Il materiale onirico di Thomas Köner

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Capita raramente, durante le festività natalizie, di poter trovare un po’ di riparo dalle lucine scintillanti e dalle canzoni ricorrenti che accompagnano il nostro sontuoso ritorno alle tradizioni. Per fortuna, questo Natale, Città Sant’Angelo ci ha offerto uno splendido regalo: La mostra Topografia del vuoto di Thomas Köner al Museolaboratorio.

Thomas Köner (Bochum, 1965) è un’artista e musicista tedesco con alle spalle ben 25 anni di carriera. Caposcuola della musica ambient, figura di riferimento per la musica techno, lavora da sempre con vari media combinando installazioni visive alla sua ricerca musicale. I suoi lavori sono esposti al Pompidou di Parigi e al Museo d’Arte Contemporanea di Montreal. Tra i suoi ultimi album c’è Novaya Zemlya in cui combina elementi elettronici a strumenti più tradizionali. Topografia del vuoto, la sua mostra al Museolaboratorio, è materiale onirico puro. 

Freud, nel suo Interpretazione dei sogni, per spiegare la matrice più comune dei nostri sogni porta come esempio il caso della Kontuszówka. La Kontuszówka è un’acquavite polacca che uno dei suoi pazienti continua a sognare senza, però, averne mai sentito parlare. Di lì a poco il paziente si rende conto che, nella strada in cui era costretto a passare da qualche tempo, campeggiava un enorme cartellone pubblicitario della Kontuszówka. Ecco dove aveva trovato il materiale onirico per articolare i suoi sogni. Ciò che sognamo coincide spesso con ciò che abbiamo già visto e vissuto, il più delle volte, senza accorgercene nemmeno. I video di Thomas Köner sono la nostra Kontuszówka, il nostro materiale onirico.

Scenari, tragitti, luci, palazzi e vuoti. Mutevoli, misteriosi, ma ragionati. Con la loro sola presenza rievocano mille presenze già vissute, già trascorse, passate senza far rumore nelle nostre vite. La poesia di Köner ci mette in imbarazzo, ci costringe a vivere spudoratamente quei momenti ai quali, spesso, lasciamo poco spazio. Quei rari attimi in cui il nostro sguardo si perde e volutamente evita la messa a fuoco, vagando nella dissolvenza delle immagini sfocate che riesce a creare.

In un mondo globalizzato che guarda all’immediatezza della comunicazione è sempre più difficile incontrare la riflessione, la concentrazione, la dissolvenza ragionata e allo stesso tempo spensierata, come quella racchiusa nelle opere audio visive di Köner. Un allestimento che è a sua volta opera in cui perdersi e alienarsi rappresenta un privilegio, oltre che un gran piacere.

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Thomas Köner, Suburbs of the Void, 2004

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Thomas Köner, La Barca, 2009

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Thomas Köner, Suburbs of the Void, 2004

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Thomas Köner, Novaya Zemlya, 2012

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Thomas Köner, Novaya Zemlya, 2012

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Alberta Romano

Alberta Romano (Pescara, 1991) è laureata in Storia dell'Arte all'Università di Roma la Sapienza e in Pratiche Curatoriali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Vive a Milano dove lavora come curatrice stabile per t-space, social-media manager di Artshell e contributor per Juliet Art Magazine. E' tra gli studenti di CAMPO16, il master curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e ha precedentemente collaborato come assistente per la Galleria Chert di Berlino, per Claudio Guenzani e per Viafarini DOCVA a Milano.

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