Giulio Paolini e la Collezione Olgiati

Paolini_Les Charmes de la Vie_7

Una collezione è più di un ritratto, è allo stesso tempo memoria e desiderio futuro, una storia tutta personale che si rivela al di fuori come un archivio d’informazioni da ricomporre. Questo è la Collezione Olgiati e questo è il Teatro di Mnemosine di Giulio Paolini in mostra a Lugano dal 12 settembre 2015 al 10 gennaio 2016 nel nuovissimo Museo d’arte della Svizzera Italiana. Collezione nella collezione, l’opera di Paolini d’après Watteau inaugura una serie d’iniziative pensate e dedicate dai coniugi Olgiati agli artisti della loro collezione, la quale attualmente conta 205 opere. In una sintesi storica e quasi surreale di variazioni sul tema e rovine dilaganti, lo spazio frammentato dell’esperienza moderna è sapientemente rimesso in scena da Giulio Paolini in un palcoscenico vuoto aperto al pubblico. Mnemosine (Les Charmes de la Vie) è un’opera iniziata dall’artista nei primi anni ’80 e ispirata al dipinto del noto pittore francese del ‘700 Jean-Antoine Watteau Les Charmes de la Vie (1718 ca.). Si tratta per Paolini di un elogio in nove episodi alla dea della memoria (nove come le muse che generò da Zeus in nove notti, e come le lettere che compongono il suo nome) nel quale un’ispirata rivisitazione della storia dell’arte e del mito non può che compiersi in frammenti, rimandi, variazioni, interpretazioni, immagini di uno scenario, emblema del teatro della vita.

Come prologo, il primo episodio riassume le sue origini e il suo programma, nove frammenti particolari e la dispersione dell’immagine; seguono altrettanti nove frammenti in un cielo non completamente azzurro, il verso di una tela più piccola evoca il rovescio dell’immagine, la necessità di rivoltare la tela, cosa che succede anche nella scena comprensiva dalla 3° alla 6° nella quale quattro colonne e tele capovolte costruiscono una sorta di teatro. Aumentano progressivamente per complessità, sovrapposizione e materiali le ultime tre scene: nella settima una cornice dorata sembra sospesa su di un particolare della tela di Watteau circondata dal recto e verso di altre tele, nell’ottava scena una piccola tela perno della scomposizione di diversi otto telai rappresenta il disegno di otto elementi rotanti, infine nella nona e ultima scena due coppie speculari di valletti riprodotti in prospettiva tracciano una linea immaginaria di sequenza di nove tele della stessa dimensione del Disegno geometrico (1960) sovrapposta ad altrettante nove più grandi tele addossate alla parete. In una multidimensionalità spaziale, le prospettive si moltiplicano creando una mise-en-scène esagerata, delineando lo spazio del quadro come luogo di rappresentazione e palcoscenico. Anche la scelta dei materiali e degli oggetti contribuisce a quest’evocazione infinita di memorie e riferimenti, un vero atlas dell’arte.

Come si legge dal catalogo Giulio Paolini, artista genovese che vive a Torino, “opera nella convinzione che l’arte del nostro tempo sia possibile solo come ripensamento e ricapitolazione della sua storia”, come un sottile gioco di pensiero che scava e persegue tracciati fondamentali nello spirito del nostro tempo. Oltre alla complessa e specifica realizzazione di Paolini, gli spazi del nuovo museo di Lugano ospitano una selezione di opere appartenenti alla collezione Olgiati firmate da artisti internazionali fra i più importanti delle avanguardie del XX e XXI secolo, in una prospettiva artistica e storica di grande valore e impegno. Assieme agli astrattisti italiani di metà novecento come Lucio Fontana o Alberto Burri, passando per l’Arte Povera, i ricami di Alighiero Boetti e il minimalismo di Gianni Piacentino, troviamo un’interessante convivenza e dialogo con autori più giovani come Douglas Gordon, Gabriel Kuri, Gabriel Orozco, Sophie Calle, Seth Price, Wolfgang Tillmanss e molti altri, senza comunque mai dimenticare altri grandi nomi come Anselm Kiefer o Anish Kapoor. Una visita vale assolutamente la pena.

Antoine_Watteau_-_Les_Charmes_de_la_Vie_(The_Music_Party)_-_WGA25459

Antoine Watteau, Les Charmes de la Vie, 1718 ca.

Paolini_Les Charmes de la Vie_3_6

Giulio Paolini, Mnemosine (Les Charmes de la Vie/3-6), 1981- 87, tele dipinte ad acrilico, calchi in gesso. Proprietà dell’artista, Torino, Luparelli. Foto Antonio Guerra, Bologna. Courtesy Archivio Giulio Paolini, Torino © Giulio Paolini

03 G. Orozco, Samurai Tree 17H, 2008

Gabriel Orozco, Samurai Tree 17H, 2008, tempera all’uovo e foglia d’oro brunito su tela. -1, Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, Lugano

The following two tabs change content below.

Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

Rispondi