Il Museo del Metaverso

Una veduta del Museo del Metaverso, design Elif Ayiter

Il Museo del Metaverso cambia look e inaugura la sua nuova sede nella piattaforma “Craft World”. Stiamo parlando di una struttura non presente nella vita reale, ma di uno spazio che da anni accoglie artisti di tutto il mondo che realizzano le proprie opere in un ambiente virtuale. Il Museo del Metaverso venne fondato da Rosanna Galvani in arte Roxelo Babenco nel 2007 all’interno del famoso Second Life.

Durante i cinque anni di permanenza ha ospitato numerose mostre e performance, e realizzato importanti progetti in collaborazione fra gli altri con Paolo Valente, Laszlo Oerdoegh, Josina Den Bruger. Oggi ha deciso di rinnovarsi e spostarsi definitamente nella piattaforma Open Sim “Craft World”. La nuova architettura del Museo è stata realizzata dalla designer e docente universitaria turca Elif Ayiter. “Vorrei che il Museo del Metaverso – spiega Rosanna Galvani – tornasse ad avere la medesima vocazione degli albori, quando, nel lontano 2007, era luogo d’incontro e di scambio di conoscenze. Ogni artista, almeno quelli più autentici, metteva in condivisione i risultati raggiunti nell’elaborazione degli script, o nella conoscenza dell’editor del programma per accedere al mondo parallelo. La realizzazione di questo mio auspicio dipenderà in larga misura dalla qualità delle persone, ma so già, per conoscenza diretta, che la predisposizione ad accogliere e a condividere è presente in tutti gli artisti che hanno accolto il mio invito”.

Dopo il boom dei primi anni l’attenzione sulle piattaforme virtuali come Second Life è molto calata, come pensate di attirare nuovamente il pubblico?
“Il Museo del Metaverso, dal 2015 ha corretto la sua mission rivolgendo la sua attenzione al web e al mondo fisico. Pertanto, il Museo, oltre che luogo da visitare e da esplorare per la bellezza della struttura e delle opere che vi si espongono, sarà un laboratorio dove creare iniziative, eventi, performance da mostrare nel mondo fisico, mediante un’operazione crossmediale, attraversando i vari media con l’utilizzo del network di cui si dispone”.

Quindi una creatività senza confini?
“Certamente, ormai non c’è più una barriera. La parola Museo nel nostro caso potrebbe apparire come una contraddizione, trattandosi di uno spazio espositivo situato in un mondo parallelo; eppure il Museo non è soltanto contenitore di opere dell’ingegno, ma anche d’iniziative culturali, d’incontri fra culture, d’idiomi ed espressioni artistiche; qui l’arte fisica e l’arte digitale s’incontrano in un connubio, fatto di collaborazioni e scambi culturali. Sdoganare questa forma d’arte virtuale fa parte della nostra vita. Infatti non si parla più di new media art, ma di media art. Il virtuale è un laboratorio dove portare poi nella real life le opere. Speriamo in seguito di aprire anche una galleria”.

L’inaugurazione del nuovo Museo del Metaverso avverrà il 7 marzo alle ore 21.30 e sarà trasmessa in streaming sul web. All’happening interverranno Elif Ayiter e Mario Gerosa saggista ed esperto di mondi virtuali e curatore di “Rinascimento virtuale”, la prima esposizione sull’arte di Second Life realizzata in un museo, allestita nel 2008 al Museo di Storia Naturale di Firenze. Tutte le informazioni le potete trovare sul sito http://www.museodelmetaverso.org/.

Una veduta del Museo del Metaverso, design Elif Ayiter

Una veduta del Museo del Metaverso, design Elif Ayiter

Paola Mills, installazione

Paola Mills, installazione

Mistero Hifeng, installazione

Mistero Hifeng, installazione

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