I metodi educativi di Adelita Husni-Bey.

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Adunanza è la prima personale di Adelita Husni-Bey (1985) in un’istituzione italiana. Dieci anni di lavoro raccolti nella Palazzina dei Giardini di Modena attorno agli argomenti principali della pedagogia radicale e delle modalità di formazione del pensiero collettivo.

Con circa cinquanta opere le curatrici Diana Baldon e Serena Goldoni spiegano inoltre la diversità degli approcci dell’artista tramite installazioni, pitture, video, serie fotografiche, carte. È il video Postcard from the Desert Island (2011), posto al centro della sala d’ingresso, a smuovere per primo una corrente d’aria ideologica che s’espande lungo tutto l’edificio, adunando gli spettatori di fronte al conformarsi delle gerarchie sociali in un gruppo di bambini che giocano ai naufraghi su un’isola deserta. S’irradiano i percorsi della mostra nelle sei sale su un doppio livello di veduta, da un lato il sunto della giovane carriera di Husni-Bey, dall’altro i metodi per l’interpretazione delle linee sociali attuali, lasciando abilmente intendere come i colpi dei sistemi educativi imposti sfidino di continuo l’uomo a mettersi in gioco a questo o quel titolo.

Glass Dome e Public Garden sono estratti fotografici di un laboratorio pedagogico commissionato dal MoMa all’interno della serie The Council dove, ad alcuni adolescenti, l’artista ha chiesto di rivoluzionare gli spazi del museo. E, se After the Finish Line (2015) si focalizza sull’origine del desiderio di successo in rapporto all’esperienza dell’infortunio vissuto come fallimento, nella sala successiva, la serie in divenire Encounters on pain (2015) raccoglie le “radiografie” di chi si è sottoposto alla performance individuale fatta di colloqui con l’artista. Riproposta tra l’altro in occasione della mostra, la performance, s’è arricchita di altri sondaggi, se così li vogliamo chiamare, sul rapporto del singolo con il dolore.

I lati perimetrali dello spazio della Palazzina dei Giardini custodiscono inoltre bacheche con pitture e disegni, non secondari rivelatori del legame profondo dell’artista con questi mezzi espressivi. Alcuni sono schizzi preparatori, indagini dei soggetti che metteno in risalto la naturale predisposizione verso questa pratica artistica.

Gli studi sociologici di Adelita Husni-Bey defluiscono nell’interesse per le teorie educative anarco-collettiviste e le pratiche d’insegnamento sperimentali, così che l’artista ottiene dispositivi compositi indispensabili ad affrontare la personale attitudine a procedere direttamente verso il groppo delle questioni attuali. Vediamo quindi come la varietà espressiva, insieme all’ostinazione tematica, vengano schematizzate in una precisa ricognizione della carriera ma anche, e forse questo è il fattore più interessante della mostra, nei possibili ulteriori sviluppi.

Domenico Russo

Info:

Adelita Husni-Bey. Adunanza
a cura di Diana Baldon e Serena Goldoni
9 giugno – 26 agosto 2018
Palazzina dei Giardini
Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2 Modena

1) Adelita Husni-Bey. photo Andrea Artemisio

Adelita Husni-Bey. Foto Andrea Artemisio

2) Adelita Husni-Bey, The council #4, 2018

Adelita Husni-Bey, dalla serie “The Council”, Giardino Comune, 2018 C-print, 142 × 177 cm
Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea, Modica

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