Inside – Palais de Tokyo

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Parigi – La stagione invernale del Palais de Tokyo è un invito a esplorare la dimensione interiore, nello spazio fisico come in quello mentale. Per l’esposizione Inside, inaugurata il 19 ottobre, la struttura dello spazio espositivo è stata modificata per costruire un percorso inedito, nel quale si susseguono le opere di una trentina di artisti. Questo viaggio nello spazio è metafora di un viaggio introspettivo, le stanze e le opere si moltiplicano come gli stati d’animo del visitatore, illudono la percezione e ne chiamano in causa gli stati d’animo più profondi.

Nell’atrio del Palais si trova l’istallazione del collettivo Numen/For Use: appesa al soffitto, un’enorme struttura fatta d’innumerevoli strati di scotch trasparente ricorda un’enorme tela di ragno o un nido dalla forma labirintica. Ma la parte più divertente, al di là del materiale usato e dell’effetto sull’architettura dell’atrio, è la possibilità di entrare nella struttura, percorrendo – o meglio, strisciando nelle gallerie di scotch: un’esperienza allo stesso tempo ludica e in un certo senso angosciante, per la visibilità ridotta sul mondo esterno, la difficoltà e l’instabilità negli spostamenti. L’installazione è preludio perfetto all’esperienza di Inside: un percorso onirico che a tratti affascina, a tratti sconvolge il visitatore, nella percezione come nelle emozioni. L’entrata vera e propria si fa attraverso una “foresta” di cartone : alberi e foglie sono intagliati minuziosamente in questo materiale da imballaggio dall’artista francese Eva Jospin, la continuità con l’installazione di Numen/For Use è sottile (ritroviamo una forma naturale riprodotta con materiali industriali) e contribuisce a creare l’impressione di entrare in un universo a sé stante.

Da qui in poi, Inside avvolge lo spettatore e lo guida attraverso le opere distrubuite nelle diverse sale, ognuna delle quali rappresenta un’esperienza sensoriale ed emotiva. Alcune realizzazioni implicano un’azione diretta sullo spazio: il brasiliano Marcius Galan gioca con la luce e il colore dei muri per creare l’illusione ottica di una parete a specchio, che il visitatore dovrà trovare il coraggio di attraversare, scoprendo che i suoi sensi sono stati sapientemente ingannati. Completamente bianca, la stanza concepita da Christophe Berdaguer et Marie Péjus è ornata da sculture dalla forma più o meno riconoscibile di alberi, trasposizione di disegni effettuati dai pazienti di un test psicologico. L’installazione di Mike Nelson sposta l’attenzione dal risultato al processo creativo, mettendo in scena uno spazio in costruzione in cui solo la struttura portante esiste materialmente. La scala che conduce alla seconda parte della mostra è invasa dai murales deliranti dell’artista francese Dran, illuminati dai neon che contribuiscono a creare un’atmosfera underground curiosa e surreale.Video, disegni e installazioni sonore completano il quadro dell’esposizione, facendo uso di mezzi diversi per intraprendere una ricerca comune: quella della dimensione interiore e delle sue molteplici sfaccettature e contraddizioni.

La scultura di Andro Wekua, scelta per rappresentare la mostra Inside, denuncia l’oppressione di cui siamo vittime più o meno consapevoli. Un messaggio sociale più esplicito è presente nell’opera di Andra Ursuta, che affronta il delicato tema della violenza sulle donne. Il sorriso di stupore suscitato dalla scultura-orso di Abrahm Poincheval si spegne davanti al video di Christian Boltanski, grido di dolore suscitato dai traumi della nostra epoca.L’esperienza di Inside è un vortice di emozioni, sapientemente orchestrate dal lavoro dei curatori Jean de Loisy, Daria de Beauvais e Katell Jaffrès che riesce a tenere insieme opere eterogenee con un’impressionante continuità.

Foto di Mathieu Foucher

INSIDE
Palais de Tokyo, Parigi (13, avenue du Président Wilson)
20 ottobre 2014 – 11 gennaio 2015

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Numen/For Use

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Eva Jospin / Mike Nelson

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Christophe Berdaguer e Marie Péjus / Dran

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Stéphane Thidet – Le Refuge

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Chiara Targa

Semiotician, interested in contemporary art, I live in Paris where I work as a SEO and web content specialist.

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