Il Sogno di Gabriele Salvatores. Italy In A Day

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Quale visione dell’Italia contemporanea? Gabriele Salvatores (1950, Napoli) presenta alla 71.ma Biennale del Cinema di Venezia, nella sezione fuori concorso, il progetto sperimentale Italy in a day, edizione italiana del film su scala globale, firmato da Ridley Scott. Il 26 ottobre 2013, tutti gli italiani sono stati inviati a inviare dei video, ripresi attraverso qualsiasi mezzo tecnologico (videocamere, fotocamere, telefoni cellulari etc.), che rappresentassero momenti importanti, o semplicemente reali, accaduti nel corso di quel giorno: sono stati raccolti 44.197 filmati per oltre 2.200 ore di immagini, curati e montati da Gabriele Salvatores e da un team di oltre 40 selezionatori, secondo un taglio narrativo, immaginativo e reale.

1.Italy_in_a_Day_-_director_Gabriele_Salvatores_2Italy In A Day, Gabriele Salvatores, la Biennale di Venezia, 2014, Foto.ASAC
 

Il brillante montaggio suggerisce una libera interpretazione del film secondo differenti sfumature e livelli di significato, in perfetto accordo con le premesse democratiche attraverso cui il progetto si è sviluppato, creando un network e una piattaforma tecnologici. Una visione poetica è il fil rouge che attraversa il film, aprendosi al mare e al cielo, temi da sempre cari al regista, attraverso il racconto di un responsabile marittimo in viaggio attraverso l’oceano a bordo di una nave per lo scambio merci, figura narrativa, solitaria e romantica  ancorata al passato, e di un astronauta, Luca Parmitano, a bordo della stazione spaziale europea ESA, per la missione “Volare”, protagonista di nuove rotte e attraverso le più avanzate scoperte tecnologiche, a cui è affidata la narrazione. Il tempo del film si svolge dallo scoccare della mezzanotte fino alle 24h successive, attraverso una visione notturna che gradualmente si apre alle albe, alle mille luci del giorno, fino a bellissimi tramonti del paesaggio italiano. Immagini intime, affettive, profonde, ironiche, reali e straordinarie, si susseguono secondo un ritmo incalzante, generando una toccante empatia per ogni possibile spettatore; sono immagini di nascita e di morte, gioia e sofferenza, difficoltà e spensieratezza, animando il film di grandi motivazioni, senza filtri critici o intellettuali, complessivamente in “un diaro emotivo e un censimento delle emozioni”.

2.Italy In A Day, Gabriele Salvatores, la Biennale di Venezia, 2014, Foto. ASAC
 

È uno spaccato tanto vero quanto romantico, dell’Italia contemporanea, ponendo l’attenzione su una rinnovata identità, le potenzialità e le problematiche più difficili al presente, e sui modi in cui queste vengono affrontate dagli italiani. Come suggerisce una voce femminile alla fine del film, Italy in a day è un racconto che fa storia, ritraendo l’amore, il ruolo della famiglia, il lavoro, la crisi, la vita e il paesaggio contemporanei: oltre all’emozione, il film è un’occasione importante per riflettere su ogni situazione privata o collettiva. La rappresentazione reale si arricchisce del ruolo esterno del regista: magistralmente, Gabriele Salvatores, come un sapiente navigatore, è portavoce con la sua opera, di un messaggio benevolente, protettivo e ricco di positività per il futuro, augurando nuovi orizzonti da varcare. Nelle sue parole: “la vera rinascita parte dal dialogo tra le persone”, in sintonia con l’atmosfera presente in cui si possono percepire i sintomi di nuove prospettive; il regista avverte come questo “respiro di Renaissance” sembri coinvolgere tanto la vita reale, quanto il Cinema Italiano presente attraverso l’ultima generazione di registi e autori del panorama cinematografico contemporaneo.

3.-Red_Carpet_-_Italy_in_a_day_-_G._Salvatores_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__6_   Italy In A Day, Red Carpet, Gabriele Salvatores, la Biennale di Venezia,2014,  Foto. ASAC
 

A Venezia, in occasione della presentazione di Italy in a day, Gabriele Salvatores riceve il prestigioso Premio Pietro Bianchi, consegnato dai Giornalisti Cinematografici Italiani, a riconoscere il percorso artistico di un’intera carriera, iniziata a teatro negli anni ’70, come fondatore del Teatro dell’Elfo a Milano, e approdata successivamente al Cinema con notevole interesse, ricordando Mediterraneo, 1991, vincitore dell’Academy Award, e tre Premi per il David di Donatello. La sentita motivazione tiene conto della “passione per l’innovazione, coerenza, curiosità intellettuale” che ben si addice a quest’ultimo progetto sperimentale, tecnologico, innovatore, democratico, emotivo e motivazionale: quando ancora Sogno, Visione, Immaginazione, Narrazione, Emozione e Speranza fanno Cinema.

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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