“I pesci non portano fucili”, l’antologica di Alfredo Pirri al Museo MACRO Testaccio

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Lo scrittore di fantascienza Philip Dick (1981) scriveva: “ i pesci non portano fucili”. Questa frase è estrapolata dal testo The Divine Invasion, in cui l’autore immagina una società disarmata e fluida come il mare aperto dentro il quale immergersi e riemergere dando forma ad avvenimenti multiformi. Questo è il punto di riferimento da cui Alfredo Pirri (Cosenza, 1958) è partito per costruire l’antologica al Museo MACRO Testaccio di Roma.

Come i libri dello scrittore statunitense, così anche le opere di Pirri sono caratterizzate da un’inquieta indagine sui temi della realtà e della storia, interpretati attraverso un linguaggio artistico nomade, in quanto vario e sempre diverso. L’esposizione riunisce 50 opere tra le più importanti e significative realizzate dall’artista nel corso della sua carriera dagli anni ‘80 a oggi. In questo periodo l’artista si è cimentato con successo in diversi ambiti creativi: dalla pittura alla scultura, dal video alla performance all’architettura sempre tenendo presente il valore della luce come elemento fondante della sua poetica artistica insieme ad un’interpretazione formale, quasi solida, dello spazio.

La personale dunque, curata da Benedetta Carpi De Resminie e Ludovico Pratesi, ripercorre una parte di questo variegato nomadismo di forme, creando un’immersione dentro al metodo e ai nessi creativi e logici dell’artista. Tra le opere in mostra si segnalano le 144 stampe, frutto di una ricerca sulla tecnica della cianotipia, che consente di realizzare immagini fotografiche off-camera di grandi dimensioni, caratterizzate da intense variazioni di blu. Queste sono il perfetto biglietto da visita di una mostra tutta giocata sulle corde di una coinvolgente perfezione formale e concettuale in cui il colore e la luce sono protagonisti.

La stanza di Penna (ispirata al poeta Sandro Penna) è forse uno dei lavori più intimi e toccanti della mostra. Il lavoro nasce da una suggestione ricevuta dall’immagine della casa di Penna nel film Umano non Umano di Mario Schifano, ed è stato esposto per la prima volta nel 1999 al Palazzo delle Papesse di Siena. L’opera è composta da un piccolo spazio affollato di libri di cartone, dipinti a vernici fosforescenti che riflettono una luce multicolore. Le copertine sono poggiate a terra in un ambiente completamente grigio; la composizione suggerisce la forma di una città vista dall’alto in una penombra tardo-pomeridiana. Unica fonte d’illuminazione è una lampadina in una piccolissima campana di cristallo che pende dal soffitto.

Acque (2007) e Arie (2007) sono opere che l’artista ha concepito all’interno di un programma di “Arte e medicina” a cui è stato chiamato a collaborare da Marina Engel nel 2007 per l’ospedale romano di Santo Spirito in Sassia. Arie è un montaggio di piume su supporto di plexiglas, congegnato in modo da riflettere la luce e il colore luminescente. L’uso delle vernici colorate e riflettenti sono uno degli elementi caratterizzanti e ricorrenti nel lavoro di Pirri. Queste conferiscono un carattere naturalistico alle sue opere, ottenuto grazie a un cromatismo vivace e primaverile. Le piume bianche, spiega l’artista, vengono distribuite e dipinte sul retro affinchè il colore appaia in trasparenza. Le Acque, invece, sono l’emblema di un mondo evanescente, abitato da meduse leggere e luminose: “ Queste forme suggeriscono l’idea di galleggiamento, di corpi galleggianti; si può dire che le meduse ricordino i corpi dei bambini, quelli dispersi nel Mediterraneo”, confessa Pirri.

Riappare, infine, Passi, opera in cui emerge la relazione tra uomo e materia. Si tratta di un’installazione site specific costituita da pavimenti di specchi che si frantumano sotto i passi dell’artista e dell’osservatore, creando narrazioni deformate che promuovono una dialettica con lo spazio circostante. Lo specchio assume per Pirri la valenza di una soglia tra il reale e il fantastico, ma non solo: esso ha anche la funzione di generare forme, è come una tela su cui agisce lo spettatore stesso, contribuendo a creare nuove immagini, distruggendone altre.

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Alfredo Pirri, I Pesci non Portano Fucili, Veduta dell’installazione, MACRO Testaccio, Roma 2017

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Alfredo Pirri, I Pesci non Portano Fucili, Veduta dell’installazione, MACRO Testaccio, Roma 2017

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Alfredo Pirri, I Pesci non Portano Fucili, Veduta dell’installazione, MACRO Testaccio, Roma 2017

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