Il suono in mostra. La Sound Art riempie lo spazio urbano di Udine

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La Sound Art è una forma artistica controversa, che rifiuta l’imposizione di un’unica definizione e le cui sperimentazioni si possono collocare all’interno di diverse pratiche espressive: dall’arte concettuale a quella minimalista, dalla sound poetry al teatro d’avanguardia. Rinunciando alle teorie musicali classiche di ritmo, melodia e armonia, l’arte sonora prevede l’inclusione di suoni naturali e artificiali in ambienti dalle precise qualità acustiche, con lo scopo di giungere a modalità comunicative e percettive inedite. Le opere, costruite intorno all’essenza del suono, invitano a prendere coscienza del carattere pubblico dell’ascolto e a relazionarsi con lo spazio fisico in cui sono accolte, creando in questo modo un’esperienza “estetica” del sentire.

Il binomio suono-ambiente è il punto focale della rassegna ‘Il suono in mostra’, che dal 3 al 12 giugno 2016 anima la città di Udine con una selezione d’opere dei maggiori protagonisti della Sound Art internazionale. Ideato da Antonio Della Marina e Alessandra Zucchi, artisti e fondatori della galleria Spazioersetti che da anni si dedica alla promozione e valorizzazione dell’arte sonora, l’evento coinvolge per dieci giorni dodici diversi spazi urbani, scelti per le loro caratteristiche acustiche e architettoniche, che accolgono altrettante installazioni sonore, andando a disegnare un virtuale percorso dell’ascolto; dall’alto del colle del Castello di Udine si scende nelle sale buie del Rifugio antiaereo di Piazza I Maggio, toccando luoghi dall’estetica suggestiva come ad esempio la Galleria Tina Modotti o il Velario di Palazzo Garzolini – Di Toppo Wassermann, da esplorare o ri-esplorare con nuova sensibilità.

Alessandro Fogar, compositore e performer di musica elettroacustica, rievoca attraverso la sua installazione ‘21.00.12’ l’angoscia provata durante il terremoto che colpì il Friuli nel maggio del 1976 utilizzando i dati che i sismografi registrarono quella sera. Il musicista californiano e tra i maggiori esperti di sistemi di accordatura microtonali Kraig Grady, crea con la sua opera una matrice di accordi in continua evoluzione ricavati dall’antica figura indiana nota come Triangolo di Tartaglia. La polacca Hanna Preuss, scrittrice di colonne sonore per cinema e teatro, riempie una sala di Casa Cavazzini col suono di una dolce ninna nanna per le vittime dello tsunami giapponese. Paulo Raposo, artista multimediale portoghese, fa emergere dal sottosuolo di Piazza Venerio gli echi della terribile rivolta contadina del 1511 con suoni prodotti a basso volume di campane e legna che brucia. Il francese Sebastien Roux utilizza le istruzioni dei Wall Drawings del pittore minimalista Sol LeWitt come spartiti musicali per comporre i cicli della sua opera ‘Inevitable Music’.

Scanner, artista inglese di culto della scena contemporanea, la cui opera è stata accolta nelle più importanti istituzioni mondiali come il Centre Pompidou di Parigi e la Tate Modern di Londra, usa musica e linguaggio per ricreare l’universo Shakespeariano fatto di sogni e sussurri. Il performer e artista sonoro Michael J. Schumacher studia la relazione fra suono e spazio attraverso sistemi di diffusione multicanale posizionati negli umidi locali di un rifugio antiaereo. Michele Spanghero con la sua installazione ‘Guttatin’ diffonde il suono delle gocce d’acqua che cadono nel fonte battesimale del Duomo di Udine, trasformandolo in una cassa armonica. Ivo Vicic, produttore musicale e ingegnere del suono croato, porta negli spazi del Museo Etnografico il suo paesaggio sonoro composto dai suoni degli elementi naturali come vento e acqua, sovrapposti a quelli della fauna presente nelle regioni di montagna. La norvegese Jana Winderen cattura l’ambiente sonoro degli abissi marini e quello presente sotto i ghiacci della Groenlandia, offrendo la possibilità di ascoltare sonorità sconosciute all’uomo. Infine, ‘The Dream’, del duo Della Marina e Zucchi, è un luogo composto da luce e suono in cui entrare scalzi per poi farsi avvolgere dal flusso di immagini in continua trasformazione.

La rassegna ‘Il suono in mostra’ è il frutto di un progetto coraggioso e dal respiro internazionale, portatore di una nuova sensibilità collettiva nei confronti di un’arte fatta di sintonie e dissonanze.

Il suono in mostra – rassegna di arte sonora
dal 3 al 12 giugno 2016
Udine, Friuli-Venezia Giulia (IT)
info: www.ilsuonoinmostra.it

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Della Marina Zucchi – A Place to Play – photo credit Lara Carrer

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Della Marina Zucchi – A Place to Play 2 – photo credit Lara Carrer

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Jana Winderen – DIVE, Park Avenue Tunnell, New York, 80 speaker installation commissioned by New York Department of Transportation, photo credit Jana Winderen

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Jana Winderen – recording 15 meters under the Sea Ice by the North Pole 2015, photo credit Sergey Panteleev

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Michele Spanghero – Because Tomorrow Comes_ 2012 – photo credit Michele Spanghero

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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