In dialogo con Mahal de Man

Mahal de Man, “Untitled”, 2011, clay, postcard, various sizes

Mahal de Man (Paesi Bassi, vive e lavora a Londra) è un’artista visiva concettuale, il cui lavoro tocca tematiche esistenzialiste, e riflette un sentimento religioso profondo legato ai modi in cui la creazione artistica interagisce con lo spazio. É lei stessa a introdurci al suo percorso artistico che inizia nel 2008, fino alle più recenti opere che sembrano affacciarsi sull’universo.

Mahal de Man, “Rise”, 2012, reversal film, 150x90 cm

Mahal de Man, Rise, 2012, reversal film
 

Da un iniziale approccio figurativo, legato agli interrogativi di una ricerca spirituale, la svolta cruciale di Mahal de Man si può identificare con una precisa esperienza significativa, ovvero quando l’artista ha cominciato a porsi la domanda se raffigurarsi come dio – Self Portrait, 2010. A partire dalla necessità di superamento del limite esistenziale, il progetto ha generato una serie di opere che suggeriscono il tentativo di rappresentare la tensione tra i minimi e i massimi valori dell’Universo, il finito e l’infinito, infine la spiritualità, quando l’uomo si riconosce come la “misura di tutte le cose”. Il percorso artistico di de Man prosegue con i calchi in argilla, quando per la prima volta, la sperimentazione artistica affronta la tridimensionalità e l’astrazione, come per la serie di sculture sferiche. The Universe (Big Bang), 2010 è l’opera emblematica che dà atto a questa visione: l’intervento minimo di giustapporre un foglio bianco a un foglio nero, è un’azione ricca d’interferenze back and forth, tese a segnare punti nodali dell’interpretazione, come se il bianco assoluto rappresentasse il divino e il foglio nero il fine ultimo dell’esistenza. Analogamente, l’installazione God the Universe, 2010,  rappresenta idealmente la genesi di un esistenza da plasmare.

Mahal de Man, “Untitled”, 2011, clay, postcard, various sizes

Mahal de Man, “Untitled”, 2011, clay, postcard
 

In seguito a un breve soggiorno a Berlino, Mahal de Man ricorda di essere stata ispirata dalla proiezione video in cui un artista defunto creava un bellissimo cigno di origami, offerto in dono. In questo gesto, l’artista ha trovato l’esempio per modellare sfere di cera che se indotte al movimento, suggeriscono l’espandersi all’infinito, secondo una rotazione circolare, la tridimensionalità e la spazialità come per Attempt to Three Spheres. Un ulteriore elemento da considerare, è il modo in cui l’opera entra metaforicamente in dialogo con lo spazio: è questo il caso, delle opere esposte in camere oscure in cui percepire un assoluto contrasto della forma.

Mahal de Man, “Untitled”; 2012; clay, pencil on paper, frame; potteryware Mahal de Man, Untitled,  2012; clay, pencil on paper, frame
 

Con lo stesso principio, l’artista ha relaizzato Rise, 2012 – reversal film, proiezione retroilluminata: un’immagine iconica in cui la superficie terrestre e lunare collidono, congiunte nell’atmosfera. A questa immagine si legano altre affini per la rappresentazione di cosmologie, galassie e costellazioni, come la più recente serie di disegni che si contraddistinguono per i suggestivi titoli poetici come To go where no man has gone before, Sea of Tranquility, Here Men from the Planet Earth, 2013, con chiari riferimenti alla missione dell’ Apollo 11 nel 1969.

. Mahal de Man, “Untitled”, 2010, base, ink on paperMahal de Man, Untitled, 2010, base, ink on paper
 

Tutte le immagini, sembrano segnalare una distanza consapevole tra la terra e l’universo, come per il mezzo fotografico, in cui circoscrivere la tensione tra queste due entità incommensurabili. Ciò che sorprende nei lavori dell’artista è la capacità di sfidare tematiche complesse dell’esistenza senza sconfinare in alcun sentimentalismo, terrore o perdita, ma diversamente, d’instaurare un perfetto equilibrio tra questi due poli, attraverso l’idea di essere presenti nello spazio e nel tempo.

Mahal de Man
(Peasi Bassi, Vive e Lavora a Londra)
www.mahaldeman.nl

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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