I ART. The Artist in Residence program

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Nasce un programma unico di residenze per artisti in Sicilia, si tratta del progetto “Artist in Residence” parte del progetto più ampio I ART, Polo Diffuso per le Identità e l’Arte Contemporanea in Sicilia. Fino al 6 febbraio 2015 sarà possibile proporre la propria candidatura per partecipare all’iniziativa, unici requisiti del bando la maggiore età, la residenza nell’Unione Europea o bacino del Meditteraneo e la conoscenza dell’inglese con un base di Italiano. Abbiamo intervistato Lucio Tambuzzo, ideatore e direttore generale del progetto I ART il quale ci ha raccontato com’è nata e come aspira a svilupparsi questa nuova realtà dell’arte in Sicilia.

Il progetto I ART sostenuto dal Comune di Catania e ideato e diretto da I WORLD, ha come obiettivo di promuovere opportunità di residenze artistiche in Sicilia per giovani artisti; queste sono le parole che avete usato per introdurlo: “Il progetto I ART si propone come un nuovo movimento artistico e culturale che coinvolge artisti di tutte le discipline e si fonda sulla reinterpretazione dell’universo identitario e delle tradizioni orali di Sicilia attraverso l’arte contemporanea”. Non solo progetto ma vero e proprio movimento artistico e culturale, vuole spiegarci meglio che cosa s’intende e in che modo vi proponete di creare un dialogo tra identità e tradizione orale siciliana?
I ART non è un semplice programma di artist in residence o un festival. Stiamo creando un nuovo processo che parte da un progetto, ma che intende andare ben oltre la sua scadenza. La nostra idea è di coinvolgere creativi, artisti, istituzioni, operatori turistici, artigiani, giornalisti, antropologi, economisti e persone che abbiano interesse verso la valorizzazione dell’unicità delle forme periferiche e dell’universo identitario, in cui l’individuo, le comunità e i luoghi sono al centro della sfera culturale, politica, economica e sociale. In tal senso I ART sostiene l’interazione di diversi ambiti che possano arricchirsi e completarsi a vicenda e che insieme possano creare un nuovo linguaggio vernacolare eccelso, un movimento in grado di attuare un modello di sviluppo sostenibile che possa esaltare le identità e diversità territoriali e l’enorme potenziale di risorse che le comunità locali e le periferie hanno, ma che necessitano di essere rivelate e utilizzate. Uno degli elementi fondamentali delle identità di un territorio è certamente la tradizione orale delle comunità locali che lo abitano e che comprende saperi, riti e celebrazioni religiose e pagane, canti, danze e forme teatrali tramandati oralmente da secoli, luoghi legati all’immaginario mitologico o alla storia e tanto altro. Questa relazione è ben chiarita anche dall’UNESCO, nella Convenzione del 2003 sulla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Io credo nell’idea d’identità dinamica, di forme della tradizione che necessariamente debbano essere sentite nel presente e quindi inevitabilmente mutate. È proprio qui che I ART interviene, ossia nella creazione di nuovi codici estetici che possano reinterpretare le identità locali e arricchirne le forme. In questo senso I ART è celebrazione della tradizione e invenzione stessa di tradizione.

Parliamo allora di Sicilia, che è una terra ricca di storia e stratificazione di temporalità eterogenee. Che territori coinvolge il progetto I ART e attraverso quali modalità desiderate mettere in relazione i giovani artisti in residenza col patrimonio artistico locale, il quale per altro è molto variegato?
I ART coinvolge quasi 100 comuni siciliani che costituiscono un panorama pressoché completo in cui si può trovare la Sicilia fenicia, romana, araba, medievale, barocca, liberty, i parchi regionali, le isole, le aree costiere e i borghi rurali e tanto altro. I territori coinvolti nel progetto rappresentano la sintesi dell’intera stratificazione culturale dell’isola. Gli artisti che saranno ospitati grazie al programma di residenze saranno messi in relazione con gli elementi più autentici dei territori coinvolti nel progetto, ossia con i dententori dei saperi millenari, artigiani, interpreti dei cicli produttivi, poeti, musicisti, cantastorie e, soprattutto, con le persone e gli abitanti dei luoghi che li ospiteranno. Il loro compito sarà di entrare nel tessuto culturale di questi luoghi, assorbirne le sfumature e trasformarli in nuove opere che rimarranno nei territori ospitanti.

