Hiroshi Sugimoto: una Tea House di vetro e acqua

4_140604m_Sugimoto_ef-6__MG_1247

La cerimonia del tè è un’arte antichissima, in cui ogni gesto e movimento è intriso di sacralità ed eleganza. Nonostante lo scorrere del tempo, questo rituale della tradizione giapponese ha mantenuto intatta la sua connotazione estetica e spirituale sin dal sedicesimo secolo, quando il monaco buddhista Sen no Rikyū ne perfezionò i movimenti e ne stabilì i quattro princìpi fondamentali: armonia, purezza, rispetto e serenità. E proprio su questi princìpi si è basato l’artista Hiroshi Sugimoto nel progettare l’opera “Glass Tea House Mondrian”: un padiglione temporaneo realizzato sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia nell’ambito delle attività organizzate da Le Stanze del Vetro (progetto congiunto di Fondazione Cini e Pentagram Stiftung) e visibile fino al 30 novembre 2015.

L’artista giapponese, noto a livello internazionale per le sue algide fotografie in bianco e nero di teatri vuoti e paesaggi marini, si cimenta per la prima volta in un’opera architettonica, in cui traspare il minimalismo e il rigore tutto orientale che lo contraddistinguono. Ispirato alle case del tè della tradizione, questo padiglione fatto di vetro, legno e acqua, è un gioiello incastonato nel verde del giardino della Fondazione Cini e racchiude in sé i valori del passato e della modernità, in un percorso volto al raggiungimento della perfezione estetica e morale. Il titolo dell’installazione si deve a un’intuizione di Hiroshi Sugimoto che, al suo completamento, è rimasto sorpreso nello scoprire elementi rievocativi di Mondrian in essa: la ricerca visibile dell’astratto nella semplicità delle linee, nella composizione delle superfici o nel posizionamento delle pietre nel giardino, era dunque già in atto secoli prima della nascita del pittore olandese. Un fil rouge che lega il maestro dell’astrazione a colui che perfezionò l’estetica della cerimonia del tè e che ha esercitato una grande influenza sul progetto della Glass Tea House: il sopracitato monaco Sen no Rikyū. Da qui la scelta di una traslitterazione dal giapponese dei tre caratteri che formano il nome Mondrian, la cui combinazione indica “una casa modesta dove si possono sentire gli uccelli cantare”.

A Sugimoto piace poeticamente pensare che la sua tea house fu costruita dallo stesso Mondrian dopo aver udito il monaco parlare attraverso il canto degli uccelli. Un giardino rettangolare con una grande vasca d’acqua rivestita in mosaico e un cubo di vetro che si riflette in essa, costituiscono gli elementi principali dell’opera; grazie a una passerella che si snoda a zig-zag lungo la vasca, il visitatore può raggiungere il cuore dell’installazione, dove, a cadenza regolare, viene officiata una cerimonia del tè secondo la tradizione giapponese. Nulla è lasciato al caso: gli utensili utilizzati durante il rito sono stati infatti disegnati dallo stesso Sugimoto e realizzati da maestri artigiani di Kyoto. La recinzione esterna che racchiude l’opera come una cornice, è invece ispirata al Santuario di Ise, uno dei più importanti siti di culto per lo Shinto, e realizzata con legno di cedro proveniente dalla regione del Tohoku (nord del Giappone), scelta fatta dall’artista per contribuire alla ricostruzione delle aree devastate dal terremoto e dallo tsunami del 2011.

La “Glass Tea House Mondrian” è un’opera innovativa e simbolica, capace di suggerisce l’interessante legame fra l’antica arte vetraria di Venezia e l’esotica cerimonia del tè, entrambe profondamente radicate nella cultura dei rispettivi popoli, generazione dopo generazione. Una piccola isola nell’Isola, dove lo spazio, non solo architettonico, va studiato e scoperto a piccoli passi e in cui il visitatore viene naturalmente incoraggiato a interagire con il luogo e con una realtà tipicamente giapponese. Ancora una volta la Fondazione Cini, attraverso le iniziative culturali de Le Stanze del Vetro, invita artisti contemporanei a lavorare e confrontarsi con l’utilizzo della materia vetraria, rilanciandola come mezzo espressivo dalle infinite possibilità.

Hiroshi Sugimoto – THE GLASS TEA HOUSE MONDRIAN
6 giugno 2014 – 30 novembre 2015
Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore

1_140604p_Sugimoto_ef-6__MG_1807

“Hiroshi Sugimoto. Glass Tea House Mondrian © Hiroshi Sugimoto + New Material. Research Laboratory. Courtesy: Le stanze del vetro. Foto: Enrico Fiorese”

5_140604p_Sugimoto_ef-60__MG_1228

“Hiroshi Sugimoto. Glass Tea House Mondrian © Hiroshi Sugimoto + New Material. Research Laboratory. Courtesy: Le stanze del vetro. Foto: Enrico Fiorese”

1_140603_Sugimoto_ef-6-44__MG_0605

“Hiroshi Sugimoto. Glass Tea House Mondrian © Hiroshi Sugimoto + New Material. Research Laboratory. Courtesy: Le stanze del vetro. Foto: Enrico Fiorese”

3_140603_Sugimoto_ef-60__MG_0736

“Hiroshi Sugimoto. Glass Tea House Mondrian © Hiroshi Sugimoto + New Material. Research Laboratory. Courtesy: Le stanze del vetro. Foto: Enrico Fiorese”

 
The following two tabs change content below.

Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

Rispondi