Il colore è spazio. Stanley Whitney alla Lisson Gallery

JackReimsCourtesyLissonGallery_3

Stanley Whitney è protagonista con le sue opere alla Lisson Gallery di Milano, in via Zenale 3. Nato nel 1946 a Philadephia attualmente vive e lavora tra New York e Parma. Pittore e professore, esplora le possibilità formali del colore all’interno di griglie in continuo movimento in una composizione di campionature di colore delineate da tre o cinque bande orizzontali che attraversano la tela solitamente quadrata. I disegni sono magnetici, sviluppati tra griglie e blocchi di cromatismi primari, secondari e terziari, destabilizzano la griglia stessa, e dalle pareti bianche le tele esplodono di brillantezza a rinnovare e affermare la potenza dell’astrazione.

Whitney Esplora gli spazi emozionali e filosofici del colore come un entomologo gli insetti, scrive l’artista: “il colore è sempre stato una questione di spazio per me.” Equilibrio e minimalismo nei suoi lavori arrivano da altri mondi: poesia, letteratura, la musica jazz. Nelle sue opere astratte inserisce ciò che osserva e vede in artisti a lui vicini da Goya, a Cézanne, a James Brown… L’approccio non è solo estetico ma emozionale, esordisce da ritmi compositivi, e i colori uniti a forme e segni creano un’atmosfera di spazi che si insinua nei colori stessi. Osservando le sue tele da lontano si ha l’impressione di essere davanti a una vera e propria struttura architettonica: mattone su mattone, piastrella  accanto all’altra, le osservazioni sul Colosseo e il Pantheon a Roma, poi le piramidi e i templi in Egitto, dove il colore si amplia creando reti di connessione in sequenze verticali e orizzontali. Avvicinandosi la griglia appare invece irregolare e ogni blocco è come se rappresentasse uno stato d’animo diverso, dipinti che possono avere variazioni inesauribili attraversati  spesso dal flusso della musica, quasi poesie o canzoni vibranti di energia. A prima vista la reazione è quella di trovarsi di fronte a dipinti tutti uguali e proprio questo incoraggia lo spettatore ad avvicinarsi per guardare da vicino, a notare le pennellate e la superficie. Capire in che modo i colori possano cambiare e sembrare completamente diversi a seconda della vicinanza di altri colori.

Whitney, con una qualità tattile del pennello unica segue il colore; per lui esso non è qualcosa di controllato ma è qualcosa in piena libertà, è un’opportunità che dà modo di elaborare le esperienze del mondo attraverso la pittura. I suoi lavori sono come un battito e un ritmo proprio come la musica, una chiamata e una risposta. Scrutando i suoi dipinti ci si accorge della presenza di giochi di trasparenze e stratificazione, colori moderni e unici che rendono il dipinto protagonista della parete su cui è appeso. A primo acchito, banalmente, sembra di approdare in uno spazio, circondati da cubi di Rubik, ma solo vivendo le opere e lasciandosi cullare ci si ritrova in un pianeta dove il colore né è padrone nelle mani di un’ artista che non si spaventa a lasciarsi guidare da esso.

Lisson Gallery
Via Zenale 3, 20123 Milano, Italia
2 ottobre- 13 novembre 2015

Stanley Whitney, Rare Bird, 2014, Oil on linen. CourtesyLissonGallery. (3)

Stanley Whitney, Rare Bird, 2014, Oil on linen. Courtesy Lisson Gallery

Stanley Whitney, Goya Red 2014, Oil on linen. CourtesyLissonGallery (5)

Stanley Whitney, Goya Red 2014, Oil on linen. Courtesy Lisson Gallery 

JackReimsCourtesyLissonGallery_5

Stanley Whitney, Paintings, Installation view, Jack Reims Courtesy Lisson Gallery

 

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