Il manifesto di I ART è molto articolato e definito su diversi punti: arte e identità, arte e vita, arte e immateriale, arte e unità, arte e diversità. Ci parli dell’importanza d’interrogarsi su tali questioni oggi, e quindi della necessità dell’esistenza di una convivenza tra identità e comunità, dell'”essere nel presente” dell’arte o della preziosità della differenza …
Siamo in un contesto globale che sta annullando le diversità in nome della divina omologazione che non ammette altro al di fuori di sé, sostenuta da imperi economici e finanziari che hanno dimostrato tutti i loro limiti. Tale processo sta determinando l’assottigliamento e la perdita irrecuperabile dei significati e contenuti delle millenarie culture del mondo e un generale impoverimento delle forme e produzioni, tutte sempre più “pop”, uguali e spersonalizzanti. L’apparenza diventa l’unica sostanza determinante dell’essere e oscura i contenuti più intimi delle cose. Tutto ciò provoca l’esodo dalle periferie, le grandi emigrazioni, la perdita di tradizioni e identità e un generale impoverimento culturale dell’essere umano, oltre che scontri inevitabili tra tendenze uniformanti e sistemi legati alla loro profonda identità. Per contrastare tutto ciò è fondamentale riportare al centro i sistemi locali, le diversità e le unicità di ogni cultura, di ogni popolo e di ogni persona, nel rispetto reciproco. I ART propone dunque l’aborrimento delle immagini stereotipate e standardizzate e celebra forme uniche e irripetibili. Vuole rappresentare una forza centrifuga e propulsiva verso forme e vite periferiche, inesplorate e simbiotiche con i luoghi che le producono.

La rete che avete creato grazie a I ART è molto vasta e comprende diverse realtà, e allo stesso tempo offre servizi di supporto eterogenei agli artisti residenti. Può introdurci la rete I ART?
Si tratta di mettere insieme artisti e istituzioni, operatori culturali e associazioni che condividono il manifesto I ART e che possono ritrovarsi in uno spazio comune che li aiuta a sostenere le proprie idee e i propri progetti. È una rete che intende costruire nuovi linguaggi, percorsi e progetti, che ambisce a contribuire alla creazione di un nuovo modello di sviluppo culturale ed economico centrato proprio sull’esaltazione delle diversità delle culture del mondo, come dicevo prima. È per questo che considero il progetto I ART come una tappa del cammino che i soggetti partecipanti alla rete potranno percorrere insieme.

Ma veniamo a delle domande più pratiche, quali sono i requisiti necessari per candidarsi alla residenza e quali le discipline artistiche promosse?
Basta essere maggiorenni e avere delle esperienze artistiche negli ambiti di riferimento del programma. Per partecipare gli artisti candidati devono risiedere in uno degli stati membri dell’Unione Europea o dei Paesi del bacino Mediterraneo, una buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata e preferibilmente conoscenza, almeno di livello base, dell’italiano. Le discipline ammesse sono arti visive, arti tattili e design; fotografia e arti audiovisive; musica e composizioni sonore.

Che tipo di supporto e programma offrite ai vostri ospiti? Vi saranno occasioni d’incontro con le comunità artistiche locali o viaggi tematici, laboratori, approfondimenti?
I Art offre ai partecipanti viaggi, vitto e alloggio; assistenza da parte del curatore e dall’organizzazione locale; supporto tecnico e accesso agli archivi, alle biblioteche, alle collezioni e ai centri di ricerca pubblici e privati; la copertura dei costi di produzione (circa 500 euro cad.); un sostegno promozionale alle opere e all’artista stesso attraverso tutti i canali informativi del progetto, tra cui comunicati stampa, redazionali, brochure, video documentari, social media, ecc… e infine la produzione di un web documentario che racconta tutte le fasi della residenza.

Per concludere, quale è la specificità del progetto I ART e la sua unicità? Perché venire in Sicilia?
L’unicità del progetto è la rivelazione dell’unicità del luogo in cui esso viene realizzato, ossia la Sicilia. Oltre al programma di residenze I ART prevede anche un grande festival da maggio a settembre in cui si potrà assistere a grandi eventi, rappresentazioni teatrali, concerti, mostre di arte e architettura contemporanea, fotografia, cinema e tanto altro ancora. Tutti gli eventi saranno ispirati a rappresentare l’identità contemporanea dell’isola che finalmente sarà comunicata nella sua forma più attuale, svincolata da stereotipi e restituita nella sua dimensione più autentica. Tutto ciò, unito alle straordinarie bellezze naturalistiche, è sicuramente un ottimo motivo per venire in Sicilia.

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