Illustrazioni psichedeliche. Intervista con Elzo Durt

LES ELITES TOMBENT DE L’ARMOIRE NUMERIQUE

Elzo Durt è un illustratore e grafico di origine belga. Il suo universo, ampiamente ispirato alla dimensione psichedelica, è cosparso da allusioni cosmiche e un tocco vintage urbano. L’abbiamo incontrato in occasione della mostra alla Nero Gallery di Roma, visitabile fino al 30 gennaio.

Come è cominciata la tua passione per l’arte, cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera di artista?
Da sempre ho vissuto circondato da fumetti perché mio padre li amava molto. Fin da piccolo, infatti, i miei genitori mi portavano alle mostre, e già da giovanissimo sapevo che avrei voluto fare l‘illustratore, e fare belle immagini. Mi ero iscritto a una scuola d’arte alle superiori, ma i miei disegni non mi piacevano, così ho cercato di esprimere me stesso in modo diverso con l’illustrazione. Dopo aver finito la scuola superiore ho studiato graphic design, e abbastanza presto ho iniziato a fare molti volantini per le feste, concerti, e poi lentamente ho iniziato a lavorare per fare altre cose: copertine di cd, illustrazioni per riviste.

La musica è un elemento essenziale della tua vita e quindi anche del tuo lavoro. Parlaci della tua relazione tra arte e musica. Uno dei due prevale sull’altro o sono in simbiosi?
Ho sempre comprato molti dischi, ascoltato tantissima musica e mi hanno sempre affascinato le copertine dei dischi. Sulla custodia di un cd si può esprimere veramente quello che l’artista vuole. È totalmente libera, e la copertina deve identifica sempre il disco. Quando studiavo grafica, sapevo che il mio scopo sarebbe stato quello di studiare e prendere ispirazione dalle band musicali più importanti, ma non avrei ami immaginato che avrei avuto l’opportunità di lavorare per le mie band preferite. Oggi sono molto soddisfatto di lavorare per i gruppi che considero i migliori, e di questo sono molto orgoglioso. Ascolto musica tutto il tempo, organizzo anche molti concerti ed eventi. Quattro anni fa, ho creato con il mio amico Froos, l’etichetta TEENAGE MENOPAUSE, che non voleva essere circoscritta a uno stile specifico. Per questa etichetta non faccio copertine, ne faccio già abbastanza per altre etichette, ma proviamo a scoprire e far emergere altri illustratori. Così produciamo le copertine dei nostri dischi con sempre nuovi disegnatori. Facciamo molta attenzione alla musica, e al soggetto della copertina.

Parlaci delle tematiche dei tuoi soggetti, cosa hanno in comune e perché?
Io faccio collage, così sono dipendente dalle immagini che trovo. La mia tematica, quindi, varia a seconda del mio database. Di recente, lavoro molto per la stampa, mi chiedono d’illustrare un testo, e ho ventiquattro ore per fare una o più illustrazioni su quel tema. Amo questo lavoro, perché mi richiede di lavorare su tematiche che altrimenti non affronterei. Nei miei lavori spesso ritornano diversi temi come il ritratto e le scene religiose rielaborate. Il ritratto è un tema che può crescere all’infinito, io parto dal viso, come punto di partenza per attraversare ed esprimere diverse emozioni. Le scene religiose sono un’altra costante nel mio lavoro, come il disegno anatomico. Mi piace lavorare molto con vecchie incisioni, del XVII e XVIII secolo, ci sono temi che spesso ricorrono e da cui sono affascinato.

Sogni e progetti futuri, come ti vedi tra venti anni?
Per il futuro  immediato, sto progettando di realizzare un libro che presenti tutto il mio lavoro, vorrei che uscisse in tempo per l’apertura della mia mostra al “The Gallery du jour” di Agnes B a Parigi, i primi di Aprile. Sono, anche, molto soddisfatto di esporre in Italia, dov’era da anni che volevo esporre. Organizzo tre festival a Marzo, Aprile, e Maggio in Belgio con sei, sette gruppi ogni sera. Per quanto riguarda il futuro a lungo termine, non ci penso troppo. Lavoro sodo giorno per giorno, la cosa più importante è che sono libero di lavorare sui progetti che mi affascinano.

Intervista di Giulia Capogna

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Elzo Durt, Malaise de Chercheurs. Illustrazione per Le Monde. 

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Elzo Durt, Roman Noir, Illustrazione per la rivista L’express.
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Elzo Durt, Self Portrait

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