HofV: History of Violence di Claudio Cravero

claudio cravero

Torino – Il fotografo presenta una sequenza di pregnanti opere postmoderne presso la Galleria Oblom: dialoghi serrati con i concetti di morte, di violenza e di oscenità. A cura di Daniela Fargione, la mostra propone riflessioni sull’identità, sul valore della teatralità all’interno dell’arte contemporanea, su caducità e testimonianza autentica…

Intorno ad alcune fotografie di Claudio Cravero aleggia l’atmosfera della Morte della Vergine di Caravaggio: l’irraggiante e coinvolgente curiosità del pubblico che affolla la tela è scesa dal quadro e si è posta al di là della linea d’ombra della contemporaneità, in un rapporto teatrale tra ideazione dell’opera e risultato estetico, scenografia progettata ed effetti impensati. La stanza della Conversione di Matteo appare abbandonata dai personaggi e, al tavolo, riposa immobile un salvatore assassinato, di cui non riusciamo a scorgere l’identità. In altre prove, il gioco postmoderno di destrutturazione e rielaborazione di citazioni storiche e riferimenti metaletterari lascia largo spazio all’immaginazione. La Creazione del Mondo di Gustave Courbet, scorta alla luce di un violento esito drammatico, acquista sofferte valenze apocalittiche, inquietanti accenni a una negazione assoluta.

Il Marat Assassinato di Jacques-Louis David ritorna come una reminiscenza velata, mentre l’arma dell’assassino rimane appoggiata sul tappetino della doccia, senza alcuna traccia di sangue. Simulazione enfatizzata, indizio simbolicamente mostrato nella sua archetipicità, oppure tentativo di aggirare le trappole della figurazione naturalistica e di ricaricare la finzione di tutte le proprie potenzialità? Certo è che la morte violenta, per essere inscenata artisticamente, deve passare attraverso un atto di esorcismo. Questa pratica di scongiura e allontanamento non transiterà più attraverso una rappresentazione piana, capace di ricostruire o ipotizzare ragioni, cause ed effetti di un avvenimento. Non più attraverso un grido della natura, di matrice espressionistica, capace di caricare di senso, arbitrariamente, il risultato della trama, in un grumo di emozioni e concetti sensibilmente allacciati. Non più attraverso la liberazione da schemi e l’abbandono di una grammatica. Avverrà, in questo caso, per mezzo di una serie di giochi del linguaggio, che sembrerebbero trarre impulso dalla stessa capacità polisemica della parola shot: inquadratura, scatto, sparo e colpo.

La fotografia, fondandosi necessariamente all’interno della dialettica tra atto irripetibile e memoria, basa sulla contraddittorietà il proprio carattere di arte contemporanea per eccellenza. Mostrandoci ciò che è stato, non soltanto conserva, ma ci fa percepire la caducità di ogni istante. La vita si estingue nel momento dello scatto, si congela: ne rimangono le infinite possibilità di lettura, i diversi livelli di interpretazione. Mettendo in scena la morte, l’autore aggiunge un’inevitabile contraddizione e, nella pratica, intreccia un tessuto di riferimenti all’interno di diversi campi della contemporaneità – storia dell’arte, cinematografia, letteratura, performance art –, donando nuova vita proprio a obsolete categorie del pensiero, a sentimenti atavici, ad immagini e situazioni archetipiche. L’opera si porrà, consapevolmente nelle intenzioni dell’artista,  al servizio di un rituale. Per abitare le nostre coscienze e per scavare nel nostro linguaggio, in questo modo, ogni creazione potrà produrre una trascendenza, attraverso il baratro significante del gioco linguistico, della finzione dissimulata, del progetto iniziale svelato e riproposto con ironia. Nell’attesa dell’avvento di queste condizioni, l’opera si porrà come fatto ludico e teatrale. Salvaguardando il proprio orizzonte dall’alternarsi delle stagioni, conquisterà pazientemente il proprio spazio nella percezione di ogni  futuro spettatore.

fino al 30 giugno 2013
Claudio Cravero
HofV – History of Violence – a cura di Daniela Fargione
Galleria Oblom – Via Baretti, 28 -Torino – www.galleriaoblom.it – Tel. 3338438768

8 bassa

Claudio Cravero, HofV – History of Violence, 2013

1 bassa

Claudio Cravero, HofV – History of Violence, 2013

5 bassa

Claudio Cravero, HofV – History of Violence, 2013

7 bassa

Claudio Cravero, HofV – History of Violence, 2013

The following two tabs change content below.
Ivan Fassio (Asti, 1979), scrittore, performer, critico d'arte, curatore, organizzatore di manifestazioni letterarie. Il suo primo libro, "Fuori fuoco", è stato pubblicato per le Edizioni Smasher con una prefazione di Ezio Gribaudo. Ha ideato, insieme al compositore Diego Razza, la performance d'interazione poeticomusicale "Mystic Gallery Show". Cura, insieme a Fabrizio Bonci, la rassegna multidisciplinare "Oblom Poesia".

Rispondi