In questo complesso labirinto, l’arte di Gilbert & George si afferma come una necessità pluralista, che si propone per il valore estetico, sociale, economico e multiculturale; lo evidenzia bene il trittico che conclude la mostra, e che celebra il sodalizio tra Arte e Vita.

“A World of delicious disasters
of heart trending sorrow,
of loathing and dread
a world complete, all the world an art gallery”
Gilbert & George, 1969

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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