Good Luck. Lara Favaretto al MAXXI

Lara Favaretto Maxxi

“Anche la Speme, ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve tutte cose l’oblio nella sua notte”

Con questi versi estrapolati da Dei Sepolcri, Ugo Foscolo invita a riflettere l’ideale interlocutore, Ippolito Pindemonte, sulla natura imperitura dei sepolcri e infine della poesia, come baluardi mai espugnati dalla tirannia del tempo, ma vive fonti d’ideali per il progresso della civiltà. Tale breve premessa è utile a comprendere la portata ossimorica ma allo stesso tempo innovativa del lavoro concettuale di Lara Favaretto, ora presente al MAXXI, presso la Galleria 4. In occasione del progetto “Good Luck” commissionatogli dal museo, l’artista presenta diciotto cenotafi, dei venti complessivi eseguiti dal 2010.

Il cenotafio è un monumento sepolcrale che alla pienezza simbolica, commemorativa nei riguardi del defunto accosta la sua natura di vuoto involucro, data la peculiare assenza delle spoglie. Nel cenotafio dunque coincide l’identità del singolo con quella di una collettività che sia locale o di altra natura. Al MAXXI ogni monumento è dedicato a un “desaparecido” della scena pubblica, personaggio che, in qualche caso, ha scelto consenzientemente di sottrarsi alla società, spesso per intraprendere un’impresa eccezionale. La storia di ogni scomparso è raccolta insieme alle altre nel libro d’artista I Momentary Monument. The swamp. La prima opera inerente tale tematica fu presentata nel 2009 alla Biennale di Venezia, una palude accogliente una lama d’ottone su cui il tempo ancora opera la propria azione ossidante.

Il camposanto, che viene a delinearsi nella Galleria 4, si rivela nella sua transitorietà, non solo perché i cenotafi sono costituiti da materiali fortemente precari e deperibili, ma anche perché sono destinati a essere dispersi e conservati separatamente. L’epifania a cui si assiste, data l’attuale concretezza e compresenza delle parti dell’installazione, non contraddice il costrutto foscoliano ma ne anticipa le prospettive. Quello che attiva la Favaretto, infatti, è un tempo che scorre più densamente, parafrasando nell’immediatezza spazio temporale quello che il poeta di Zante dilatava nei secoli venturi (deterioramento,  dispersione del monumento funebre).

Altro concetto fondamentale è quello biografico e individualistico legato alla tradizione del cenotafio, contraddetto e accettato allo stesso tempo dall’artista che propone una pseudo-anonimia. Già, perché il fruitore è messo a conoscenza delle identità a cui sono dedicati i cenotafi sebbene questi non ne veicolino i nomi. Queste presenze-assenze che sono state selezionate, inoltre, possono davvero essere considerate figure antieroiche per la peculiare sottrazione alla società a cui si sono o sono state sottoposte. Tra i diciotto cenotafi presenti, quello a Jerome David Salinger esemplifica la circostanza in cui un uomo sceglie di ritirarsi a vita privata e nel suo caso impedendo, tramite le vie legali, che si pubblichi la sua biografia.

La natura antisociale dei soggetti comporta il fallimento dell’aggancio tra figura eroica e identità/memoria collettiva, che si consuma tradizionalmente nel monumento. Una dissociazione che comporta una frammentazione in memoria sociale, in memoria individuale, esempi di una impercettibile casistica. La nuova cartografia mnemonica è ristrutturata dall’artista non tramite le coordinate dei luoghi immobili adibiti alla memoria civica, ma nell’intimità di chi vorrà serbare il ricordo. I nuovi punti cardinali tracciano l’orientamento non della memoria ma delle memorie, dove la pluralità è anche sintomo della fitta rete di relazioni di cui tanta parte dell’arte odierna è tessuta. La molteplicità dei singoli come nuclei emotivi, costituisce il nuovo contesto prosciolto dal concetto di singola identità unanime e passiva. La Favaretto partendo dal cenotafio, simbolo della memoria collettiva ad aeternum trasla il tutto nel tempo di una vita e nello spazio di un uomo. I monumenti dell’hic et nunc. L’esposizione sarà disponibile fino al 20 settembre, affrettatevi.

Lara Favaretto Maxxi

Good Luck, Lara Favaretto, Installation View @ MAXXI

Lara Favaretto Maxxi

Good Luck, Lara Favaretto, Installation View @ MAXXI

Good Luck, Lara Favaretto, Installation View @ MAXXI

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Good Luck, Lara Favaretto, Installation View @ MAXXI

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