Gli uomini delle montagne. Robert Fekete

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Siamo a Milano, l’anno è il 2015, e sembra impensabile varcare la soglia di un enorme e perfetto white cube post-industriale come quello della M77 per trovarsi davanti una mostra di tele coperte di montagne e barche a vela. Eppure, funziona.Le Moving Mountains di Robert Fekete si stagliano sull’ultimo strato di quadri che hanno una struttura simile a quella delle scatole cinesi. Davanti a loro vivono uomini in perenne osservazione, coperti da cappotti scuri e cappelli da baseball. Anonimi ma forti, si stiracchiano sul primo piano, coprendo parte della visuale con le loro larghe schiene. Sembrano amanti della vita all’aperto, di quelli che passano il tempo a pescare o in campeggio, ma il gioco prospettico di Fekete li fa apparire comodamente seduti sulle panche di una sala museale, intenti a farsi assorbire da una grandiosa montagna dipinta. Si integrano e stonano, spesso si ripetono come se, fermi in una stanza, stessero osservando uno slide-show.

Fekete si definisce un neo-romantico e parlando di se stesso accetta Blake come mentore, i suo uomini come esempi, vincitori contro la potenza schiacciante del creato. I personaggi del pittore rumeno non sfidano però la vera Natura: protetti dal loro pittore, vivono in ambienti profondamente umanizzati e artificiali, davanti a paesaggi controllati e dipinti, fermi in un istante di perfetta grandiosità. Guardano avendo già vinto, lontani come sono dalla verità di quei paesaggi. Anche il pubblico che li guarda guardare vince, trovandosi a fissare il mondo da dietro le loro spalle, dentro l’elegante cornice di un’esposizione perfetta, senza imprevisti o sbavature.

Robert Fekete fa in modo che la natura rimanga sotto controllo, gestibile, accettabile e priva di errori. Si accomoda nello spazio a metà tra la paura e la leziosità e non ci chiede se vogliamo partecipare alla sua indagine del mondo: il suo pubblico tanto è già lì, intrappolato nella tela,  costretto a scrutare un paesaggio dipinto che forse non avrebbe scelto di guardare.

Robert Fekete, Moving Mountains
A cura di Luca Beatrice
M77 Gallery
22 settembre – 31 ottobre 2015

study-for-Looking-at-him-looking,58x36cm,acrylic-and-spary-paint-on-canvas,2015

Robert Fakete, study for Looking at him looking, 2015

The-route,80x75cm,acrylic,spray-paint-and-oil-on-canvas,2015

Robert Fakete, The route, 2015

At-the-base-of-the-top-2,--209x163cm,acrylic,spray-and-oil--on-canvas,2015

Robert Fakete, At the base of the top, 2015

Looking-at-them-sinking-fast-2,67x59cm--acrylic-and-spray-paint-on-canvas,2015

Robert Fakete, Looking at them sinking fast, 2015

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Robert Fekete, Moving Mountains, Installation view, 2015

 

 

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