Il riso abbonda sulla bocca dell’arte

Winshluss, Il y a 5000 ans disparaissaient les dinosaures, 2010. Foto di Marie Raffeneau

Sorridi e il mondo riderà con te, Ella Wilcox

L’Art chemin fasaint approda alla sua sedicesima edizione: il piccolo atelier Bretone, sotto la guida del direttore Alexandre Roccuzzo, ci sottopone a una mostra in cui il ridere fa da padrone. Co-curata da Léo Guy-Denacy, la mostra ci trasporta in un universo del tutto inusuale, in cui la risata viene spesso provocata dall’assurdità delle opere e della loro presentazione. 

Winshluss, Il y a 5000 ans disparaissaient les dinosaures, 2010. Foto di Marie Raffeneau

Winshluss, Il y a 5000 ans disparaissaient les dinosaures, 2010. Foto di Marie Raffeneau.
 

Il percorso si mescola in un insieme d’assenze e presenze, di risate e silenzi in cui il visitatore a tratti è spinto; un’immersione che sembra quasi un’apnea, in cui ciò che con evidenza emerge è il silenzio. Un percorso d’arte contemporanea, organizzato su diverse sedi, allestito in questo piccolo villaggio bretone in cui le opere dialogano con il paesaggio, evocando uno stato di stranezza divertente. Obbligati a immergersi nella tradizionale campagna bretone, si riemerge successivamente in un insolito panorama contemporaneo, e si potrebbe quasi pensare che l’arte “faccia a cazzotti” con l’ambiente. Ma non è così. L’allestimento gioca sulla sottile linea che divide il divertente e l’assurdo, rendendo il percorso in alcuni punti così fuori dal comune da essere divertente.

Grégoire Motte, Ehcatop etamot, 2014. Foto di Marie Raffeneau

Grégoire Motte, Ehcatop etamot, 2014. Foto di Marie Raffeneau.   
 

Sono stati scelti venti artisti, venti personalità estremamente diverse che hanno saputo presentare i molteplici aspetti del ridere. Un’esposizione che senza dubbio potrebbe essere collocata in una sorta di retrospettiva della risata attraverso lo sguardo dei volti dell’arte contemporanea. Si scivola velocemente dalla risata isterica a quella auto-ironica, da quella folle a quella immediata, e l’elemento sorpresa è sempre vivo all’interno delle sale: le passeggiate into the wild che il percorso porta a seguire per raggiungere le altre sedi dell’esposizione ci permettono di riflettere in un religioso silenzio sul vero significato dell’opera. 

Jean-Louis Costes, Fou Rire, 2014. Foto di Marie Raffeneau

Jean-Louis Costes, Fou Rire, 2014. Foto di Marie Raffeneau. 
 

Si ride, ma è una risata fragile e temporanea, così assurda da catapultarci subito in una triste e drammatica realtà. L’assurdo regna lungo questa passeggiata di campagna e ci ricorda un po’ i caratteri dei personaggi Pirandelliani, così buffi e tristi allo stesso tempo. Ciò che viene proposto al visitatore è un percorso artistico sul ridere, senza dubbio un’aspetto non tra i più presenti nel discorso contemporaneo, ma non per questo assente del tutto.

Mila Sbrugnera

Atelier d’Estienne
1, rue Terrien, Pont-Scroff, Lorient, France
02 97 32 42 13

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