Grazia Toderi e Orhan Pamuk. Words and Stars

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È una collaborazione poetica quella che vede Grazia Toderi e Orhan Pamuk, pensare la luce dell’essere oltre il tempo presente, come immersi nell’universo. Questo sodalizio artistico, visivo e verbale, prende forma in Words and Stars, 2013-2016, un progetto che dal confronto con un’opera d’arte antica, così come a Palazzo Madama – Torino, si amplia verso le intensità dell’esperienza collettiva, come per la proiezione a Infini.to – Planetario – Torino. Abbandonando la logica della ragione, immagini e scrittura si fanno messaggeri di questo pensare poetico, alla ricerca di nuovi immaginari, fluttuando tra le analogie con il micro e del macro cosmo. Nel riscoprire la meraviglia e l’incanto del guardare alle stelle, Toderi e Pamuk ci introducono a una pratica affettiva del pensare artistico, come un gioco libero in cui trascendere l’esperienza individuale in contatto con l’universo, riscoprendo dalle immagini interiori e dalla memoria, i più profondi significati dell’essere.

Nel contesto storico di Palazzo Madama, l’artista e lo scrittore s’inseriscono, confrontandosi con l’opera di Pietro Piffetti (1701-1777), primo ebanista alla corte di Carlo Emanuele III di Savoia, che, in accordo con lo spirito illuminista di matrice anglo-francofona, venne commissionato per il modello di un planetario in legno e avorio, raffigurante il sistema solare e i segni zodiacali. Intervenendo sulla meccanica esposta di questo orrery, Grazia Toderi e Orhan Pamuk interrogano il nucleo originario dell’opera oltre i fini strumentali, elaborando attraverso tecniche visive e della scrittura, otto immagini di forma circolare ed ellittica, su cui sono impresse visioni e pensieri del cosmo. Se l’opera risuona di un nuovo significati del tempo moderno, è nella poetica che gli artisti colgono una via per ripensare la relazione tra uomo e universo. Quasi come parafrasando la metafora heideggeriena dell’artigiano (cabinet-maker, 1979), è nella prossimità con la materia, sia della luce che del linguaggio, e nel suo farsi, che nuovi modi di sentire, possono rivelare le potenzialità nascoste dell’essere. Ed è così che gli artisti sembrano promuovere un nuovo modo di pensare, non fondato sulla logica, ma sull’incontro intersoggettivo con la materia, come fosse ‘una collaborazione tra città’, luce e stelle’ (Toderi), a cui segue una riflessione su ‘Cosa significa pensare? (What does it mean to think?), riflettendo del legame tra visione, conoscenza e memoria: ‘Pensare è ricordare ciò che si è visto’ (To think is to remember what you have seen)’ (Pamuk).

Più che una mappatura dell’universo, il progetto Words and Stars si apre all’immaginario di archetipi, che, sollecitati dallo stupore e dall’intuizione, si rivelano attraverso lo sguardo e il pensiero, alla ricerca di un orizzonte immanente dell’essere. Se Grazia Toderi suggerisce, una curiosa analogia formale tra la mente dell’uomo e le orbite dei pianeti, come sottolineano le doppie immagini (o doppie proiezioni, come per altri lavori) dell’universo, in cui la visione entra in contatto con la luce del cosmo, Orhan Pamuk conduce al limite le tecniche di scrittura che da un segno originario, esplorano il fine ultimo dell’esistenza. Una tale esperienza è percepibile nella proiezione pensata per la cupola del Planetario di Infini.to, in cui l’opera si apre all’immaginario collettivo, per riconoscersi partecipi della stessa natura dell’universo. Come immersi nel tempo dell’opera, riusciamo metaforicamente a toccare la materia-luce, trascendendo la soggettività oltre i limiti del corpo, per riscoprire una sensibilità che Derrida ha definito come il ‘con-tatto degli occhi’ (2005), ovvero l’attitudine che ci muove verso la conoscenza dell’altro. Oscillando tra il visibile e l’invisibile, una tale esperienza diventa tangibile, rivelando l’immanenza dell’orizzonte dell’essere, oltre l’esperienza sensibile. L’eco di un suono primigenio ci trasporta in una dimensione di infinito, che, se di per sé è irrapresentabile, rimane però intuibile attraverso tracce della memoria, come attimi di tangenza tra le dinamiche della materia-luce e gravità. Analogamente, la mappatura celeste di Grazia Toderi si concentra sull’orizzonte tra il reale e l’infinito, investigando il confine tra la città e il cielo stellato, creando da questo contatto, immagini poetiche dell’esperienza, che evocano il mistero dell’universo, seguendone la materia e il tempo. Articolandosi in una serie di quattro capitoli, il fluire di queste immagini-luce, si fonde con lo spazio della scrittura, in cui i pensieri di Pamuk si susseguono come costellazioni tra tempo-passato e tempo-presente, interrogandosi sulle corrispondenze tra l’esistenza individuale e l’universo: ‘But how do I know who I am?’, When I look at the stars, there is no you and there is no me’. È da questo incontro con le stelle, come un’esperienza sospesa nel tempo, che la poetica di Toderi e Pamuk, ci invita a riflettere sui modi di abitare l’universo, riversandosi sul vivere reale, rappresentato idealmente dalla città.

Come spettatori attivi di questo paesaggio cosmico, tra il reale e l’universo, ci interroghiamo sulla meraviglia, il mistero e la tensione che ci legano all’infinito. Dalle evocazioni dell’orrery alla proiezione al Planetario, Words and Stars ricerca la bellezza e le più profonde verità dell’essere. Il progetto attende un terzo atto, che vedrà il compimento nell’aprile del 2017 al MART di Rovereto, dove una serie di otto proiezioni video, restituiranno l’intero percorso che ha accompagnato Grazia Toderi e Orhan Pamuk in questa ricerca dell’essere. Nel mentre, noi spettatori lasciamo che l’esperienza di queste opere lasci una nuova traccia in questo tempo presente.

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Grazia Toderi e Orhan Pamuk, Words and Stars (Orrery), 2013-2016. 8 immagini e Orrery di Pietro Piffetti . Veduta dell’installazione, Palazzo Madama Torino 2016. Courtesy the artists

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Grazia Toderi e Orhan Pamuk, Words and Stars (Orrery), 2013-2016. 8 immagini e Orrery di Pietro Piffetti . Veduta dell’installazione, Palazzo Madama Torino 2016. Courtesy the artists

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Grazia Toderi e Orhan Pamuk, Words and Stars (Planetario), 2013-2016. Proiezione per cupola. Veduta dell’installazione, Planetario di Torino 2016. Courtesy the artists

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Grazia Toderi e Orhan Pamuk, Words and Stars (Planetario), 2013-2016. Proiezione per cupola. Veduta dell’installazione, Planetario di Torino 2016. Courtesy the artists

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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