I Have a Dream

Tatiana Villani, Ho un sogno, 2014

“I Have a Dream” arriva alla Biennale di Vancouver e fra i sogni ce n’è uno anche italiano. Il progetto per un’arte globale, la pace e un’agricoltura libera dagli ogm, che è nato dall’impulso dell’artista indiana Shweta Bhattade, vede la partecipazione di ben trenta paesi destinati a crescere nei due anni della manifestazione. Nella sede di Squamish verrà presentata una grande installazione che conterrà il video di ciascun artista, in rappresentanza della sua nazione. Per l’Italia è stata invitata Tatiana Villani, originaria di Lecce, ma sempre alla ricerca di nuovi luoghi nel mondo dove potersi esprimere e condividere le proprie esperienze.

Tatiana Villani, Ho un sogno, 2014

Tatiana Villani, Ho un sogno, 2014
 

Tatiana non è nuova a questo tipo di lavori  internazionali e ha realizzato il proprio sogno sotto forma di scritta nella campagna di Pietrasanta. “Era importante – spiega Tatiana Villani – parlare dell’esperienza di comunità che si stava svolgendo a Pietrasanta, dove i movimenti ecologisti sono riusciti a far chiudere il dannoso inceneritore della zona, ma si stanno combattendo anche molte altre battaglie per la salvaguardia dell’ambiente”. Per la realizzazione dell’opera Tatiana si è infatti avvalsa di una coppia di contadini locali Mariano e Silvina Spravkin (anche lei artista), che hanno immediatamente messo a disposizione il loro terreno che per anni ha subito l’inquinamento dell’inceneritore. Ma Ho un sogno ha visto il coinvolgimento anche di un fitto gruppo di persone che collaborano al progetto della rete per un Luogo Comune e di altre associazioni fra cui Libera che si occupa di gestire i beni confiscati alla Mafia, il gruppo Gas di Pietrasanta che cura una rete di distribuzione di prodotti biologici a chilometro zero e cittadini delle montagne limitrofe che denunciano la cattiva gestione del territorio che vede da anni paesi bloccati da crolli e frane a causa dello sfruttamento intensivo delle cave di marmo.

Tatiana Villani, la prima fase dell'opera, 2014

Tatiana Villani, Ho un sogno, la prima fase dell’opera, 2014
 

La lavorazione della terra è durata circa tre mesi durante i quali sono state fatte continue riprese – fra cui le bellissime finali girate a bordo di un aereo da turismo – per arrivare alla produzione del video che rimarrà in esposizione alla Biennale fino al 2016. Nei vari step si sono inoltre svolti incontri e presentazioni che proseguiranno durante tutto il biennio per dare una maggiore valenza simbolica a Ho un sogno. Una scritta che Tatiana e tutti i partecipanti hanno seguito con cura giorno per giorno e per la quale sono stati usati semi di ortaggi del luogo, il cui raccolto è stato condiviso con la comunità durante una grande festa.

Tatiana Villani, le prime lettere, 2014

Tatiana Villani, Ho un sogno, le prime lettere, 2014
 

“Vedere la scritta finita – continua Tatiana – è stata un’enorme soddisfazione, ma ancor di più è stato vedere come tutti coloro che hanno dato il loro supporto al lavoro l’abbiano fatto veramente con il cuore. In questo tipo di performance è importante il fattore estetico, quindi l’installazione e il video, ma ancora di più la qualità delle relazioni e delle informazioni che questa veicola”. E sicuramente la grande video-installazione alla Biennale canadese saprà attirare le dovute attenzioni sulle problematiche ecologiche che si vivono in ogni parte del pianeta. L’artista indiana spera infatti di arrivare a coinvolgere almeno cento paesi.

Tatiana Villani, veduta dall'alto, 2014

Tatiana Villani, Ho un sogno, veduta dall’alto, 2014
 

“Comunque – conclude Tatiana –  Ho un sogno continua a dare i suoi frutti e io continuo ad andare a raccoglierli. Infatti per quello che è andato a fiore si fa la raccolta del seme e quindi la scritta può andare avanti all’infinito e fino a quando potrà essere di importante supporto alla comunità”.

Maurizio Marco Tozzi

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Giornalista dal 1993, si laurea in Cinema e Immagine Elettronica all'Università di Pisa e si specializza in Net Art e Culture Digitali all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Da anni cura mostre d'arte contemporanea con particolare attenzione alla media art.

1 Comment

  1. Tatiana says: Rispondi

    Grazie mille per l’articolo!
    Non ringrazierò mai abbastanza tutti quelli che hanno creduto nel progetto,
    Shweta Bhattad per aver pensato a me, Mariano Moriconi e Silvina per aver ospitato il sogno , Cristian Fazzini per le foto dal drone, Carlo Iozzi che ha pilotato l’aereo, Chiara Natalini per il montaggio video, Luca Leggero per le musiche originali, Francesca Ippolito per la traduzione inglese, Manuel Perna riprese e foto da terra e Luca Guidi riprese e foto aeree.
    E a tutti quelli che hanno accudito con noi la coltivazione e ci hanno aiutato a produrre i report:
    Ermanno Anselmi, Libero Battaglia, Sara Bonuccelli, Stefania Brandinelli, Sara Dario, Francesco Felici, Daniele Ferrante, Carlo Galli, Marco Giovannetti, Cristina Menchelli, Francesco Palma, Roberto Palma, Roberto Tommasi, Vera D’angiolo, Graziella Canali.
    E infine grazie all’attenzione che ci ha dedicato Maurizio Marco Tozzi.
    Senza anche uno solo di loro il progetto non sarebbe stato lo stesso.
    Tatiana

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