Il gesto della della luce: Ann Veronica Janssens

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La lunga e continua collaborazione tra Ann Veronica Janssens e l’IAC, dà voce alla personale in corso, curata dalla direttrice Nathalie Ergino, aprendosi nel tempo della mostra, al dibattito teorico-artistico con interesse a discutere la relazione psico-percettiva tra uomo e cosmo, come per lo spazio L’Espace Cervau/Laboratory Space Brain.

Con una citazione al lavoro di Mies van der Rohe, il percorso artistico di Janssens si articola come una riflessione delle potenzialità della materia-luce in relazione allo spazio, infiltrandosi, tra i pieni e i vuoti del visibile secondo una matrice scultorea, come per l’opera fondamentale Representation d’un corp rond, 1996-2001, in cui il corpo umano è inserito nella proiezione di un cono di luce. La mostra allo IAC è pensata intorno all’opera in continua metamorfosi Cabinet en croissance, 1991-2006/2008/2009/2013, dove da un nucleo originario in cui si contano sette modelli scultorei tra cui il Test per il Teatro Nazionale di Bruxelles, si aggiungono altri 11 prototipi pensati per lo IAC dal 2013, esponendo il processo del fare artistico, inteso come un assemblage materico e scultoreo in continua espansione. ‘Immersione’ è la parola chiave per fare esperienza dei lavori di Janssen, ripensando la percezione attraverso i processi metamorfoci della materia e le temporalità multiple.

Un gesto di luce apre la mostra – Untitled (White Glitter), 2017 – infiltrando lo spazio del white-cube attraverso un tessuto materico che, oscillando tra l’effimero e la gravità, si libera dalla forma per concentrarsi sulla percezione della luce. Così come per questo elemento, Janssens lavora interrogando i limiti della materia intangibile come per l’aria e l’acqua, le cui superfici si attraversano nel percorso espositivo. Con la scultura Untitled, 2017, Janssens chiede di ripensare il linguaggio minimalista, come se oltre alla composizione geometrica, si estraesse luminosità dalla gravità di un blocco di granito. La scultura esplora la proiezione attraverso la forma installativa nei lavori Sans titre, 2015, Glitters, Spray#3, 2012, Evian 3, interrogando la classica relazione tra luce e colore, mediate dalla tecnologica e dell’uso artificiale della materia. Partendo dalla densità del colore, il fenomeno di dispersione della luce si articola nello spazio attraverso aloni, vibrazioni e intensità, facendo del gesto artistico uno strumento politico per l’esperienza dell’opera, raggiungendo il culmine dell’espressione attraverso differenze, esplosioni e gestualità. Come una sospensione astratta, l’installazione Mukha, Anvers, 1997, si pone al centro del percorso espositivo chiedendo allo spettatore di abitare l’atmosfera di uno spazio di nebbia artificiale. Come già proposto da Goethe, l’opera di Janssens intende catalizzare tutte le diverse e possibili variazioni cromatiche attraverso la densità del bianco, che simultaneamente agisce quale punto-zero della visione, per favorire un’esperienza aptica, palpabile ed affettiva della luce.

L’esplorazione dei fenomeni luminosi continua alla ricerca di nuovi aspetti percettivi oltre lo spettro del visibile, come per l’iconica opera Rose, 2007, in cui la forma scultorea si espande nello spazio in modo plastico, enfatizzando i vettori di dispersione attraverso la luminosità di un blu artificiale che simula la fibra ottica; simultaneamente, l’asimmetria della visione chiede di ripensare la percezione attraverso il movimento. I fenomeni ottici e luminosi sono esplorati all’interno del meccanismo della scultura, infiltrando materia, forma e spazio secondo le dinamiche di diffrazione. Infiltrandosi tra la grana della materia, la pratica di Janssens si concentra sull’apparente trasparenza della luce, rendendo visibile le dinamiche dell’attraversamento dei piani di luce: la rigida composizione del vetro diventa materia duttile, interessando non la rappresentazione e l’esperienza – la serie di glass container Untitled, 2017, e May, 2013, June, 2011-2013. Il processo raggiunge l’astrazione nella serie di pannelli di grande formato che ripensano l’immagine pittorica esplorando la traslucenza dell’immagine attraverso la dispersione libera tra filtri di luce e colore – la serie Magic Mirror, 2012-2014, CL2 Blue Shadow, 2015-2016, CL9 Pink Shadow, 2016, CL9GN35 Sunset Bright Green, 2016. L’ultimo gesto materico dell’artista vuole essere un omaggio al Sole, che, oltre la rappresentazione geometrica, recupera nell’opera di Janssens, un aspetto sensibile e materico, come un’esplosione di forze creatrici – Untitled (Pink Glitter), 2016.

La mostra si conclude attraversando lo spazio del Cabinet en croissance, 1991-2006/2008/2009/2013, immergendo lo spettatore nel processo stesso del fare artistico. Si capisce bene l’interesse dell’artista a esplorare la natura della luce e delle sue proprietà, riflettendo degli aspetti evolutivi, generatrici, corporei e affettivi. I più recenti lavori di quest’assemblaggio compositivo, si rivolgono alla ricerca della luce cosmica, confrontando l’esperienza soggettiva con le dinamiche del sistema solare, ripercorrendo idealmente il viaggio che attraversa la luce nell’atmosfera – Petite danse avec l’étoile (Jupiter), 2008, Looking For The Pole Star, 2008. La pietra miliare dell’artista è rappresentata da Aerogel, 2003, ovvero il prototipo per un nuovo materiale artistico composto dal 99,5 – 99,9% d’aria. Janssen conferma così l’interesse a ricercare la leggerezza della materia, attraverso gesti di luce e aria.

Ann Veronica Janssens
Institut d’Art Contemporain (IAC), Villeurbanne/Rhône-Alpes
A cura di Nathalie Ergino
Assistant curator Magalie Meunier
24 Marzo – 7 Maggio 2017

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Ann Veronica Janssens, Untitled (Blue Glitter), 2015. Vue de l’exposition au S.M.A.K., Gand, Belgique, 2015. Courtesy de l’artiste © Dirk Pauwels

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Ann Veronica Janssens, Pink bar, 2013, Magic Mirrors (Green & Pink#2), 2015. Vue de l’installation à la Galerie Esther Shipper, Berlin, 2015. Courtesy de l’artiste et Esther Schipper, Berlin, Allemagne © Andrea Rosetti

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Ann Veronica Janssens, Cocktail Sculpture, 2008. Vue de l’exposition à l’Espace de l’art Concret, Mouans-Sartoux, France. Courtesy de l’artiste et la Galerie Kamel Mennour, Paris © François Fernandez

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Ann Veronica Janssens, Cabinet (en croissance), 2001-2008. Vue de l’exposition Collection(s) 08, du 8 février au 13 avril 2008, Institut d’art contemporain, Villeurbanne/Rhône-Alpes

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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