Ina Otzko. Sono qui, puoi sentirlo?

Ina Otzko, Leviathan, 2015, polaroid

Fino a sabato 3 ottobre presso Castel dell’Ovo Napoli la prima personale italiana di Ina Otzko, Sono qui, puoi sentirlo? a cura di Maria Savarese, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, patrocinata della Reale Ambasciata di Norvegia. Un nuovo corpo di lavori affiancati a progetti precedenti, mai esposti in Italia, ore ne raccontano e dispiegano il percorso artistico.

Lentamente le fotografie divengono espressioni di arti preziose, offrono la possibilità di giocare con le immagini, dimensione non soltanto ludica ma azione diversiva, rielaborazione, distrazione leggera. Le immagini contengono la consapevolezza della creazione: gli scatti vengono attuati sapendo cosa cercare e cosa diventeranno: questa è l’innovazione di Ina Otzko, consentire di vivere in un’altra forma, in una diversa espressione lontano dalla convenzione tecnica, immersi in una unicità imparagonabile. Si assiste a ciò che nella mente si palesa su un supporto e tutto si attua grazie all’abilità di chi intravede nell’arte la maestosità del tutto, l’elevazione che supera la tecnica, la genialità che opera senza sgualcirsi. Lavoro di manipolazioni, slanci di cromie, entusiasmi di resa: un’arte elegante, raffinata, di grande impulso. Il progetto napoletano qui introduce il lavoro della Otzko al pubblico italiano e propone magmatico l’inedito Leviathan: una serie di Polaroid, una installazione e sonoro proveniente dal cratere della solfatara dei Campi Flegrei a nord di Napoli. Accanto, installazioni al neon, fotografie, video, opere testuali: My First Important Escape, Mothers Garden, The Edge – Meditations on Silence, Who Are We Today? Una sottile tensione tra una dimensione intima, personale e una sociale, universale. Con Leviathan si racconta la sostenibilità, economica, sociale, ambientale, responsabilità di cui, secondo l’artista, ciascun individuo si dovrebbe far carico. La Terra ha davvero bisogno degli esseri umani, – si chiede la Otzko –  se da un lato le differenze sociali e il potere finanziario ci spingono sempre di più verso un esasperato individualismo e, dall’altro, le risorse si riducono drammaticamente? Se la risposta è positiva, prosegue, allora come possiamo cambiare il corso attuale degli eventi per garantire un futuro migliore? La soluzione risiede in una dimensione più intima della percezione del tempo e dello spazio attraverso il proprio corpo: più il corpo è in armonia, più profondamente percepiamo e più risulterà facile responsabilizzare le coscienze verso l’esterno. A questo aspetto più intimo fanno riferimento lavori come Interiors, Mothers Garden, o il più pacificante The Edge – Meditations on Silence.

Ina Otzko (1972) vive e lavora fra Sandnessjøen, Norvegia settentrionale, e Positano. Ha conseguito tre master: due presso la Goldsmiths College University of London (in MFA Fine Art, in Image and Communication) e uno presso la UdK / Universität der Kunste a Berlino (in Sound Research).  Diversi sono i mezzi espressivi dei quali si avvale che variano dalla fotografia al video, dal suono all’installazione, dalla luce alla performance, al testo, alla scultura. In merito alla sua pratica artistica spiega: “Io uso il mio corpo come strumento principale per esplorare la vulnerabilità, la forza e la disciplina e il modo in cui alcune azioni ripetitive ci sintonizzano con una situazione data, scelta o forzata”. Oltre alla partecipazione a numerose mostre in istituzioni pubbliche in Norvegia e Germania, di rilievo è anche la presenza di suoi lavori in collezioni pubbliche in Gran Bretagna, Germania, Norvegia. Attiva anche dal punto di vista della curatela, la Otzko ha fondato e dirige il centro ArtBase Helgeland 66°N -un artist run project situato a Helgeland, nel nord della Norvegia, che prevede programmi di scambio tra artisti attraverso residenze internazionali-, si occupa di progetti di ricerca in India, Gran Bretagna, Germania e Norvegia ed è membro, tra gli altri, della Norwegian Association of Fine Art Photographers e della Norwegian Visual Art Association.

Castel dell’Ovo
Via Eldorado, 3 –  Napoli
Ina Otzko. Sono qui, puoi sentirlo?
Dal 4 settembre al 3 ottobre2015
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
Info e Contatti: Dipartimento Gabinetto, Servizio Eventi t. 081.7954592 / 081.7954596-4588-4590 –  e-mail: casteldellovo@comune.napoli.it

Ina Otzko, Leviathan, 2015, polaroid

Ina Otzko, Leviathan, 2015, polaroid

Ina Otzko, The Edge – Meditation on Space, 2008, baryt print.

Ina Otzko, The Edge – Meditation on Space, 2008, baryt print.

Ina Otzko, The Edge – Meditation on Space, 2008, baryt print

Ina Otzko, The Edge – Meditation on Space, 2008, baryt print

The following two tabs change content below.

Rispondi