Giuseppe Gonnella. Dell’eterno ritorno

Gonella_Mente Locale

Un momento, che ognuno di noi conosce e che ha già vissuto. Quando immergiamo la testa sott’acqua fino a quando gli occhi non sono all’altezza dello specchio d’acqua, quando lo sguardo si divide e ci ritroviamo letteralmente a fluttuare tra due mondi diversi. Sotto la tranquillità del mare, sopra quest’altra parte del mondo, il vento, le onde che si infrangono, i raggi del sole, la luce. Giuseppe Gonnella ha chiamato l’immagine che rappresenta questo momento Under the Skin of the Sea e in essa è racchiuso il tema della mostra: De aeterno reditu, dell’eterno ritorno.

L’acqua è la fonte di tutte le cose viventi, perciò è significativo che sotto la sua pelle pulsi la vita sottoforma di particelle fluorescenti, piccole creature all’inizio dell’evoluzione, mentre dalla stessa acqua, in distanza ma nello stesso mondo, emerge l’isola di Pontikonisi, probabilmente il modello utilizzato da Arnold Böcklins per il dipinto L’isola dei morti. I grandi temi primordiali quali il tempo, la vita, la morte e il nuovo inizio, che Giuseppe Gonella affronta in ogni dipinto, sono il riferimento contestuale che tiene insieme la mostra e la modellano come intero. Il punto di partenza delle sue considerazioni si può trovare nel grande dipinto murale nella prima stanza della galleria, che raffigura un monumentale paesaggio di rovine: colonne cadute, secolari testimoni che hanno già visto tutte le immagini della narrazione della vita che sarà espressa nei dipinti. Anche quelle immagini che nasceranno nel futuro in questa narrazione saranno accompagnate da queste rovine.

Ai lati del dipinto murale ci sono due piccole tele: The Guardian of the Sun, un uccello giallo che appare più volte nelle opere e The Guardian of the Night, posto al lato opposto, ritrae una sinistra e giacente figura senza volto avvolta in un distorto motivo a scacchi. Non c’è da meravigliarsi che Giuseppe Gonella si riferisca al gioco degli scacchi, parafrasi della società e dei ruoli di vita e morte, per simboleggiare il buio della notte. Tali contrasti, come accennato in Under the Skin of the Sea, si trovano frequentemente nelle interazioni tra i dipinti. Ciascuno di questi opposti invita a esporsi alla sua tensione. Ecco una madre che allatta, emblema del dono della vita, ma sotto forma di creatura cibernetica, lì c’è l’accenno alla creatura mitica Uroboro, che basta a se stessa: “Il passato morde la coda al futuro”.

In un altro dipinto, Reassuring Horizons, un uomo con un impermeabile trasparente attraversa un vicolo in un paesaggio desolato, mentre in Sunny Side Up un gruppo di persone in una nudità paradisiaca si raccoglie attorno a un enorme tronco d’albero. Un DNA, luminoso e fluorescente, percorre i dipinti, evocando ricordi ed emozioni. A volte emergono da queste linee delle superfici sgargianti, dei frammenti di colore, che insieme compongono lo sfondo sul quale Gonella suggerisce gli elementi figurativi. Gli uomini nei suoi dipinti sono raramente completamente elaborati, spesso sono sovrapposti l’uno all’altro in raffigurazioni quasi traslucide, come in entrambi i dipinti In the Same Breath #1 e #2, poiché non appaiono veramente presenti, ma afferrati mentre in transizione tra tempi diversi.

Così la maggior parte delle opere di Giuseppe Gonella combinano più istantanee che non sono riassumibili allo stesso tempo. Questo gioco di scambi tra finito e infinito estende la tensione tra contenuti opposti a una dimensione apocalittica: rappresentativo, per lo spettatore, è il giullare nel Portrait of the Court Jester Gonella – Tribute to Jean Fouquet, che si abbandona alla forza delle immagini, e il terrore è letteralmente disegnato sul suo volto pallido. È – come già in Mente Locale, anch’esso un paesaggio inquietante- una fine per nulla positiva, quella che suggerisce Gonella, e non è facile affrontarla. L’unica consolazione: nei suoi quadri c’è una speranza, anche se non sembra riguardare il genere umano. Il desiderio che ci lascia è di tornare sott’acqua, Under the Skin of the Sea, nel sognante silenzio di particelle pulsanti e colorate, dal quale si origina la vita, nella speranza che l’evoluzione scelga un percorso diverso e che prevalga la tranquilla e paradisiaca visione, che Giuseppe Gonella è altresì capace di offrire.

Helge Baumgarten, Traduzione: Valentina Bronzini

Giuseppe Gonella – De aeterno reditu, Paintings
September 6 – October 18, 2014
Egbert Baqué Contemporary Art
Fasanenstraße 37
10719 Berlin
www.berlin-contemporary-art.com

Gonella_Mente Locale

Mente Locale (De aeterno reditu), 2014 Acryl auf Leinwand / Acrylic on canvas

Gonella_Pontikonisi_Under the skin of the sea

Pontikonisi: Under the Skin of the Sea (De aeterno reditu), 2014 Acryl auf Leinwand / Acrylic on canvas

Gonella_Uroboro

Uroboro (De aeterno reditu), 2014 Acryl auf Leinwand / Acrylic on canvas

Gonella_Portrait of the Court Jester Gonella

Portrait of the Court Jester Gonella Tribute to Jean Fouquet (De aeterno reditu), 2014 Acryl auf Leinwand / Acrylic on canvas

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