I territori dello spirito di Kenro Izu al Foro Boario di Modena

Kenro Izu Angkor #26, Cambodia, 1993 dalla serie “Sacred Places” stampa ai pigmenti, 72x102 cm courtesy l’autore

Contemplazione. In questa parola si può contrarre l’universo infinito del fotografo giapponese Kenro Izu. Il suo sguardo attento rivela una visione meticolosa e paziente del mondo che lo circonda, un guardare delicato che sembra accarezzare i luoghi immortalati, e immortali, nelle sue opere. La quiete che traspare non può che infondersi anche allo spettatore che si pone in un atteggiamento meditativo.Territori dello spirito ci permette di ammirare il lavoro di Izu e di rimanere con il fiato sospeso, guardando con i suoi occhi. L’esposizione ospitata negli Spazi del Foro Boario di Modena e curata da Filippo Maggia, infatti, ripercorre la magistrale carriera del fotografo dagli albori del primo viaggio in Egitto nel 1979, fino agli ultimi progetti. Proprio il misterioso e affascinate territorio egiziano, ammirato a lungo nelle opere del fotografo inglese Francis Frith (1822-1898), ha fatto nascere in lui la voglia di documentare le tracce lasciate dall’uomo nel mondo nel costante tentativo di protendersi verso il divino. Ha origine, così, la serie Sacred Places, lavoro arricchitosi, in un arco di circa trentanni, d’immagini senza tempo, sospese e cristallizzate nell’attimo: Sakkara, Stonehenge, El Tajin in Messico, Angkor in Cambogia. Luoghi potenti e mistici che si lasciano scoprire, rivelando tutta la loro grandezza.

La mostra modenese organizzata dalla Fondazione Fotografia Modena, si propone, dunque, come una visita intima a questi luoghi a cui si uniscono le fotografie delle serie Bhutan Sacred Within e Indian Prayer Echoes, serie quest’ultima che vede delinearsi nuovi protagonisti: non più, o meglio non solo, luoghi sacri immersi nel silenzio dell’assenza dell’uomo ma uomini e donne che, colti spesso nel momento di raccoglimento in preghiera, divengono il fulcro espressivo dell’opera.

Nel percorso professionale, ma soprattutto esistenziale, di Izu, l’atto del vedere e del fotografare divengono inscindibili sin dal primo momento in cui entra in contatto con questa tecnica durante alcuni esperimenti scientifici al microscopio, fatti in giovanissima età, approfondendola, poi, dal 1969 con i corsi di arte e fotografia della Nihon University di Tokyo. Nelle sue opere non si può non notare l’influsso dei grandi maestri come Alfred Stieglitz e Irvin Penn, ma è soprattutto il lavoro di Paul Strand che lo segna particolarmente. È proprio dopo aver visto alcuni scatti dello statunitense che Kenro Izu decide di avvicinarsi alla stampa ai sali al platino, tecnica che gli permette, attraverso la stampa a contatto diretto con il negativo, di ottenere immagini nitide e contorni ben delineati senza perdere il fascino sospeso dei luoghi fotografati. Il grande formato, ottenuto attraverso l’uso di un particolare banco ottico contenete negativi 35 x 50 cm e del peso di 90 kg, contribuisce a rendere ancor più suggestivo il risultato. Pazienza, attesa e precisione: questo è ciò che caratterizza l’intera produzione del fotografo nipponico.

Spiritualità al Foro Boario di Modena, ma non solo. Mimmo Jodice, altro grande nome della fotografia contemporanea internazionale, farà da controparte con Arcipelago del mondo antico: cinquanta scatti, alcuni inediti, dedicati al Mediterraneo e ai protagonisti che lo hanno animato nei secoli. Ma se ancora non dovesse bastare, l’offerta della Fondazione Fotografia si arricchisce di un’ulteriore proposta: è possibile, infatti, visitare in contemporanea alle due esposizioni personali, la rassegna fotografica Fotografia de Los Andes 1890-1940 dedicata al Perù e alla sua cultura. (leggi della rassegna qui)

Territori della Spirito
Kenro Izu Solo Exhibition
a cura di Filippo Maggia
Foro Boario – Modena
12 Settembre 2014 – 11 Gennaio 2015
www.fondazionefotografia.org

Kenro Izu Taksan #131, Bhutan, 2003 dalla serie “Bhutan Sacred Within” stampa al platino, 51x107 cm courtesy l’autore

Kenro Izu Taksan #131, Bhutan, 2003 dalla serie “Bhutan Sacred Within” stampa al platino, 51 x 107 cm.Courtesy l’autore

Kenro Izu Angkor #26, Cambodia, 1993 dalla serie “Sacred Places” stampa ai pigmenti, 72x102 cm courtesy l’autore

Kenro Izu Angkor #26, Cambodia, 1993 dalla serie “Sacred Places” stampa ai pigmenti, 72 x 102 cm, Courtesy l’autore

Kenro Izu Angkor #79, Cambodia, 1994 dalla serie “Sacred Places” stampa al platino, 35,5x51 cm courtesy l’autore

Kenro Izu Angkor #79, Cambodia, 1994 dalla serie “Sacred Places” stampa al platino, 35,5 x 51 cm. Courtesy l’autore

Kenro Izu Kailash #75, Tibet, 2000 dalla serie “Sacred Places” stampa ai pigmenti 72x102 cm courtesy l’autore

Kenro Izu Kailash #75, Tibet, 2000 dalla serie “Sacred Places” stampa ai pigmenti 72 x 102 cm. Courtesy l’autore

Kenro Izu Golden Rock #39, Burma, 1996 dalla “Sacred Places” stampa al platino, 35,5x51 cm courtesy l’autore

Kenro Izu Golden Rock #39, Burma, 1996 dalla “Sacred Places” stampa al platino, 35,5 x 51 cm. Courtesy l’autore

The following two tabs change content below.

Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

Ultimi post di Alessia Cervelli (vedi tutti)

Rispondi