Collocarsi nel tempo e nello spazio: il “viandante” Dessì torna alla Otto Gallery di Bologna

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Giallo come materializzazione astratta, artefatta, profondamente “artificiale”, della luce. Spazi come scene e quinte teatrali. E sestanti. Per provare a collocarsi nel tempo e nello spazio. Gli elementi ricorrenti della poetica di Gianni Dessì tornano alla Otto Gallery di via D’Azeglio fino al 15 aprile 2018. Sestante presenta sei lavori appartenenti a periodi diversi della produzione di Dessì, lavori che aiutano a tracciare sei tappe del “viaggio” di ricerca del gentleman romano, sei momenti, sei hic et nunc in cui fermare l’incedere artistico in un preciso momento per guardarsi indietro, nello spazio oltre che nel tempo. Come farebbe il viaggiatore, con lo stesso sguardo curioso, quasi nostalgico. E con l’esigenza, necessaria per qualsiasi artista, di trovare la propria collocazione in quell’esatto punto: il sestante, appunto.

Una “navigazione” in solitaria, quella di Dessì, da anni in bilico tra stimoli astratti ed informali e necessità figurativo-simboliche, tra gesto libero, rivoluzionario e controllo della ragione. E il viaggio, nonostante la notevole coerenza, ben studiata all’interno del percorso mostra, evidenzia momenti eterogenei, profondamente autonomi seppur in costante dialogo tra loro, che rendono giustizia alla personalità complessa dell’artista romano.

La produzione di Dessì si è sviluppata, infatti, come afferma il critico e storico dell’arte Lorand Hegyi, “fra l’analitico-metodologico-rigoroso ed il sovversivo-scettico-indipendente. Benché egli operi inevitabilmente all’interno di un processo d’innovazione linguistica necessaria quanto permanente, esprime ancora gli elementi di una riflessione interna all’eredità della pittura europea di valore”.

Il “viandante” Dessì porta alla Otto Gallery di via D’Azeglio un’Arte che rivendica il suo essere la materializzazione di uno sguardo visionario sul mondo, l’allontanamento consapevole dal concreto alla ricerca di uno spazio tridimensionale in cui collocarsi. Non a caso è facile, guardando le grandi tele esposte, percepire immediatamente le “origini” scenografiche di Dessì. Ogni opera è come una scena, una finestra, un’apertura verso un’altra realtà. Come nel famoso Studio giallo (2003) e  in Vista (2012), grande composizione a carboncino divisa da spesse “cornici” scure.

È lo stesso autore ad aver segnalato questo legame “con l’infisso di una finestra. In definitiva un affaccio su ciò che ho prodotto negli anni, il disegno della mia opera”.

In mostra anche una scultura, Ritratto (2014/15), in perfetto dialogo dinamico con Studio giallo, e due opere recenti della produzione di Dessì, “ospitate” nella terza stanza della galleria, due Conversation piece (2017) che permettono uno sguardo sugli ultimi sviluppi pittorici della ricerca del pittore romano.

Guido Luciani

Info:

Gianni Dessì. Sestante
20 gennaio – 15 aprile
OTTO Gallery Arte contemporanea
via D’Azeglio 55 Bologna

Studio giallo, 2003, installation view Gianni Dessì, Studio giallo (2003), installation view

DSCN1817Gianni Dessì, Ritratto (2014/15)

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