In dialogo con Magemaker

A - Italy  50cm x 50cm (2010). Roma Kacinskaite-Romene.

Abbiamo incontrato Mage Kacinskaite (Lituania (1987 / Klaipeda), vive e lavora a Londra) che ci introduce al suo magico mondo di rappresentazioni narrative attraverso illustrazione, pittura, fotografia e incisione. L’incontro segue una conversazione scritta e siamo lieti di scoprire attraverso la sua voce, quante sorprese la realtà può idealmente rivelare. È anche curioso sapere che Mage è figlia d’arte: Roma Kacinskaite-Romene è una nota artista che da sempre ha dedicato parte del suo lavoro alla pittura: influenze, analogie e differenze diventano tangibili in questi rapporti artistici, quando il duo è spesso chiamato a esporre insieme.

Ciao Mage, ho visto il tuo lavoro in diverse occasioni e la tua pratica artistica include diversi media. Anche se nel complesso il tuo lavoro è eterogeneo, c’è un vivace tratto comune che definisce i tuoi lavori: a mio avviso, è legato alla luce e al colore. Sei d’accordo? Come descriveresti questo elemento? E ciò che ti interessa di più nelle discipline artistiche?
Ciao Sara, Grazie per avermi contattata e per aver dedicato del tempo in questa conversazione. Sì, hai ragione il mio lavoro è spesso legato alla luce e colore, perché a mio parere senza ombre non possono esistere oggetti e viceversa; di conseguenza, sono correlati. Per quanto riguarda la mia “disciplina artistica” credo che non ci siano regole per definirmi, così il mio lavoro è molto espressivo e individuale. Il mondo ha bisogno di originalità, questo parla da sé. Credo che si dovrebbe essere esattamente come si desidera essere e così dovrebbe essere la pittura.

Il punto di partenza della tua  pratica si lega all’idea di osservare la realtà e scoprire un nuovo significato dal dettaglio. Ci puoi spiegare questo punto di vista?
Il punto di partenza non è mai l’inizio e mai la fine. Per me tutto è lo stesso, vecchio o nuovo. Credo che noi usiamo le nostre parole per spiegare la nostra posizione nel mondo. Dal mio punto di vista quando le persone nascono conoscono già tutto, come esseri naturali e puri, ma crescono e sono sottoposti ad apprendere perché la società dice così. A mio parere questo offusca la creatività e l’immaginazione, e conforma la mente a imparare quello che “si dovrebbe imparare”.

Penso che sia molto interessante il verbo che usi per descrivere il tuo metodo: “giocare”. Il tuo vocabolario ricorda la narrazione e la bellezza delle fiabe, quando la magia ha un ruolo centrale. Si tratta di un punto di vista molto interessante: puoi dirci di più in merito?
Sì, l’elemento della magia è centrale per il mio lavoro. Anzi io sono ancora una bambina e l’aspetto delle fiabe è una forma di evasione dal mondo esterno, che può non essere un posto così piacevole, a volte. Quindi questa idea di “giocare” mi fa sentire più a mio agio per esprimere la mia arte invece di essere una forma di lavoro.

Ma c’è un momento in cui la fiaba si articola in un modo più adulto di comprensione. Una delle tue illustrazioni rappresenta perfettamente questo punto. Potresti dirci di più in merito e sul segno che hai usato oltre l’immagine?
Sì, intendo esprimere l’aspetto del “crescere” e maturare in un modo adulto di vivere, ma mi piace ancora dimostrare che le persone possono ancora comportarsi liberamente nella propria interiorità, anche se devono conformarsi alla società esterna. Il mio corpo di Piccolo Principe è cresciuto nell’aspetto ma è rimasto lo stesso nell’intimità. In questo quadro, ad esempio si può vedere il mondo in continua evoluzione a seconda dello stato d’animo e di ciò che si desidera vedere. 

Riconosco che la tua identità d’artista è ben radicata e forte, oltre al tuo approccio umanistico. Cosa consiglieresti all’osservatore che si avvicina alle tue opere e cosa ti aspetteresti da lui/lei?
A essere onesti non ho una vera risposta. Vorrei pensare a persone che sappiano dare un senso al mondo in cui viviamo per interpretare esattamente il l mio lavoro. Le persone sarebbero libere di fare la loro storia e d’interpretare la propria direzione. In questo momento sto sperimentando mezzi diversi, spendo utilizzare Photoshop e Illustrator e la realizzazione di stampe in seta. Spero di rendere evidenti questi approcci e realizzare il mio Frankenstein. Questo forse porterà a una reazione genuina della gente oltre al mio potere di creare.

Roma Kacinskaite-Romene spiega allo stesso modo la sua visione artistica, riflettendo sulla composizione della pittura che inizia nel dettaglio e finisce nella complessità di simboli attraverso una tavolozza vivida, escludendo qualsiasi tono di bianco e nero, influenzata dagli impressionisti. La visione e la sua pratica pittoriche sono concepite attraverso una riflessione accurata della composizione. La realtà può essere vista come il contesto in cui tutto si muove in cerchio, in cui affermare l’atto del dipingere; l’immagine deve essere capovolta per mostrare diverse modalità di rappresentazione; come in un mandala, la pratica deriva dall’astrazione e dalla meditazione, che rappresentano un aspetto sostanziale del suo lavoro. Roma Kacinskaite-Romene articola la filosofia oltre la pittura, conoscendo il meccanismo che genera l’immagine stessa; cattura l’istante attraverso l’intuizione e immediatamente lo visualizza secondo le tecniche di rappresentazione; i soggetti che interessano l’artista sono paesaggi, simboli, animali e ritratti, che sono reinterpretati dal filtro di ricordi affettivi che sono ora visibili attraverso prospettive rivelate. L’artista ha recentemente partecipato a uno spettacolo che coinvolge film e dipinto, a Reggio Calabria.

It's Mine 105cm x 52cm (2011) Mage Kacinskaite

Mage Kacinskaite, It is Mine, 2011, 105×52 cm, painting

A - Italy 50cm x 50cm (2010). Roma Kacinskaite-Romene.

Roma Kacinskaite-Romene, Italy, 2010, 50×50 cm, painting

Playing Game 127cm x 97cm (2010) Mage Kacinskaite

Mage Kacinskaite, Playing Games, 2010, 127×97 cm, painting

B Reggio Calabria 125cm x 65cm (2010) Roma Kacinskaite - Romene.

Roma Kacinskaite-Romene, Reggio Calabria, 2010, 125×65 cm, painting

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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