I cinema ritrovati

Il cinema Modernissimo in uno scatto degli anni Cinquanta

Il 28 dicembre 1895 al Salon indien del Grand Café, al Boulevard des Capucines a Parigi, Auguste e Louis Lumière misero in scena uno spettacolo dal titolo Le cinématographe Lumière. Quella sera trentatré spettatori paganti ebbero il privilegio di vedere, per la primissima volta nel corso della storia, un film. Meno di un secondo e nell’oscurità più totale ebbe inizio quella prima piccola magia, che proiettò con incredibile verosimiglianza l’uscita degli operai della fabbrica Lumière di Lione che, a fine giornata, trasportò il pubblico in un mondo parallelo dove il proprio io si smarriva tra lo stupore generale, incredulità e timore.

Fu così che il Novecento guardò al mondo del cinema con sempre più curiosità e meraviglia, il cinema rappresentava il nuovo mondo e una nuova conquista verso il futuro. In breve le sale cinematografiche divennero, per il Novecento, le nuove e moderne cattedrali del desiderio. Ben presto, dal 1910 in poi, le sale cinematografiche cominciarono ad avvalersi di spazi propri, stabili nei quali si riversavano masse sempre più crescenti di spettatori. Si trattava di spazi elegantemente rifiniti che dai dettagli lasciavano trasparire la magia di quegli anni e che spesso, nella maggior parte dei casi, sono giunti sino a noi in condizioni di avanzato stato di declino. Eppure la magia del cinema delle origini è ancora forte e sempre più spesso, tramite specifici piani di riqualificazione, si assiste alla riscoperta e valorizzazione di queste antiche ‘cattedrali’ nelle quali la proiezioni dei grandi capolavori del passato richiamano un pubblico di appassionati progressivamente in netto aumento. Testimone di questa tendenza è la Fondazione Cineteca di Bologna, riconosciuta a livello mondiale per la sue attività di recupero e restauro delle pellicole. Ogni anno infatti il festival Il Cinema Ritrovato rinnova il proprio  successo grazie a un ampia offerta cinematografica, per riportare allo spettatore contemporaneo i classici di un patrimonio immenso.

È sull’onda di questo successo che Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca, ha annunciato lo scorso giugno la decisione di riportare a nuova vita gli storici locali del Cinema Modernissimo, in pieno centro storico a Bologna, per quella che ha definito “un operazione molto ottimista che sa di realismo utopico”. Un’importante passaggio che nel 2017 restituirà alla città un edificio importantissimo, uno spazio storico e un palcoscenico unico per la messa in scena dei lavori di restauro della Fondazione stessa. Inaugurato nel 1914, il Modernissimo, si collocava all’interno di Palazzo Ronzani il quale, progettato dall’architetto Gualtiero Pontoni (1871-1941), rappresentava uno dei primi edifici in cemento armato in stile eclettico realizzati in città. All’epoca si trattava di uno degli edifici più visibili e discussi della città, una vera e propria macchina d’affari che accoglieva al suo interno anche un albergo, appartamenti, circoli, magazzini e negozi. Il progetto di restyling del caffè-cinema-teatro Modernissimo le cui decorazioni a opera di Roberto Franzoni sono per lo più andate perdute, sarà affidato a un grande scenografo come Giancarlo Basili.

Anche Bologna avrà così il suo cinema d’antan in tendenza con quanto si sta accadendo in tutta Europa. Nel 2013, a trent’anni dalla chiusura è stato riaperto dopo cinque anni di lavoro il famosissimo Teatro Eden di la Ciotat, vicino a Marsiglia. Aperto nel 1889 da Anoine Lumière come cafè-concert, l’Eden Théâtre era destinato a ospitare musical e incontri di boxe sino al giorno in cui i figli di Antoine, vi proiettarono uno dei loro primi lavori L’arrive d’un train en gare à la Ciotat davanti, si narra, a una folla di spettatori impauriti pronti a scappare all’arrivo di quel treno, concreta metafora del potere dirompente del cinema alla sua prima uscita. A Vienna il 2014 ha restituito il famoso Metro Kinokulturhaus in gestione alla Filmarchive Austria, divenuto in breve tempo meta prediletta per turisti e appassionati cinefili. La Francia, terra natia dell’arte cinematografica, non poteva inoltre esimersi dall’accogliere un’analogo progetto proprio a Parigi. All’alba del Novecento, la Ville Lumiere rappresentava infatti il centro del mondo artistico, un palcoscenico unico pronto ad accogliere tra le sue strade un crocevia unico di artisti ed esperienze artistiche. Così dopo venticinque anni di chiusura il celebre Cinema Louxor ha ritrovato il proprio splendore perduto. Gioiello dell’Art-Decò in stile neo-egizio, Henri Zipicy, Amedee Tiberti e Henri Silderberg hanno riportato in auge uno dei palazzi più belli e peculiari della città, la cui facciata è iscritta nel patrimonio storico di Parigi. E sull’onda del successo del Louxor, la città di Parigi si appresta a riaprire ben altre quattordici sale cinematografiche quali il Balzac, l’Arlequin, il Kosmos, l’Escurial, Les Ursulines e il Trianon.

Il cinema Modernissimo in uno scatto degli anni Cinquanta

Il cinema Modernissimo in uno scatto degli anni Cinquanta

Il Teatro Eden di La Ciotat, in Francia, dopo i lavori di ristrutturazione,

Il Teatro Eden di La Ciotat, in Francia, dopo i lavori di ristrutturazione

La facciata in stile neo-egizio del cinema Louxor a Parigi

La facciata in stile neo-egizio del cinema Louxor a Parigi

Progetto su come apparirà il cinema Modernissmo al termine dei lavori

Progetto su come apparirà il cinema Modernissmo al termine dei lavori

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Sara Benuzzi

Laureata in Italianistica, Culture letterarie europee e scienze linguistiche a Bologna con una tesi in Fenomenologia dell'arte contemporanea sui libri d'artista, attualmente si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi. Interessata a tutto ciò che orbita attorno all'arte contemporanea ha un interesse particolare verso le arti digitali, la grafica, la street art e i gli artisti emergenti.

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