Giuseppe Penone – una Poetica

Quando si tocca una cosa si produce un’immagine, un’impronta. Le immagini hanno una presenza e una permanenza” – con questo argomento Giuseppe Penone – 1947, introduce al suo fare artistico, artefice di un dialogo moderato da Roberta Lancioni, alla Fondazione Francois Pinault.L’ideale premessa alla poetica è il desiderio di un rapporto paritario tra persona e realtà perché l’uomo è comunicante con la natura, e aderisce a formare e conformare la reciprocità. Dall’elemento vivo, l’artista, in una situazione storica in cui le condizioni delle tecniche non sono sufficienti, ha pensato la ridefinizione convenzionale dell’opera, basandosi sull’azzeramento e su una nuova forma e funzione, con la necessità di riscoprire la profondità e assecondare l’impronta della natura, cosciente del luogo in cui abitiamo; l’azione è tesa a smontare l’apparenza per tornare all’origine e recuperare l’esperienza, quale aderenza tra la logica della materia e l’opera nuova.

L’approccio di Penone risale al 1969, quando da scelte radicali vicine all’Arte Povera, si rapporta alla Scultura – “quale forma non eletta, poiché la funzione è secondaria all’intenzione”,  e rivela possibilità  che si basano sugli elementi visivi, tattili e uditivi, occupando lo spazio in modo non convenzionale. L’artista riflette sul potenziale di un’azione minima quale dare forma alla materia, plasmare dalla creta, congiunte all’idea di modellare un materiale fluido nel tempo, come un gesto arcaico a contatto con il simulacro: l’introduzione della durata nella forma strutturale, e di forme e figure del corpo, sono elementi essenziali perché l’oggetto si modifichi, e suggeriscano la vista, la visione e la proiezione.

L’excursus delle sue opere è un complesso generativo di opere conseguenti, che implementano la componente cronologica secondo i codici di esperienza, documento, interruzione, durata, permanenza. Un esempio di scultura perfetta è l’ albero, da sempre associato alla figura umana, perché interiorizza tutti i gesti nel costruire la sua esistenza stabile e coerente: analogamente, gli anelli di crescita e la fuga dalla gravità verso la luce, sono affini alla tekne scultorea, quando la forma si compone attraverso il sistema di canalizzazione. Una simile osservazione, vale per altri elementi in natura, quali l’acqua, la pelle.
Durante il periodo iconoclasta, il calco è il tratto rilevante perché restituisce una realtà documentata, spesso complementare alla fotografia in un’esistenza già mutata: l’impronta diventa matrice in grisaille di un’interdizione, differente dalla rappresentazione. La similitudine appartiene a queste opere: come il bronzo è un medium perché si mimetizza nella fusione, anche i lavori in pietra sono sintetici di un gesto, come l’azione sul letto di un fiume, e più recenti forme che si avvicinano alle immagini di vitalità del presente.

La necessità di unire il tatto e il visivo, conduce l’artista a pensare idealmente logica e superficie, attraverso termini quali impronta, punti di contatto, sensibilità e lettura tattile, che costituiscono il suo metodo, secondo una concezione antica, non pre-scientifica e pre-istorica, bensì rituale e sacrale del tempo, di cui la fluidità è una costante legata alle radici, perché priva di controllo della forma. Il limite della superficie identifica il contatto che si traduce come impronta, gesto, e  soffio, così l’opera permanente, “Respirare l’ombra” – 2008, sintesi della forma di un soffio in negativo, che grava in assenza.
La medesima tecnica interessa la Scultura, quale fusione di impronta e contatto, e perennità. Il maestro suggerisce che l’opera necessiti di tempo per essere vista, nel desiderio di condividere, includere culture e propagare un’idea già presente.

Rendez-Vous. Incontro con gli artisti
Giuseppe Penone, con Daniela Lancioni
23 maggio 2012
Punta della Dogana – Palazzo Grassi, Fondazione François Pinault, Venezia

LEGGI  Giuseppe Penone alla Whitechapel Gallery di Londra

4.Giuseppe PenoneGiuseppe Penone, Tra scorza e scorza – Il giardino delle Sculture Fluide, 2003 – 2007, “Fonte: Consorzio La Venaria Reale”

1. Giuseppe PenoneGiuseppe Penone, Respirare l’ombra, 1998, particolare Respirare l’ombra – foglie di tè, 2008 © G. PENONE BY SIAE 2011. © PALAZZO GRASSI, PH: ORCH ORSENIGO_CHEMOLLO

3.Giuseppe PenoneGiuseppe Penone, Direzione “Verso il Centro della Terra” – Il giardino delle Sculture Fluide, 2003 – 2007, “Fonte: Consorzio La Venaria Reale”

2.Giuseppe PenoneGiuseppe Penone, Idee di Pietra – Il giardino delle Sculture Fluide, 2003 – 2007, “Fonte: Consorzio La Venaria Reale”

 

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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