Hangar Bicocca con Céline Condorelli

Céline Condorelli Nerofumo, 2014 Courtesy l'artista, Fondazione hangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio_1

Bau Bau un cane che abbaia alla luna? Non solo,  Bau in lingua tedesca significa “costruzione” ma anche “in costruzione”. Bau Bau è il titolo della prima mostra personale italiana dell’artista francese Céline Condorelli, creata nell’ex stabilimento industriale a mattoni rossi Hangar Bicocca di Milano.Il percorso artistico di Condorelli attraversa i linguaggi dell’architettura, del design, della scultura e quindi non a caso il titolo ha forti richiami al Bauhaus. Uno dei punti della ricerca affrontati è infatti la modalità di lavoro collettivo e le dinamiche che ci girano attorno fondate sull’idea di processo, condivisione, confronto, amicizia e psicanalisi. Lo Shed è abitato da installazioni, strutture semi-funzionali, suoni, video e testi scritti. Tre tende ondeggianti calate dal soffitto suddividono l’ambiente in una zona d’ombra e una di luce proprio come se fossero due momenti differenti, il giorno e la notte, uno pubblico e l’altro intimo e privato. La mostra in tutto il suo cammino è basata su dualismi, dal colore, al materiale alla temperatura. Ad accogliere è The Bottom line – To Kathrin Bohm (2014) un tendaggio dai drappeggi morbidi, semitrasparente dorato che serpeggia e danza nell’aria, con oscillazioni lievi ma percepibili. All’orecchio la polifonia di voci e leggiadri suoni che modellano lo spazio, provenienti dalle scure casse montate a piramide di Structure for Listening. Pochi passi in là delle sedute rilassanti con cuffie per ascoltare due diverse storie d’ingiustizia si mescolano e si mostrano sullo schermo, burattinai animano degli indisciplinati e rumorosi pupi raccontando le vicende.

Le sue creazioni accolgono il pubblico e lo invitano a entrarci, dando vita a  momenti di relazione tra arte e quotidianità e anche d’incontro e riflessione come nell’opera A Bras Le Corps – with Philodendron (to Amalia Pica (2014), una scultura esagonale ricoperta da rampicanti con foglie a forma di cuore, mette il pubblico in rapporto con la natura stessa. Anche The Weird Charistmatic Power That Capitalism Has For Teenagers (to Johan Hartle) (2014), formata da due sedute simmetriche e a contatto, in modo che accomodandosi le persone si trovino quasi una di fronte all’altra, per un’affascinante e misteriosa chiacchierata mentale.

Avvincente e singolare, da scoprire come se fosse una matrioska russa  la collaborazione di alcune opere che sono state costruite con la fabbrica Pirelli di Settimo Torinese. Nerofumo (2014), realizzata con l’aiuto degli stessi operai, è un dialogo e un lavoro collettivo, un mondo inserito nell’altro. Un’unione, una coesione, come la gomma che si fonde al calore; su una struttura di ferro vi sono appese lingue di pneumatici  che fungono  come registro di un viaggio sociale e materiale. Si apre poi come un sipario,  una tenda che avvolge e contiene scaffali imbullonati di metallo rosso fuoco sul quale riposano e vivono gli archivi dell’industria tessile e della gomma, frammenti di storia coloniale, commercio internazionale, lavoro, politiche militanti e le condizioni dell’esistenza stessa della tenda. Su di essa è impressa un’immagine di campi di cotone, una foto scattata intorno al 1930, anni in cui l’industria del filato egiziano esplose e la pianta era nota come White Gold  of Egypt. Immensa è la cura nei dettagli, le didascalie riportano come fosse una lettera il To… con il nome della persona a cui la dedica, solitamente a chi ha contribuito in modo significativo al suo pensiero. Opere “spedite” al pubblico il quale deve riceverle e conservarle nella mente.

11 dicembre 2014 – 10 maggio 2015

Céline Condorelli Nerofumo, 2014 Courtesy l'artista, Fondazione hangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio_1

Céline Condorelli Nerofumo, 2014. Courtesy l’artista, Fondazione Hangar Bicocca, Milano. Foto Agostino Osio

Céline Condorelli Structure for Listening, 2012 Courtesy l'artista, Fondazione HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio_2

Céline Condorelli, Structure for Listening, 2012. Courtesy l’artista, Fondazione Hangar Bicocca, Milano. Foto Agostino Osio

Céline Condorelli Veduta della mostra bau bau Courtesy Fondazione hangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio (2)_1

Céline Condorelli, Veduta della mostra bau bau. Courtesy Fondazione Hangar Bicocca, Milano. Foto Agostino Osio. 

Céline Condorelli Veduta della mostra bau bau Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio_1

Céline Condorelli, Veduta della mostra bau bau. Courtesy Fondazione Hangar Bicocca, Milano. Foto Agostino Osio.

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