I fasci luminosi di Anthony McCall – Solid Light Works

Anthony McCall, Face to Face 2013

Definita dalla fisica come fascio di radiazioni elettromagnetiche percepibili dall’occhio umano, narrata nella Genesi come uno dei primi atti di Dio, la luce è uno degli elementi fondanti della nostra esistenza che abbia un significato religioso, mistico, scientifico o meno. In questo suo rivaleggiare con il buio, è divenuta, spesso la protagonista indiscussa di opere senza eguali, dominante unica di capolavori senza tempo. Non si può, parlando dell’eterno contrasto tra luce e ombra, non mandare la mente per un istante a Caravaggio e ai suoi quadri dalle scenografie suggestive e teatrali. Ma quando il medium da pittorico diviene analogico, e nella sua evoluzione, digitale, la luce crea effetti inaspettati, fondando la composizione di un’opera sull’esistenza materiale di ciò che sembra essere intangibile. Quando, dunque, un fascio luminoso, proiettato nel buio, inizia a creare volumi solidi nascono i Solid Light Works di Anthony McCall.

L’artista inglese, di base dagli anni Settanta a New York, di ritorno da qualche anno sulla scena artistica contemporanea, è presente, con un’esposizione dedicata alle sue sculture di luce, al LAC di Lugano, il nuovo centro culturale svizzero inaugurato agli inizi di Settembre. Il Lugano Arte Contemporanea propone, infatti, nei suoi spazi multifunzionali dedicati alle arti visive, alla musica e alle arti sceniche, al secondo piano inferiore, una selezione di opere realizzate dall’artista tra il 2003 e il 2013, appositamente ricreate per questa mostra. Celebrando una rinascita, dopo la lunga assenza dalla scena artistica mondiale dovuta al suo impegno nel campo del design, McCall riprende nel 2000 da dove aveva lasciato alla fine degli anni Settanta, mettendosi nuovamente in linea con quel pensiero concettuale che in quegli anni veniva definito Expanded Cinema.

Quattro le opere che dialogano con il buio, Doubling Back del 2003, Meeting you Halfway del 2009, la doppia proiezione Face to Face del 2013 e la versione 2.0 della nota opera Line Describing a Cone realizzata nel 1973 e riproposta nel 2010, lavoro in cui un raggio di luce bianco crea un cerchio luminoso che a sua volta, attraverso una nebbia artificiale, origina un cono con la sua, seppur evanescente, solida presenza. Tutto questo nasce, come afferma l’artista, da un evento, semplice ed efficace, avvenuto nella sua vita mentre era seduto in un cinema negli anni Settanta: la luce emessa dal proiettore creava, attraverso il pulviscolo presente nell’aria, un cono di luce che dava origine sullo schermo alla proiezione cinematografica; ne rimase affascinato tanto da iniziare a realizzare i suoi Solid Light Works. L’interazione dell’osservatore è, poi, parte integrante dello spettacolo artistico, in quanto, immerso nel buio della stanza, avanza seguendo i fasci luminosi, vi passa attraverso e, combattendo con il forte spaesamento visivo, interagisce con essi per realizzare quella che è l’esperienza sensoriale alla base di queste opere. L’esposizione, curata da Bettina Della Casa e visitabile fino a Gennaio 2016, offre, dunque, al visitatore un’esperienza emozionale basata su suggestioni visive e tattili, coinvolgenti.

Solid Light Works. Anthony McCall solo exhibition, curata da Bettina Della Casa.
LAC – Lugano
fino al 31 Gennaio 2016
www.luganolac.ch

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Anthony McCall,Doubling Back2003, computer, QuickTime movie file, videoproiettore, macchina per foschia artificiale, ciclo di 30minuti, Anthony McCall Studio, New York , Veduta dell’esposizione MASI, Lugano2015, Foto Stefania Beretta,Verscio

Anthony McCall, Meeting You Halfway 2009

Anthony McCall, Meeting You Halfway 2009, computer, QuickTime movie file, video proiettore, macchina per foschia artificiale, ciclo di 15 minuti, Vedute dell’esposizione MASI Lugano 2015, Foto Stefania Beretta, Verscio

Anthony McCall, Face to Face 2013-2

Anthony McCall, Face to Face 2013, 2 schermi, 2 videoproiettori, 2 macchine per foschia artificiale, ciclo di 30minuti in due parti, Anthony McCall Studio, New York, Vedute dell’esposizione MASI, Lugano2015, Foto Stefania Beretta, Verscio.

Anthony McCall, Meeting You Halfway (II)2009

Anthony McCall, Meeting You Halfway (II) 2009, computer, QuickTime movie file, videoproiettore, macchina per foschia artificiale, ciclo di 15minuti, Vedute dell’esposizione MASI Lugano 2015, Foto Stefania Beretta, Verscio

Anthony McCall,Doubling Back 2003

Anthony McCall,Doubling Back 2003, computer, QuickTime movie file, videoproiettore, macchina per foschia artificiale, ciclo di 30minuti, Anthony McCall Studio, New York , Veduta dell’esposizione MASI Lugano 2015, Foto Stefania Beretta, Verscio

 

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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