In dialogo con no.w.here

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Nello scenario artistico dell’East London, no.w.here, organizzazione not-for profit fondata nel 2004 da Brad Butler e Karen Mirza, si distingue per incoraggiare la produzione filmica e il dialogo critico attorno a questa pratica. Riconosciuta internazionalmente per lo studio dell’immagine in movimento, può contare su una costante programmazione che varia tra performance, screening, mostre, workshop e residenze, centrate sul dibattito politico ed estetico della cultura visuale.

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For all Images and Captions, Courtesy no.w.here ©
 

Ce ne descrivono i tratti fondamentali Sally Golding, live-film artist, e James Holcombe, film maker e responsabile dei laboratori e dei progetti educativi; entrambi ci dicono di come alla metà degli anni ’90 sia sorta l’esigenza di documentare la fine di un’era, creando un circuito d’interessati attorno a una collezione di dispositivi filmici storicizzati (come ad es. la rostrum camera), altrimenti abbandonata e unica per la sua rarità, e che oggi costituisce l’archivio-laboratorio di no.w.here, reso accessibile ai più. Insistendo sull’impronta collettiva che considera il valore aggiunto e il potenziale attivo di ogni collaborazione come fondamentale fonte d’ispirazione per la realizzazione di nuovi progetti, no.w.here vanta numerose collaborazioni con università e accademici, con la Summer School e l’Arts Council England, e con enti internazionali che si dedicano alla ricerca dell’immagine filmica. Secondo principi comuni, il dialogo critico che coinvolge sempre più artisti e film-maker si basa sulla possibilità di fornire sofisticate risorse tecniche dalle quali articolare contenuto e forma: da qui, sono nate una serie di pubblicazioni indipendenti e la collana editoriale Sequence, che si dedica al dialogo e alla discussione critica delle pratiche contemporanee.

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For all Images and Captions, Courtesy no.w.here ©
 

Se l’immagine filmica è il medium inequivocabile, diversi sono gli aspetti su cui no.w.here pone l’accento, conservando una distanza dalla produzione su scala industriale al fine di promuovere il valore artistico, artigianale e indipendente del produrre. Un aspetto importante consiste nel recuperare le tracce della storia attraverso il procedimento foto-chimico del comporre l’immagine, per avanzare democraticamente nuove forme visive. Il progresso delle modalità filmiche, oggi, incoraggia l’intrecciarsi dei format secondo pratiche d’indagine sperimentale, che, quando ripetibili e re-interpretate circolarmente, attivano dispositivi d’innovazione.

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For all Images and Captions, Courtesy no.w.here ©
 

Tra le forme più attentamente considerate, no.w.here incoraggia l’attività di film-maker nella produzione di azioni collettive e la riflessione politica attraverso laboratori e attività didattiche; le immagini sono idealmente considerate come il momento in cui le idee diventano sociali; questo è il caso di Crop, 2013, di Omar Kholeif, che narra visivamente la realtà egiziana dopo la rivoluzione del 2011. Altre modalità, indagano lo spazio-immagine che si compone tra suono e immagine filmica, fino alle più recenti rappresentazioni in cui la forma è plasmata come scultura/installazione o live performance. Per una retrospettiva teorica dell’immagine in movimento, no.w.here considera le teorie delle Avanguardie, l’era degli anni ’70-’80 (di cui rimane esemplare, il progetto di Jonas Mekas Anthology Film Archives, 1969), fino a indagare le espressioni del presente.

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For all Images and Captions, Courtesy no.w.here ©
 

Al momento, una serie di soluzioni sperimentali in progress si concentra sulle soluzioni del cinema espanso in cui, progressivamente, la ricerca si sofferma sulle potenzialità derivate dall’uso della luce – in grado di catturare l’esatto istante prima dell’intera composizione, mezzo di sperimentazione per eccellenza, nel scolpire l’immagine in sequenza.
Sembra che il messaggio di no.w.here sia chiaramente percepibile allo spettatore, in grado d’identificare la sua ricerca a una pratica accurata del produrre contenuto e forma nella rappresentazione filmica. Nel complesso, entrare in dialogo con no.w.here è un’indispensabile esperienza per chi volesse approfondire questo linguaggio che, oltre alla tecnica, riesce a imporsi per l’espressione e l’attivismo del contenuto in modo globale.

Information:
http://www.no-w-here.org.uk/
First Floor, 316-318 Bethnal Green Road
London
E2 OAG
UK

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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