Il Parco Museo Sant’Anna del Furlo. Land Art tra Conservazione e Restauro

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Il volume Il Parco Museo Sant’Anna del Furlo. Land Art tra Conservazione e Restauro, a cura di Andreina De Tomassi ed Elvio Moretti, edito da Aras, nasce dal proficuo e quanto mai necessario confronto interdisciplinare tra diversi specialisti, che, con impegno, creatività e professionalità, hanno saputo coniugare l’arte contemporanea e le sue esigenze conservative e di restauro con l’informatica e l’avanguardia tecnologica. Il libro nasce per raccontare l’iniziativa di land art avviata dalla Casa degli Artisti nel 2010, a Sant’Anna del Furlo, nei pressi di Fossombrone, dove artisti di provenienza nazionale e internazionale furono chiamati a realizzare un’opera da lasciare in esposizione nel Parco-Museo. Il progetto fu descritto per la prima volta nel 2012 nella tesi di laurea della studentessa Lorenza Bagnarelli, supportata dal collegio universitario della Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino e dal Prof. Elvio Moretti, impegnato da allora a mappare tutte le opere esposte e a dotarle di GIS e QRcode.

L’iniziativa, avviata da Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, è dettagliatamente descritta nell’introduzione e nel primo capitolo del volume, ben inserita nel contesto culturale e storico-artistico, nazionale e internazionale, che ha generato e diffuso la land art. Il progetto nasce per il Parco-Museo Sant’Anna del Furlo, un piccolo borgo medievale nella provincia marchigiana di Pesaro-Urbino, dominato dalla Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, attraversata dal fiume Candigliano, che scorre tra le pareti rocciose del Monte Paganuccio e del Monte Pietralata. Non è tralasciata, nell’attenta e accurata descrizione del luogo, la storia costruttiva delle gallerie, a partire dalla prima, realizzata lungo il tracciato della via Flaminia, sfida dell’ingegneria romana, e della diga, fabbricata in calcestruzzo nel 1920. Questo il contesto in cui è collocata la Casa degli Artisti, composta da sei appartamenti, prima utilizzati dal personale della centrale idroelettrica, ora ritrovo culturale e luogo di nascita delle cinque edizioni del progetto Land Art al Furlo.

Il terzo capitolo è dedicato alla descrizione, molto dettagliata, degli strumenti informatici e delle nuove tecnologie applicati al campo dei beni culturali. Si parte dal GIS, Geographic Information System, uno strumento digitale che permette di georeferenziare luoghi, elementi e oggetti, e che, nel caso specifico, ha permesso di georeferenziare, mediante GPS, le opere di land art e di collocarle geograficamente all’interno del Parco-Museo. I dati risultanti, trasferiti automaticamente nelle tabelle relazionali di un database, insieme agli attributi aggiuntivi, risultano fruibili anche da un utente non esperto. Il sistema di informatizzazione dei Geositi, la carta fondamentale di uso del suolo, elaborata nell’ambito della metodologia Biohab, e i rilevamenti effettuati tramite GPS nell’area del Parco-Museo hanno consentito l’esame del contesto territoriale-ambientale, l’eterogeneità del paesaggio, il rilevamento e il monitoraggio dell’habitat in cui le opere sono collocate. Per la sistematizzazione di queste informazioni è stato scelto il Personal Geodatabase di ArcGIS 10, software closed source, e ArcMap per lo sviluppo del progetto. Le opere d’arte e i dati a esse collegati, raccolti nelle schede OAC (Opere di Arte Contemporanea), predisposte dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono stati gestiti tramite l’utilizzo di ArcGIS e Microsoft Access, due software con caratteristiche differenti ma capaci di funzionare in sinergia. Infine, il sistema di QRcode è stato utilizzato per la presentazione delle installazioni al visitatore, attraverso schede contenti non solo la descrizione dell’opera, ma anche foto, mappe, indicazioni geografiche, carte tematiche 3D e altro materiale utile alla comprensione della collezione e del contesto espositivo. Questo progetto, lungo e complesso, sia nella sua ideazione che nella sua realizzazione, rappresenta, come ben illustrato nel quinto capitolo del volume, una proposta concreta per la valorizzazione e la conservazione della land art, inserita nel più ampio ambito della ricerca di una nuova metodologia per la conservazione e il restauro dell’arte contemporanea.

Attraverso brevi descrizione delle opere esposte nel Parco-Museo Sant’Anna del Furlo, i curatori del volume sono riusciti a fornire una panoramica delle complesse problematiche di questi lavori, dalla manutenzione al restauro, affrontate durante l’elaborazione e la sperimentazione del progetto, segnalando, al tempo stesso, la necessità di conoscere e rispettare le volontà degli artisti, preservando le profonde poetiche delle loro installazioni. Una sezione finale, sintetica ma utile, è dedicata alla legislazione, con approfondimenti nel campo della tutela dei beni comuni, del diritto d’autore e del restauro. Chiude il volume la descrizione della Carta del rischio, di responsabilità scientifica dell’IsCR, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, sistema di sperimentazione e ricerca sul territorio, per la conoscenza sul rischio di danno dei beni immobili.
In conclusione, aldilà dell’innegabile buona qualità del volume, uniforme e ben equilibrato, il punto di forza del progetto, sia culturale e di ricerca che editoriale, è l’incontro tra la filiera artistica, quella informatica e quella naturalistica, con lo scopo di seguire l’opera dal momento della sua creazione fino alla sua conservazione, nel rispetto della sua poetica, delle sue qualità fisiche ed estetiche, conoscendo e considerando le caratteristiche dell’habitat espositivo e dei rischi da esso derivanti. Grazie al proficuo utilizzo dei sistemi informatici, la sistematizzazione di questo materiale può rendere più agevole il processo valutativo e decisionale, e più facilmente consultabili le informazioni raccolte. In quanto resoconto, seppur sintetico, di questo progetto, il libro raccoglie e fa propri questi punti di forza, attraverso un’attenta descrizione dei passaggi più salienti dell’iniziativa.

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3-Nedda-Bonini,-Andrea-Pavinato,-L'abbraccio,-2012.

Nedda Bonini, Andrea Pavinato, L’abbraccio, 2012.

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Annalisa Ferraro

Storica dell'arte, specializzata nella valorizzazione e conservazione dell'arte contemporanea.

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