Il segreto della natura – Elisabetta di Maggio

1.Mostra Disnascere_PHOTOCREDITS FRANCESCO ALLEGRETTO - courtesy laura bulian gallery_Nymphaea Victoria Regia, tagliataamano con bisturi, 2009

Alla Fondazione BevilacquaLa Masa, la personale di Elisabetta di Maggio, DIS-NASCERE, accoglie il complesso delle opere dell’artista, a Venezia dal 2004. Il contesto in cui opera l’artista milanese sembra essere un crocevia di saperi, come antropologia, scienza, botanica, geografia e urbanistica, elaborate attraverso il filtro dell’esperienza.  L’esposizione traccia un tessuto ideale di storie reali legate dal ricamo e trasmesse con narrazione evocativa, attraverso mimesi poetiche, metafore, disegno, azione minimale, e osservazione della natura, animale e vegetale.

Nymphaea Victoria Regia, tagliata a mano con bisturi, 2009. (PHOTOCREDITS FRANCESCO ALLEGRETTO) 
 

Nella sala del camino, si percepisce l’interesse dell’artista per le forme naturali, lo studio accurato del processo linfatico di nascita, ri-generazione e metamorfosi, e il delicato intervento di sezione organica applicato alle forme, che si materializza nei rivoli, come il fluire scarno ed essenziale, delle opere Edera e Victoria.  Elisabetta di Maggio isola e classifica gli elementi del fare artistico – la ghianda del riccio, la foglia, la forma naturale, il calco di spine su sapone di marsiglia –  e  traccia il filo rosso del suo pensiero nei disegni: se i motivi di Tracciati  sono l’insieme rilegato di segni lasciati da spine di rose, l’intento di Non rinuncio a far volare le farfalle, è un piccola veduta poetica, che si amplifica nella serie di opere Traiettorie di volo di farfalle, dove l’artista ha indagato e registrato il corso naturale delle direzioni con spilli da entomologo, delineando suggestioni visive senza fine.  
L’installazione Appunti è una miscellanea della sua ricerca artistica: a parete, il tracciato visivo dei disegni, sintetizza l’approfondimento per la cartografia, le architetture simboliche, la perfetta analogia tra natura e costruzione artificiale, il dettaglio, e visione concentrica. In modo simile, le opere isolate in teche, rimandano all’osservazione cristallina delle forme naturali, come una riflessione sul loro valore, sulla capacità di adattamento ed evoluzione, sulle leggi di natura, e l’insieme risuona come un suggerimento da cui trarre grande ispirazione.

Traiettorie di volo di farfalle, spilli da entomologo e acetato, 2011. (PHOTOCREDITS FRANCESCO ALLEGRETTO) 
 

L’artista narra di sé secondo il marcato segno del ricamo, che, sebbene effimero e fragile, congiunge le trame essenziali dell’esperienza che sempre si crea e ri-crea per necessità, e testimonia l’intreccio di luoghi e tempi lontani. Un’intera sala è dedicata ai celebri lavori di mappe di città  – Parigi, Città del Messico e Kasbah di Algeri – vedute aeree dei centri urbani ad alta intensità, incise in rilievo su saponette, e ricomposte secondo un fine.
A Venezia, lo spettatore sembra essere chiamato a partecipare alle memorie di Elisabetta di Maggio, attraverso il filo che lega, narra e purifica il tessuto sociale del fare artistico –  come l’ambiente conclusivo  – motivi decorativi di una rete di rose bianche, carta velina tagliata a mano con bisturi – metafora raffinata di una tabula rasa.

Appunti, tecnica mista, 2012. (PHOTOCREDITS FRANCESCO ALLEGRETTO) 
 

Elisabetta di Maggio, DIS-NASCERE
Fondazione BevilacquaLa Masa, Palazzetto Tito
09 ottobre – 09 dicembre 2012

 

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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