Ice Watch Paris: Olafur Eliasson

Ice floating in Nuup Kangerlua, Greenland Photo    Jørgen Chemnitz © 2015 Olafur Eliasson

Le più importanti nazioni del mondo discutono a Parigi sul disastro climatico, cercano soluzioni ai danni che le loro stesse politiche hanno favorito e che continuano a favorire. Contemporaneamente nello stesso luogo, in piazza del Pantheon, Olafur Eliasson situa dodici blocchi di ghiaccio come già avvenne nel 2014 a Copenaghen.

Il progetto in collaborazione col geologo Minik Rosing, ha avuto inizio quando i pezzi da quasi cento tonnellate complessive sono stati estratti dai sommozzatori e dai lavoratori del Royal Arctic Line da alcuni iceberg in un fiordo di Nuuk, Groenlandia e poi trasportati in sei contenitori freezer in Danimarca e in seguito a Parigi con camion refrigerati.

Dovevano essere installati in piazza della Repubblica il 29 novembre ma dopo gli attacchi terroristici, il governo ne ha modificato sede e data. La disposizione a orologio indica l’effettivo scorrere del tempo, segnato dal disfacimento dei blocchi di ghiaccio, un campione preciso di quella porzione di calotta artica che ogni attimo si scioglie inesorabilmente e più velocemente di quanto mai sia accaduto in altre ere.

Nella città scioccata, Parigi, s’innalza un memoriale all’Artico, uno spazio d’incontro tra natura e gente, dove le persone possono muoversi toccando il ghiaccio, (seppur la più diffusa azione di contatto e avvicinamento pare sia il selfie…). Possono ruotarci in mezzo o rimanere in silenzio dentro una parte di natura tolta dal suo contesto, ma non per questo privata del medesimo destino di prematura scomparsa.

A pochi passi dalle grandi nazioni riunite in Cop21, piomba Ice Watch Paris col suo ciclo naturale forzato; i monoliti evanescenti e pesanti, splendidi nel bel mezzo del Summit sono il frutto di un atto sentito, che invita tutti ad agire per la salvaguardia del nostro mondo. “Siamo tutti parte del ‘noi globale’; dobbiamo tutti lavorare insieme per garantire un clima stabile per le generazioni future” dice Eliasson.

Questa è la base dell’ampio progetto Artists 4 Paris Climate 2015, che mira a smuovere l’attenzione sul problema del clima attraverso interventi pubblici di artisti di tutto il mondo. Olafur Eliasson induce alla contemplazione del mondo naturale, basti pensare al sole dentro la Tate Modern, ma spostando la prospettiva su un’arte che avvicina la persona al punto tale da raggiungerne il corpo e insieme, la coscienza. Sentire il ghiaccio sulla propria pelle può essere la prima fase di un mutamento di percezione, l’utile strumento per un cambiamento sociale necessario.

icewatch- Place du Panthéon, Paris, 2015.Icewatch- Place du Panthéon, Paris, 2015.

Place du Panthéon, Paris, 2015.
 Place du Panthéon, Paris, 2015. 
imageLoading ice at Nuuk Port and Harbour, Greenland Photo Group Greenland © 2015 Olafur Eliasson
 Loading ice at Nuuk Port and Harbour, Greenland Photo Group Greenland © 2015 Olafur Eliasson

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