Hannu Palosuo “Memoria Obliterata”

'MEMORIA OBLITERATA' Hannu Palosuo

I lavori dell’artista finlandese Hannu Palosuo, esposti al museo Andersen di Roma, colpiscono per la loro semplicità disarmante, esplorando in modo sorprendente bellezza e simbolismi, declinandoli attraverso due distinte tecniche artistiche di espressione: scultura e pittura.
Nelle opere pittoriche i soggetti, lampadari, fiori o persone, sono doppi. In primo piano l’artista utilizza i colori sfumati, nel secondo sembra esserci l’ombra, ma l’immagine è più definita quasi fosse più reale. Si alternano, quindi, realtà e sogno, verità e finzione, con uno scambio di ruoli.

Hannu Palosuo. Memoria obliterata, Museo H.C. Andersen, Roma (7)

Hannu Palosuo. Memoria obliterata, 2013, Museo H.C. Andersen, Roma 
 

Come sottolinea il curatore Marco Ancora: “I soggetti, lavorati quindi per sottrazione e cancellazione, intessono un rapporto strettissimo con le diverse tecniche e i diversi materiali che li esprimono. In queste opere di Palosuo il mondo pieno si contrappone al mondo vuoto e il mondo delle illusioni diventa proprio quello dell’osservatore che riceve input e completa i soggetti in diverso modo accennati. ”
Le sculture sembrano essere le forme piene da cui nascono le opere pittoriche dei lampadari, che si fanno ammirare, come fossero l’origine del tutto.
Il 4 aprile s’inaugurerà al Reial Cercle Artistic di Bercellona la seconda parte del percorso espositivo dell’artista, a cura di Joan Abelló Juanpere.

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Hannu Palosuo, 2013, photo: Giorgio Benni
 

Hannu Palosuo è un artista finlandese, vissuto anche a Stoccolma e Berlino. Si è trasferito stabilmente a Roma dai primi anni Novanta, dove vive e lavora.
Mi puoi esprimere il messaggio più semplice e profondo allo stesso tempo della tua arte e del tuo essere artista?
Sto provando di capire dove sta la verità, nel soggetto o nella memoria da essa riflessa. Sto cercando la linea sottile che differenzia il contenuto dal contenitore.
È stato semplice per te utilizzare i colori, le tue opere precedenti ne erano quasi prive?
Nel mio lavoro le fasi del monocromo e del colore si alternano. Sto provando a capire dove sta la verità dell’arte. Che cosa è l’arte. Per questo periodicamente sento il bisogno di monocromo, per trovare la vera essenza, la poesia, i contenuti del mio lavoro. Ultimamente invece ho sentito il forte bisogno di una gestualità e di colore per rompere con il monocromo che rischiava diventare il leitmotiv del mio lavoro.
Il curatore, Marco Ancora, fa riferimento alle tue opere asserendo che: “Creano storie e allusioni a diversi significati culturali”. Mi potresti raccontare quali sono?
Sono nato in un paese multiculturale, che è da sempre stato il crocevia fra oriente (Russia) e occidente (Svezia e Germania). Inoltre la Finlandia è un paese bilingue (finlandese e svedese). Artisticamente invece sono cresciuto in Italia e nella cultura mediterranea. Questo bagaglio culturale mi ha sicuramente portato a concepire l’arte in tantissimi livelli dal punto da vista culturale.
Poiché principalmente realizzatore di opere pittoriche trovi delle difficoltà in questo mondo artistico particolarmente indirizzato verso il concettuale?
Vengo da studi di arte classica, soprattutto medievale, un’epoca che ha creato un’arte concettuale per eccellenza. Per me l’arte per raggiungere livelli alti, deve sempre avere una base concettuale, che in ogni caso deve rimanere un mezzo, non diventare lo scopo.
Qual è stato l’iter che hai seguito per esporre al museo Andersen di Roma?
Sono particolarmente felice di questa mostra nel Museo Andersen, perché vi sono arrivato completamente senza “raccomandazioni”, senza complicate tattiche curatoriali etc. Ho studiato un progetto espositivo per questo spazio, ho chiesto un appuntamento con la direttrice Matilde Amaturo alla quale il progetto è piaciuto. Lei l’ha presentato alla soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli, che l’ha accettato. E così siamo andati avanti.

Hannu Palosuo. Memoria obliterata, Museo H.C. Andersen, Roma (3)

Hannu Palosuo. Memoria obliterata, 2013, Museo H.C. Andersen, Roma 
 
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Giusy Lauriola è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. Nel corso del suo percorso artistico ha indagato questioni pubbliche, come la guerra in Iraq, sottolineando temi come l'indifferenza al dolore degli altri, i bisogni indotti e il potere della pubblicità. Come strumento di lavoro utilizza la fotografia rielaborata, contaminata dalla pittura e stampata su plexiglas. Per mantenere viva la sua passione ha iniziato l'attività di giornalista come collaboratrice per Julietartmagazine e per Romasettimanale.

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1 Comment

  1. Uno dei migliori artisti contemporanei. Una personalità unica e delle opere che lasciano d’incanto. Complimenti, ottimo articolo!

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